24 Settembre 2020 - 00:00

Baggini (Voghera): “Troppo spesso i genitori giocano di fronte ai figli”

E’ positivo il bilancio di risultati ottenuti con il progetto “Quando il gioco non è più un gioco”, attuato dalla cooperativa La Collina e dall’assessorato ai Servizi Sociali di Voghera, con

06 Febbraio 2015

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E’ positivo il bilancio di risultati ottenuti con il progetto “Quando il gioco non è più un gioco”, attuato dalla cooperativa La Collina e dall’assessorato ai Servizi Sociali di Voghera, con la collaborazione di Caritas, Auser, Consulta per i Problemi Sociali e Piano di Zona di Voghera. L’attività di “sportello” ha messo a disposizione dei cittadini caduti nella rete del gioco d’azzardo, fra l’altro servizi di “Ascolto e primo orientamento”, “Assistenza e consulenza”, ma anche di assistenza psicologica.

Teso a contrastare il gioco d’azzardo e a promuovere il precoce riconoscimento della dipendenza dal gioco, come spiega l’assessore Moreno Baggini, il progetto ha portato “a diffondere uno stile di lavoro nel quale la persona che attraversa un momento di difficoltà possa essere orientata ai servizi competenti. La figura che ha avuto maggiori richieste è stato l’avvocato, per consulenze di natura legale legate principalmente alla gestione del mutuo o dei prestiti con le società finanziarie”, spiega Baggini.

In particolare si son rivolte all’avvocato 12 persone, di cui 9 familiari e 3 giocatori. In totale invece hanno usufruito delle attività di sportello 26 persone. Altri momenti del progetto sono stati: i “gruppi per giocatori e familiari”, cui ha partecipato un totale 12 persone con problemi di gioco problematico/patologico e 10 familiari; gli incontri formativi (8 che hanno coinvolto in totale 56 persone); e gli incontri nelle scuole.

In quest’ultimo caso, spiega Baggini “l’azione è stata molto utile per favorire una corretta modalità di lettura dei messaggi mediali a cui gli adolescenti sono esposti da parte dell’industria del gioco”.

“Dagli incontri con gli alunni delle scuole è emersa una tendenza, da parte dei genitori, alla normalizzazione del gioco – sottolinea Baggini -. Spesso, infatti, i genitori giocano d’azzardo in presenza dei figli, soprattutto in relazione a scommesse, gratta e vinci e, in alcuni casi, slot machine”.

 

Il progetto “Quando il gioco non è più un gioco” ha “calcolato” anche “quando” si gioca. Ecco i risultati.

– Nelle sale scommesse la maggior affluenza dipende dagli eventi sportivi. Se, ad esempio, tendenzialmente il mercoledì o il giovedì il locale è vuoto, in concomitanza con l’inizio, ad esempio, della Champions league, il locale comincia a riempirsi anche durante quella serata specifica.

– Per quanto riguarda invece le sale slot, abbiamo riscontrato un alto numero di giocatori negli orari non lavorativi, e quindi: al mattino mediamente prima delle 9,00. Nel pomeriggio tra le 12,30 e le 14,00. La sera dopo le 17,00 e fino a chiusura del locale.

– Alcuni locali, inoltre, “giocano” sulla territorialità: quei locali ubicati nelle vicinanze di una scuola, hanno una significativa affluenza in concomitanza con la fine delle lezioni (più raramente prima dell’inizio delle lezioni).

PressGiochi