20 Settembre 2020 - 06:45

CNR: in netto calo i giovani che si affacciano nel mondo delle slot machine

Finalmente una buona notizia sul fronte del gioco d’azzardo: in netto calo i ragazzi che si affacciano nel mondo di scommesse e slot machine. La percentuale di giovani di 15-19 anni che giocano d’azzardo è scesa dal 47% del

13 Marzo 2015

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Finalmente una buona notizia sul fronte del gioco d’azzardo: in netto calo i ragazzi che si affacciano nel mondo di scommesse e slot machine. La percentuale di giovani di 15-19 anni che giocano d’azzardo è scesa dal 47% del 2009-2011 al 39% del 2014 e si è anche ridotta la quota di studenti-giocatori con un profilo definito “a rischio” o “problematico”. Sono alcuni dei dati che emergono dallo studio Espad Italia, condotto dai ricercatori del Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, che ha coinvolto oltre 30mila studenti.

“Sono risultati molto positivi – sottolinea Sabrina Molinaro, dell’Ifc-Cnr, responsabile dello studio – merito da attribuire almeno in parte agli interventi di educazione al gioco e prevenzione della dipendenza da gioco portati avanti nelle scuole superiori. Gli istituti scolastici che hanno attuato interventi su questo specifico tema sono infatti aumentati dal 4% del 2008 all’8% nel 2011 e al 16% nel 2014.

In termini assoluti, sono stati oltre 900mila gli studenti che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nello scorso anno, contro gli 1,1 milioni del 2009-2011. Quelli “a rischio” o “problematici” sono poco più di 170mila, il 7% di tutti gli studenti, mentre fino al 2011 rappresentavano l’11%. In ordine di preferenza, seguono scommesse sportive (49%), bingo e tombola (33%), totocalcio (28%). Non mancano coloro che giocano a carte (24%) e al video poker o slot (14%).
Circa tre quarti dei giovani ha speso non più di 10 euro nel mese antecedente lo svolgimento dello studio, mentre il 18% ha speso tra gli 11 e i 50 euro e l’8% oltre 50 euro. Dov’è possibile giocare? In generale, vanno per la maggiore bar/tabaccherie (44%) e sale scommesse (29%) ma ben il 35% gioca d’azzardo a casa propria o di amici e il 17% on-line: nel 2013, erano il 9%. “Si deve prestare particolare attenzione a questa ultima modalità”, osserva Molinaro, “il gioco praticato in solitudine e in alcuni casi utilizzando un’identità falsa e una moneta virtuale, senza il controllo dei genitori, nè vincoli di orario, di spazio o di tempo”.

I giovani giocatori “problematici” prediligono i giochi a vincita immediata e preferiscono frequentare sale scommesse (51%), sale giochi (30%), bingo (13%) e casinò (10%): ben il 53% gioca on-line. Altro aspetto che li contraddistingue è, ovviamente, la spesa sostenuta: nel mese precedente lo svolgimento dello studio, uno su 4 ha speso oltre 50 euro, cifra spesa dall’1% dei giocatori sociali.

Con riferimento alla distribuzione geografica, sono le regioni meridionali e il Lazio a far registrare nell’ultimo anno prevalenze di giocatori superiori alla media nazionale, con valori compresi tra il 44,8 e il 49,3%; le regioni del nord, ad eccezione della Lombardia, sono al di sotto (29,5-32,8%) mentre Lombardia e centro, Lazio escluso, si allineano al valore nazionale (32,9-44,7%). Le regioni con le percentuali di giocatori a rischio superiori alla media sono per lo più al centro-sud: Lazio, Basilicata, Abruzzo, Molise, Campania e Sicilia.

PressGiochi