26 Settembre 2020 - 18:10

Awp remote. AGCAI: “Non possiamo accettare che il server risieda presso i concessionari”

L’Associazione di gestori AGCAI continua ad intervenire in merito al progetto AWP Remote e oggi precisa  “che con i precedenti comunicati non si intendeva discutere l’operato dell’associazione As.tro ma piuttosto il progetto tecnico di Sistema Gioco

17 Giugno 2016

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L’Associazione di gestori AGCAI continua ad intervenire in merito al progetto AWP Remote e oggi precisa  “che con i precedenti comunicati non si intendeva discutere l’operato dell’associazione As.tro ma piuttosto il progetto tecnico di Sistema Gioco Italia (di cui fa parte Astro)”.

 

Agcai è venuta recentemente a conoscenza del fatto che il progetto SGI prevede che il server risieda presso il concessionario, il quale avrebbe il compito di effettuare il download da remoto dell’intero software, con connessione Adsl o a Fibra Ottica. Un progetto che dunque si avvicina nei fini molto piú al modello VLT che non a quello AWP.

 

“Ci spiace – continua l’associazione – che Astro abbia accettato un simile progetto che, di fatto, riduce ai minimi il ruolo dei gestori e produttori. Tale circostanza è inaccettabile per diverse ragioni, prima fra tutte il fatto che, pur non eliminando le figure del produttore e del gestore, il concessionario potrebbe gestire con estrema facilità i terminali direttamente nei bar e cambiare il gioco da remoto. In altre parole, il potere commerciale del concessionario aumenterebbe notevolmente non necessitando più, di fatto, del gestore e del produttore.

 

Il Presidente di Agcai Benedetto Palese è da sempre in stretto contatto con alcuni dei principali produttori di Astro grazie alla trentennale amicizia con molti degli esponenti che ne fanno parte e per questo ha sempre seguito i lavori del tavolo tecnico. Sappiamo benissimo quanto ostica sia la discussione all’interno di Sistema Gioco Italia e non possiamo che complimentarci con Astro per aver cercato di tutelare il gestore ed i produttori in una sede cosí difficile, ma purtroppo non possiamo accettare che il progetto finale preveda che il server risieda presso i concessionari.

Sappiamo bene che Astro in questi anni ha sempre cercato di impedire tale evenienza, ma un progetto del genere non è comunque condivisibile. Negli ultimi giorni Agcai ha avuto alcuni incontri con diversi vertici di Astro che hanno assicurato che stanno lavorando per modificare il progetto e per impedire che il progetto sia confermato. Anche in questo caso non possiamo che complimentarci per il lavoro che Astro sta svolgendo, anche se occorre dire subito che qualora il progetto emergente da Sistema Gioco Italia dovrebbe essere uguale a quello attualmente presentato, Astro non dovrebbe condividerlo e quindi dovrebbe prendere posizione semmai uscendo dal tavolo tecnico di Sistema Gioco Italia.

 

Sono infatti ben possibili soluzioni che tutelano maggiormente il gestore pur raggiungendo al tempo stesso tutti gli obiettivi di salute, sicurezza ed ordine pubblico che il legislatore persegue. Ad esempio è ben possibile proporre un sistema che, utilizzando l’attuale sicurissima infrastruttura di rete (senza ADSL o fibra ottica), permetta di scaricare da remoto una singola componente del software sull’apparecchio (ad esempio l’eseguibile, cioè il motore di pagamento o una parte del software), garantendo così il massimo livello di sicurezza possibile non essendo possibile per il concessionario, per il gestore o per il produttore installare un motore di pagamento o un software diverso da quello omologato e certificato.

Occorre inoltre precisare che scaricare l’intero software direttamente nel bar sarebbe rischiosissimo in quanto il download sarebbe effettuato in un luogo non sicuro, chi garantisce che l’esercente abbia tutte le competenze tecniche per verificare che il download sia avvenuto correttamente? Chi risolverebbe eventuali difficoltà nel bar? Il download, dunque, per esigenze di sicurezza, andrebbe in ogni caso effettuato nel magazzino del gestore.

 

Il sistema proposto da Sistema Gioco Italia incontra un’altra fondamentale criticità: quanto puó essere in realtà implementabile, affidabile e sicura una rete che si fondi sull’Adsl o sulla fibra ottica, reti internet per loro natura vulnerabili e rischiose?

L’attuale protocollo e l’attuale rete privata dei concessionari sono, invece, perfettamente inviolabili. Tale sicurezza non è raggiungibile utilizzando la rete pubblica Adsl, che peraltro presenta problemi non trascurabili di effettiva copertura in tutta Italia. In definitiva, dunque, tale sistema non garantisce affatto quell’affidabilità e quella sicurezza che il legislatore persegue.

 

A conferma del fatto che Agcai accetta sempre di collaborare quando il fine è quello di salvaguardare i gestori, comunichiamo che Agcai ha accettato l’invito a partecipare all’incontro organizzato da Lorenzo Verona di As.tro che si terrà Venerdí prossimo, ed anzi Agcai si sta impegnando addirittura a promuovere l’iniziativa tra i gestori di tutta Italia, affinchè essi siano sempre piú partecipi ed informati.

 

La domanda finale sorge dunque spontanea: se è possibile prevedere un sistema che utilizzando l’attuale infrastruttura di rete privata permetta, tramite il download da remoto di una porzione importante del software, di raggiungere tutti gli obiettivi di sicurezza pubblica, perchè mai dovremmo scaricare da remoto l’intero software e modificare tutta l’infrastruttura di rete con tutti i rischi annessi?

Non si tratta – conclude l’associazione – di non accettare l’evoluzione tecnologica o di ancorarsi all’ultimo baluardo del passato, ovvero la scheda elettronica, si tratta solo di non lasciare che i concessionari approfittino dell’evoluzione tecnologica o della presunta ed inesistente maggiore sicurezza per modificare in realtà l’attuale assetto della filiera.

 

PressGiochi