Nel 2025 il comparto degli apparecchi da intrattenimento – AWP e VLT – si conferma come uno dei pilastri del gioco pubblico in Italia, con una raccolta complessiva che supera
Nel 2025 il comparto degli apparecchi da intrattenimento – AWP e VLT – si conferma come uno dei pilastri del gioco pubblico in Italia, con una raccolta complessiva che supera i 31,4 miliardi di euro nel solo canale fisico.
Si tratta di dati elaborati in anteprima da PressGiochi su fonte ADM, che oltre a ribadire il peso economico del segmento, restituisce anche una fotografia territoriale molto marcata, in cui emergono forti concentrazioni regionali e differenze strutturali tra Nord e Sud. Dati che possiamo confrontare con quelli analizzati lo scorso anno e relativi al 2024, sempre a cura della nostra redazione.

Elaborazione PressGiocih su dati ADM
A guidare la classifica è la Lombardia, che con oltre 6,7 miliardi di euro si conferma di gran lunga il primo mercato nazionale. Il dato lombardo non rappresenta solo un primato, ma una vera e propria eccezione: da sola, la regione assorbe più di un quinto dell’intera raccolta nazionale. Un risultato che riflette la combinazione di alta densità abitativa, capacità di spesa e capillarità dell’offerta sul territorio.
Alle spalle della Lombardia si colloca un gruppo di regioni con valori molto ravvicinati tra loro. Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Campania si attestano tutte intorno ai 2,7-3 miliardi di euro, delineando una “seconda fascia” estremamente solida. In questo caso, il dato appare particolarmente interessante perché accomuna territori con caratteristiche economiche e sociali differenti: da un lato regioni del Nord con elevati livelli di reddito e infrastrutture consolidate, dall’altro una grande regione del Sud come la Campania, che conferma un volume di gioco rilevante nonostante un contesto economico mediamente più fragile.
Subito sotto si posizionano Piemonte e Toscana, entrambe oltre i 2,3 miliardi di euro, seguite da Puglia e Sicilia. Queste ultime, pur con valori inferiori rispetto alle regioni del Centro-Nord, mostrano comunque un peso significativo nel panorama nazionale, contribuendo a evidenziare come il gioco tramite apparecchi mantenga una diffusione capillare lungo tutta la penisola.
Scendendo ulteriormente nella graduatoria emergono regioni di dimensioni più contenute, come Liguria, Marche, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, tutte comprese tra i 700 e gli 870 milioni di euro. Qui il dato riflette principalmente la dimensione demografica e il minor numero di punti vendita, più che una reale debolezza della domanda.
Chiudono la classifica le realtà più piccole, tra cui Umbria, Trentino-Alto Adige, Molise e Valle d’Aosta. In particolare, quest’ultima registra un valore estremamente contenuto, poco superiore a 1,5 milioni di euro, coerente con la ridotta popolazione e con una presenza limitata di apparecchi sul territorio.
Nel complesso, la distribuzione della raccolta AWP+VLT nel 2025 evidenzia tre elementi chiave. Il primo è la forte concentrazione nelle regioni economicamente più sviluppate, con il Nord che continua a trainare il settore. Il secondo è la presenza di alcune regioni del Sud, come Campania e Puglia, che mantengono volumi elevati, segno di una domanda stabile e strutturata. Il terzo riguarda la capillarità del gioco fisico, che resta diffuso in modo omogeneo, pur con intensità diverse, su tutto il territorio nazionale.
Sul fronte erariale, i dati del 2025 confermano il ruolo centrale degli apparecchi nel garantire entrate allo Stato, con un gettito complessivo da AWP e VLT pari a poco più di 5 miliardi di euro. In particolare, le AWP continuano a rappresentare la componente predominante, con circa 3,59 miliardi di euro, mentre le VLT si attestano a 1,42 miliardi.

Nel confronto con il 2024 emerge una dinamica complessivamente in lieve contrazione per tutte le principali regioni. La Lombardia passa da oltre 7,07 miliardi a 6,74 miliardi, mantenendo la leadership ma registrando un calo significativo in valore assoluto. Andamento analogo per il Veneto (da 3,14 a 2,98 miliardi) e per l’Emilia-Romagna (da 2,90 a 2,76 miliardi), così come per il Lazio, che scende da circa 2,87 a 2,75 miliardi. Più contenuta la flessione della Campania, che si mantiene sostanzialmente stabile passando da 2,78 a 2,73 miliardi. Anche nelle altre regioni della top 10 si osserva una riduzione omogenea: Toscana e Piemonte perdono alcune decine di milioni, mentre Puglia e Sicilia registrano un arretramento più lieve ma comunque evidente. Nel complesso, il confronto tra i due anni suggerisce una fase di raffreddamento della raccolta sugli apparecchi, diffusa su tutto il territorio e non limitata a singole aree, probabilmente legata sia a fattori regolatori sia a un progressivo riequilibrio dei consumi nel comparto del gioco fisico.
Considerando le prime cinque regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Campania), la raccolta complessiva passa:
La perdita complessiva è quindi di circa 795 milioni di euro.
Si tratta di una contrazione rilevante, che conferma come il comparto degli apparecchi stia attraversando una fase di progressivo rallentamento, più strutturale che episodica, e non riconducibile a dinamiche locali. Proprio questa tendenza dovrebbe rappresentare un segnale chiaro per il legislatore: la contrazione del mercato rende sempre più urgente intervenire con il riordino del gioco fisico, definendo un quadro normativo stabile, coerente e sostenibile. Un intervento tempestivo e ben calibrato appare infatti essenziale non solo per garantire equilibrio al settore, ma anche per tutelare l’offerta legale, l’occupazione e le entrate erariali in una fase di trasformazione del comparto.
PressGiochi
Fonte immagine: AIGEN






