20 Settembre 2020 - 18:28

Awp da remoto. Mazzucato (Acmi): “La nostra priorità, garantire un futuro alle aziende di produzione e gestione”

Presentare al Governo un prodotto innovativo e competitivo che possa sfruttare tutte le opportunità che la tecnologia mette a disposizione garantendo la tutela della filiera del gioco pubblico e un

28 Aprile 2015

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Presentare al Governo un prodotto innovativo e competitivo che possa sfruttare tutte le opportunità che la tecnologia mette a disposizione garantendo la tutela della filiera del gioco pubblico e un futuro per le aziende di produzione e gestione. Roberto Mazzucato nuovo presidente dell’associazione costruttori macchine da intrattenimento Acmi racconta a PressGiochi le sfide che gli operatori si trovano ad affrontare con le richieste della legge delega e il lavoro associativo che si sta svolgendo in questa delicata fase.

Con la mia nomina a presidente dell’associazione Acmi – spiega Mazzucato – si proseguirà un lavoro già da tempo avviato, con continuità di intenti. Nulla cambia da un punto di vista operativo, l’associazione dei costruttori prosegue il lavoro che ha sempre fatto sia grazie al mio contributo che al contributo di tutte le altre aziende che ne fanno parte.

– Questo per il settore è un periodo di trasformazione e la delega fiscale pone sicuramente una grande sfida per la categoria dei costruttori. Cosa ne pensa?

Sulla Delega fiscale e sulle richieste previste nella bozza si sta lavorando attraverso il Tavolo Tecnico Interassociativo costituito in Sistema Gioco Italia, e anche io, come Amministratore di Mag Elettronica ne faccio parte. Va detto che Acmi durante l’uscita delle prime bozze della delega fiscale si era già attivata con l’istituzione di un confronto interno tra le aziende di produzione per dare una risposta tecnica a quelle che erano le richieste normative, cosa che abbiamo fatto anche in questa situazione.

Già a novembre avevamo predisposto un documento per proporre un’idea innovativa con un prodotto che risolvesse o quantomeno omogeneizzasse tutta una serie di situazioni che si pongono quotidianamente sull’apparecchio da intrattenimento con vincita in denaro. La delega richiede una rivisitazione tecnica dei prodotti e quindi ci siamo ritrovati in Acmi per aggiornare quelle proposte alle nuove richieste previste in quella che ad oggi è ancora una bozza della normativa. Abbiamo delineato un progetto tecnico, un progetto di business che consenta di utilizzare al meglio di quella che reputo essere un’opportunità che il governo darà a tutte le aziende italiane, sia a quelle di produzione che di gestione. E’ chiaro che il settore va riorganizzato e razionalizzato, sia per quanto riguarda il comparto dei costruttori, dei gestori e anche dal punto di vista dell’ambito concessorio che è la parte più importante; vanno integrate le figure. Dobbiamo fare in modo che questa opportunità sia per tutti, senza privilegiare nessuno. Questa è un’attività industriale come altre, il settore produce, gestisce e controlla un prodotto complesso nella sua natura che ha determinati vincoli legali però la volontà di Acmi è quella di garantire la continuità ed un futuro alle aziende di produzione, dando nel contempo una reale opportunità alle aziende di gestione e a tutto il mercato nazionale.

– C’è ancora spazio nella realizzazione di un mercato con apparecchi da gioco collegati da remoto per la figura del gestore?

E’ naturale. Posso dire che per come la norma è oggi, il gestore è ancora la figura cardine, l’ultimo anello della filiera ma indubbiamente il più importante.

– Quali ostacoli tecnici pone la realizzazione delle Awp da remoto?

Il tempo, prima di tutto il tempo. La bozza della delega ci dà una cadenza temporale ben definita. I termini vanno rispettati e ogni giorno che spendiamo nell’elaborazione del progetto da realizzare è un giorno in meno per iniziare ad evolvere il parco delle macchine.

– Gli apparecchi saranno collegati tramite tecnologia Adsl?

Non è detto. E’ chiaro che una delle sfide in Italia è la connettività, oggi la tecnologia aiuta e abbiamo varie possibilità per consentire il gioco da remoto. Il nostro progetto risponde ai requisiti della bozza normativa e vorremmo poter interloquire con il governo per poter avere un’opportunità su quello che proponiamo essere il miglior prodotto possibile che risponda alle richieste.

– La filiera può sostenere i costi di un completo cambio del parco macchine e, sarebbe possibile, in alternativa, garantire le richieste di maggior sicurezza poste dal governo con le attuali macchine?

La sfida che ci viene posta è indubbiamente molto importante. In Italia abbiamo un modello di economia basato sulle piccole e medie imprese, le stesse società di gestione e di produzione sono delle piccole e medie aziende che si trovano ad elaborare un progetto industriale e a competere con delle realtà con caratura e dimensione molto diverse dalle nostre. Diventa una sfida imprenditoriale, per noi fondamentale. Il settore è in bilico tra un opinione pubblica, che richiede una riduzione dell’offerta e maggiori tutele per il consumatore, e la raccolta erariale da mantenere stabile, di fatto siamo una categoria industriale che pesa in maniera positiva sul bilancio dello Stato. Se non saremo in grado di cogliere questa opportunità, sicuramente ci saranno altre imprese che saranno in grado di farlo, quindi dobbiamo impegnarci per fornire un progetto e un prodotto il più competitivo possibile e sfruttare a vantaggio dell’imprenditoria italiana le opportunità che oggi ci vengono fatte.

Stiamo lavorando con lo stesso prodotto da sette anni, l’awp comma 6° è stata installata il 28 febbraio 2008. Dobbiamo renderci conto e prendere atto che in questo periodo l’evoluzione tecnologica ha fatto progressi enormi. La sfida che ci si pone è quindi ancora più difficile soprattutto da un punto di vista degli adeguamenti tecnologici.

La nostra volontà è quella di cercare di preservare tutta la filiera. Sarà alle aziende italiane di tradurre nella maniera più economica e sinergica le richieste che verranno adottate in maniera definitiva dall’Esecutivo. Quando si parla di sostituzione del parco macchine parliamo del parco installato, dipende molto da come questa migrazione avverrà.

– Apparecchi di puro intrattenimento. E’ un prodotto sul quale vale la pena investire ancora?

Sicuramente si. Il prodotto va rilanciato, ma va rilanciato come puro intrattenimento. Faremo anche noi una proposta per i comma 7, occorre recuperare una cultura e una tradizione che non vanno sicuramente persi, pensiamo ai flipper, ai calciobalilla. Tuttavia, anche su questo mercato ci sono dei competitors che a livello internazionale pongono degli ostacoli.

– Secondo Lei, come ne uscirà la filiera del gioco da questa rivoluzione chiamata “Delega fiscale”?

Io sono indubbiamente positivo e propositivo. Il cambiamento va cavalcato per la sopravvivenza delle aziende italiane. Il settore deve rispondere alle richieste fatte proponendo alternative e risposte positive. Il lavoro svolto in Acmi e le proposte che faremo vogliono essere e saranno sicuramente la giusta strada per la tutela del nostro ‘made in Italy’.

Cristina Doganini – PressGiochi