30 Settembre 2020 - 00:26

Avv. Asteriti: “Ambigua e lacunosa la gestione di ADM dei Gratta e vinci”

Quando viene decretata la chiusura di una lotteria istantanea, “I monopoli hanno chiarito in altre occasioni che “il provvedimento non viene emanato in funzione dell’esaurimento dei premi, ma a seguito

12 Luglio 2016

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Quando viene decretata la chiusura di una lotteria istantanea, “I monopoli hanno chiarito in altre occasioni che “il provvedimento non viene emanato in funzione dell’esaurimento dei premi, ma a seguito del venir meno  dell’interesse dei giocatori per la specifica lotteria”.

 

Constatata tale flessione di interesse – commenta l’avv. Osvaldo asteriti – , i monopoli dichiarano la cessazione, di solito di diversi g&v insieme, dopo aver “valutato che il payout effettivo dei biglietti distribuiti risulta sostanzialmente in linea con quello teorico fissato con il decreto di indizione…”. Ma quali sono o possono essere le implicazioni concrete di una formula tanto ambigua, approssimativa, inadatta comunque a comunicare dati e informazioni relative a un servizio pubblico come il gioco d’azzardo legale. Come ormai noto a tutti, i decreti istitutivi delle singole lotterie istantanee fissano la percentuale, calcolata sugli incassi, da restituire ai giocatori sotto forma di premi. Tale percentuale rappresenta il payout “teorico”, mentre i premi effettivamente pagati rappresentano il payout “effettivo”.

Come ricordato, i monopoli dichiarano la cessazione della lotteria non al momento in cui il payout effettivo risulti pari a quello teorico, e quindi tutti i premi in palio risulterebbero pagati, ma quando i due valori sono “sostanzialmente in linea”. La struttura premi delle lotterie istantanee, tuttavia, fa nascere più di qualche sospetto sulla formula utilizzata, che,  come al solito non rappresenta un modello di chiarezza.

 

Nella lotteria “Serata Vip”, ad esempio, i premi massimi rappresentano appena l’1,28% del montepremi totale, mentre i premi di seconda fascia, addirittura solo lo 0.48%. Il grosso della massa premi è costituito, come sempre, dai “premi” pari al prezzo del biglietto, fissato in 5 euro. In questo G&V i “premi” di importo pari al prezzo del biglietto sono il 38,36% della massa premi complessiva, i premi da 10 euro,  il 21,92%.

Stando così le cose, risulta lecito chiedersi cosa si nasconda dietro alla formula utilizzata, e si può giungere a ipotizzare che al momento della chiusura i premi maggiori possano non essere stati assegnati, rappresentando una percentuale minima della massa premi,  tanto che la loro mancata assegnazione può far considerare “il payout effettivo sostanzialmente in linea con quello teorico”.

I giocatori, quindi, oltre a non avere alcuna certezza circa i premi effettivamente in palio al momento in cui acquistano un biglietto, non hanno neppure alcuna evidenza circa i premi assegnati al momento in cui viene disposta la cessazione della lotteria, confermando il sospetto di aver giocato per vincere la somma spesa per il biglietto o poco di più.

 

Questo modello di comunicazione, insomma, – conclude Asteriti – non si può considerare certamente adeguato al servizio pubblico in cui viene adottato, caratterizzato da profili critici dal punto di vista economico, sociale e perfino sanitario”.

 

PressGiochi