Di Laura D’Angeli
L’autoesclusione è uno strumento introdotto da numerosi regolatori europei per consentire al giocatore di interrompere l’accesso al gioco per gestire un momento di difficoltà. La diffusione dello strumento è cresciuta nel corso degli anni e la sua operatività si è estesa a un numero sempre maggiore di Paesi, in coerenza con la progressiva attenzione dedicata alla tutela del giocatore e alla prevenzione dei comportamenti problematici. Nel contesto europeo i sistemi di autoesclusione si caratterizzano per la presenza di registri nazionali, come nel caso del Belgio con il registro EPIS gestito dalla Belgian Gaming Commission, della Svezia con Spelpaus gestito dalla Swedish Gambling Authority o della Spagna con il registro RGIAJ amministrato dalla Dirección General de Ordenación del Juego. In Italia il sistema è ricondotto al Registro Unico delle Autoesclusioni gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In Italia l’autoesclusione è valida solo per il gioco online.
Sono quattro le dimensioni operative che definiscono la struttura dell’autoesclusione: tempo, estensione della misura, trasversalità e canali di gioco. Il tempo può essere stabilito dal giocatore, senza vincoli o sulla base di finestre definite dal regolatore (i.e. 30, 60 o 90 giorni); le opzioni disponibili comprendono periodi brevi o prolungati e la possibilità di un’esclusione a tempo indeterminato. L’estensione riguarda l’ambito dei giochi interessati: la misura può applicarsi a un solo prodotto (i.e. giochi da casinò o slot) o all’intera offerta di gioco. La trasversalità definisce se l’autoesclusione abbia effetti solo presso l’operatore a cui viene richiesta, oppure presso tutti gli operatori autorizzati; in molti Paesi europei la tendenza regolatoria è verso modelli pienamente trasversali mentre in Italia convivono le due diverse modalità. Infine, i canali di gioco coinvolti possono essere esclusivamente online, esclusivamente terrestri oppure entrambi, con una progressiva diffusione di modelli multicanale che impediscono al soggetto autoescluso di giocare sia su rete fisica sia su piattaforme online.
La molteplicità delle dimensioni che caratterizzano lo strumento e, di conseguenza, delle decisioni che il giocatore è chiamato ad assumere, rende necessario un processo informativo adeguato. Il giocatore deve essere posto nella condizione di conoscere non solo la disponibilità dell’autoesclusione, ma anche le implicazioni derivanti dalla scelta della durata, dell’ambito dei giochi coperti e dell’effetto trasversale o meno della misura. Prima ancora che al giocatore, l’informazione deve rivolgersi al consumatore, cioè al soggetto che sta considerando la possibilità di iniziare a giocare in modo che si possa sentire maggiormente tutelato nelle fasi iniziali di gioco.
L’utilizzo dell’autoesclusione non è banale: nelle piattaforme online lo strumento molto spesso è presentato con modalità diverse, pur mantenendo invariato il contenuto sostanziale, e con elementi visuali non uniformi. La capacità del giocatore di orientarsi e di individuare il corretto utilizzo dello strumento dipende dalla comprensione del suo funzionamento, della sua utilità effettiva e della coerenza tra le scelte compiute e le proprie esigenze.
Nel contesto italiano, il riordino del settore dei giochi pubblici, attuato con il Decreto Legislativo 25 marzo 2024, n. 41, ha rafforzato il sistema di tutela del giocatore. Il provvedimento impone agli operatori l’obbligo di mettere a disposizione strumenti efficaci per prevenire comportamenti di gioco eccessivi, garantendo al contempo un’informazione chiara sui meccanismi di protezione disponibili.
L’autoesclusione, già prevista per il gioco online, è stata potenziata e ampliata anche al gioco terrestre, diventando parte integrante del nuovo impianto normativo. Il nuovo quadro regolatorio per il gioco online ha recepito integralmente queste previsioni, introducendo, con l’avvio del nuovo sistema concessorio, l’autoesclusione per tipologia di gioco e la possibilità, per il giocatore, di personalizzare la durata dell’esclusione.
In questo ambito l’informazione assume un ruolo essenziale. Il giocatore deve poter accedere a contenuti chiari, non ambigui e facilmente comprensibili, che illustrino in modo esplicito la natura della misura, la sua durata, gli effetti sui diversi operatori e canali di gioco, nonché le modalità di revoca quando previste. Le modalità con cui l’autoesclusione viene presentata sui siti degli operatori o sui portali istituzionali non sono un elemento secondario: testi troppo sintetici, eccessivamente tecnici o collocati in sezioni poco intuitive riducono la capacità del consumatore di comprendere lo strumento e possono generare errori nell’impostazione della misura. Serve quindi un’informazione uniforme, essenziale ma completa, che riesca a mantenere un linguaggio coerente su tutte le piattaforme, limitando le difformità generate dalle scelte grafiche e dall’organizzazione dei contenuti.
Una comunicazione efficace deve inoltre anticipare i dubbi più frequenti del giocatore: cosa accade ai conti di gioco già attivi, quali operatori vengono coinvolti, quali prodotti sono immediatamente bloccati, quali sono i tempi tecnici di attivazione, cosa succede in caso di tentativi di accesso successivi all’iscrizione. Informazioni di questo tipo, quando offerte in modo trasparente, migliorano la consapevolezza del giocatore e riducono il rischio di utilizzi impropri della misura
Al giocatore che ha scelto un’autoesclusione a tempo indeterminato è resa disponibile una funzione di revoca, attivabile solo dopo il decorso di nove mesi dalla data di avvio della misura. La riattivazione, qualora richiesta dal giocatore una volta trascorso tale periodo, diventa efficace sette giorni dopo l’invio della relativa comunicazione. Proprio l’ampio arco temporale associato a questa tipologia di autoesclusione rende necessario un rafforzamento del processo informativo, affinché il giocatore sia pienamente consapevole degli effetti e delle tempistiche della misura.
In alcuni Paesi europei, come il Belgio, è prevista anche la possibilità che l’esclusione venga disposta da soggetti terzi rispetto al giocatore; in questo caso si parla di etero-esclusione. Inoltre, a tutela dei soggetti vulnerabili, la normativa belga prevede l’iscrizione nel registro degli esclusi anche delle persone coinvolte in procedure di sovraindebitamento o sottoposte a misure di protezione, secondo quanto stabilito dall’autorità competente, come avviene presso la Belgian Gaming Commission.
Laura D’Angeli è consulente direzionale e fondatrice dello “Studio D’Angeli” con esperienza ventennale nel lancio di start up e nella pianificazione strategica ed economico-finanziaria. Negli ultimi 15 anni la sua attività si è concentrata su progetti per l’innovazione, la sostenibilità e il marketing responsabile nel settore del gaming.
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