11 Giugno 2026 - 19:49

Austria, verso la fine del monopolio sul gioco online entro il 2029

L’Austria ha avviato il processo di revisione della propria normativa sul gioco d’azzardo, aprendo la strada a una possibile liberalizzazione del mercato online entro il 2029. Il progetto di riforma,

29 Maggio 2026

L’Austria ha avviato il processo di revisione della propria normativa sul gioco d’azzardo, aprendo la strada a una possibile liberalizzazione del mercato online entro il 2029. Il progetto di riforma, sostenuto dal nuovo governo di coalizione composto da SPÖ, ÖVP e NEOS, mira a superare il monopolio detenuto da Casinos Austria sulle scommesse sportive e sui casinò online, consentendo l’ingresso nel mercato agli operatori in possesso di licenze europee.

La svolta assume un valore politico particolarmente significativo perché segna il primo passo indietro del Partito Socialdemocratico austriaco, storicamente schierato a difesa del monopolio di Casinos Austria. Il leader dell’SPÖ, Andreas Babler, avrebbe infatti accettato il compromesso durante le trattative che hanno portato alla formazione del governo nel 2025.

La bozza di legge elaborata dal Ministero federale delle Finanze prevede però un’apertura accompagnata da controlli molto rigidi. Tra le misure allo studio figurano la riduzione della puntata massima online da 10 euro a 2 euro per spin e il taglio delle vincite massime da 10.000 euro a 2.000 euro. Gli operatori dovranno inoltre rispettare requisiti più severi in materia di verifica dell’identità, monitoraggio della sostenibilità economica dei giocatori e sistemi centralizzati di tutela dei consumatori gestiti direttamente dalle autorità austriache.

Resta ancora aperta la questione fiscale, destinata a rappresentare uno dei temi più delicati dell’intera riforma. Una parte del Parlamento spinge infatti per introdurre un modello ad alta tassazione, con l’obiettivo di preservare il livello di entrate garantito finora dal monopolio statale. Tuttavia, diversi osservatori hanno già espresso preoccupazione per il rischio che l’Austria finisca per replicare il modello tedesco, caratterizzato da limiti stringenti, elevati costi di compliance e forte pressione fiscale, elementi che secondo i critici avrebbero favorito la crescita del mercato illegale e offshore.

L’Austria si trova dunque soltanto all’inizio di un percorso che si preannuncia lungo e complesso. Nei prossimi anni governo e Parlamento saranno chiamati a trovare un equilibrio tra tutela dei consumatori, sostenibilità fiscale e competitività del mercato regolamentato. La vera sfida sarà evitare che una liberalizzazione troppo restrittiva finisca per favorire proprio quel mercato illegale che la riforma intende contrastare.

 

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