02 Ottobre 2022 - 22:30

Australia: partenza a fari spenti per il casino Crown Sydney

Dopo i problemi incontrati nei mesi scorsi, con le indagini del NSW Independent Liquor & Gaming Authority che hanno riscontrato da parte di Crown Resort atteggiamenti irresponsabili nei confronti dei

16 Agosto 2022

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Dopo i problemi incontrati nei mesi scorsi, con le indagini del NSW Independent Liquor & Gaming Authority che hanno riscontrato da parte di Crown Resort atteggiamenti irresponsabili nei confronti dei giocatori problematici e altresì mantenuto rapporti stretti con operatori “junket” legati a potenti bande criminali asiatiche, il colosso del gambling australiano è riuscito comunque ad inaugurare il Crown Sydney, nel quartiere Barangaroo.

In conseguenza alle indagini, Crown è stata costretta a cambiare il suo consiglio di amministrazione, la gestione e le procedure per soddisfare le autorità di regolamentazione, che a giugno hanno le hanno rilasciato una licenza condizionale per la gestione del nuovo casino, valida fino al 31 dicembre 2023.

Si tratta, in sostanza, di un “periodo di prova”, che non a caso è stato accordato dopo che l’operatore è stato rilevato dal colosso del private equity statunitense Blackstone, per $ 8,9 miliardi, rimuovendo l’ex presidente esecutivo James Packer dagli azionisti.

Crown Barangaroo, inaugurato in maniera molto sobria, è provvisto di tre ambienti: la sala principale Crystal Room, il Mahogany floor con 30 sale private, e la sala VIP che aprirà ad ottobre, per un totale di 160 tavoli normali e 66 elettronici.  La struttura, dedicata a giocatori high-stakers – in possesso di Black, Gold e Platinum Crown Rewards – non presenta poker machines. Non si tratta di una scelta strategica bensì di una costrizione provocata dalla licenza provvisoria.

L’apertura del casino arriva quasi due anni dopo l’apertura del resort Barangaroo, che offriva intrattenimento no-gambling. Un ritardo che è costato la perdita dei giocatori VIP cinesi, ai quali il governo di Pechino ha imposto delle restrizioni, e che lo pone in subordine al primo casino di Sydney, The Star, operativo dal 1995. Proprio The Star Entertaiment aveva fatto precedentemente un’offerta non vincolante di AU $ 12 miliardi  (US $ 9,4 miliardi)  per Crown Resorts, così da fondere le due attività.

 

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