Le imminenti restrizioni sulla pubblicità del gioco d’azzardo in Australia dovrebbero avere un impatto limitato sull’attività di gioco, secondo un’analisi governativa. Un rapporto pubblicato dall’Office of Impact Analysis (OIA), organismo
Le imminenti restrizioni sulla pubblicità del gioco d’azzardo in Australia dovrebbero avere un impatto limitato sull’attività di gioco, secondo un’analisi governativa. Un rapporto pubblicato dall’Office of Impact Analysis (OIA), organismo che supporta il dipartimento del Primo Ministro Anthony Albanese, stima che le riforme del governo laburista ridurranno la spesa annuale per il gioco d’azzardo in Australia di 62,7 milioni di dollari australiani, pari ad appena lo 0,8% del totale.
I dati mettono in luce il limitato impatto economico delle misure proposte, nonostante il governo si appresti a introdurre alcune delle restrizioni più ampie mai adottate nel Paese in materia di pubblicità sul gioco.
Secondo il documento, circa 2.461 soggetti saranno interessati dalle nuove misure, tra cui operatori di scommesse, emittenti, piattaforme digitali e creatori di contenuti.
Il governo ha scelto di introdurre restrizioni parziali, ritenendo che un divieto totale della pubblicità potrebbe danneggiare le aziende mediatiche e le organizzazioni sportive. Gli annunci sul gioco saranno vietati durante le trasmissioni sportive in diretta in televisione e limitati nelle ore diurne. Alla radio, invece, non saranno consentiti durante gli orari di entrata e uscita da scuola.
Le riforme vietano inoltre le promozioni legate al gioco negli stadi, sulle divise dei giocatori e nelle pubblicità che coinvolgono celebrità o atleti.
Elemento centrale della proposta è il cosiddetto meccanismo di “triplo blocco”, che vieta per impostazione predefinita la pubblicità online sul gioco, salvo che le piattaforme dimostrino che gli utenti sono maggiorenni, autenticati e messi nelle condizioni di scegliere di non visualizzare annunci di scommesse. Questa misura dovrebbe applicarsi in modo esteso ai canali digitali, inclusi servizi di streaming, piattaforme social, store di applicazioni, podcast e siti sportivi.
L’OIA ha inoltre confermato che le restrizioni riguarderanno anche piattaforme come Netflix e 7plus, oltre ai canali digitali ufficiali delle principali leghe sportive, tra cui AFL e NRL. L’ampiezza dell’intervento riflette la crescente pressione politica e sociale in Australia per ridurre la visibilità delle promozioni di gioco, in particolare tra i più giovani. La proposta segue le raccomandazioni di una commissione parlamentare guidata dalla compianta deputata laburista Peta Murphy, che aveva suggerito un divieto totale della pubblicità sul gioco online.
Il governo dovrebbe presentare il disegno di legge in Parlamento nel mese di maggio, quando saranno chiariti ulteriori dettagli sull’attuazione e sui meccanismi di controllo.
PressGiochi






