La riforma australiana della pubblicità del gioco d’azzardo entra in una fase decisiva, ma il percorso parlamentare si presenta più complesso del previsto. Dopo mesi di consultazioni pubbliche e un
La riforma australiana della pubblicità del gioco d’azzardo entra in una fase decisiva, ma il percorso parlamentare si presenta più complesso del previsto. Dopo mesi di consultazioni pubbliche e un lungo iter preparatorio, il governo laburista ha formalmente presentato alla Camera dei Rappresentanti l’Interactive Gambling Amendment (Gambling Reform) Bill 2026, destinato a introdurre una delle più ampie revisioni della disciplina della pubblicità del gioco nel Paese. Tuttavia, il provvedimento è stato rinviato a un’inchiesta del Senato, con il concreto rischio di far slittare l’entrata in vigore delle nuove norme, prevista per il 1° gennaio 2027.
Il disegno di legge introduce una serie di limitazioni alla promozione del gioco d’azzardo su diversi canali di comunicazione.
Tra gli interventi principali figurano il limite di tre spot pubblicitari sul gioco per ogni ora di programmazione televisiva diurna, il divieto di trasmettere pubblicità sulle scommesse durante gli eventi sportivi in diretta e la progressiva eliminazione dei marchi del gioco dalle maglie delle squadre sportive e dagli impianti sportivi.
La riforma vieterebbe inoltre ad atleti, personaggi pubblici e influencer di promuovere prodotti di gioco e scommesse.
Per quanto riguarda il settore digitale, la pubblicità del gioco sarebbe consentita esclusivamente agli utenti registrati che abbiano verificato di avere almeno 18 anni e che non abbiano espresso la volontà di non ricevere contenuti promozionali.
Il pacchetto comprende anche il rafforzamento del sistema nazionale di autoesclusione BetStop, il divieto di offrire giochi di keno online e lotterie estere, nonché un ampliamento dei poteri dell’Australian Communications and Media Authority (ACMA) nella lotta agli operatori illegali.
Prima della presentazione ufficiale, il governo aveva sottoposto il testo a consultazione pubblica. La ministra delle Comunicazioni Anika Wells aveva spiegato che il confronto con gli stakeholder aveva prodotto soltanto modifiche marginali rispetto alla bozza originaria, definendo il provvedimento una riforma “ampia e significativa”.
L’obiettivo iniziale dell’esecutivo era quello di approvare rapidamente il disegno di legge prima della pausa parlamentare invernale, così da rispettare il calendario previsto per l’attuazione delle nuove regole.
Fin dalle prime fasi del dibattito, il progetto di legge ha però incontrato resistenze sia sul piano politico sia da parte delle organizzazioni impegnate nella prevenzione del gioco problematico.
Secondo numerosi critici, il testo non recepisce pienamente le raccomandazioni formulate dall’inchiesta parlamentare del 2023 You Win Some, You Lose More, presieduta dalla compianta deputata laburista Peta Murphy. Quell’indagine aveva suggerito misure molto più incisive, tra cui un divieto quasi totale della pubblicità del gioco e l’istituzione di un’autorità nazionale dedicata alla regolazione del settore.
I Verdi hanno ribadito la necessità di un intervento più rigoroso, mentre alcuni parlamentari indipendenti e rappresentanti dell’opposizione liberale hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle restrizioni previste dal disegno di legge.
Anche il deputato indipendente Andrew Wilkie ha definito la proposta insufficiente, tentando senza successo di ottenere un dibattito parlamentare immediato per modificarne i contenuti.
Sebbene il disegno di legge sia stato formalmente introdotto alla Camera dei Rappresentanti, il Parlamento ha deciso di rinviarlo a una commissione d’inchiesta del Senato, che dovrebbe presentare le proprie conclusioni a metà agosto.
La decisione è maturata dopo che sia la Coalizione sia i Verdi hanno chiesto un ulteriore esame del provvedimento. Il governo, infatti, necessita del sostegno di almeno uno dei due schieramenti al Senato per ottenere l’approvazione definitiva della riforma.
La Coalizione ha dichiarato di voler verificare che il testo garantisca una riforma realmente efficace e applicabile, mentre i Verdi continuano a sostenere che le misure previste non siano sufficienti per ridurre l’esposizione della popolazione, in particolare dei minori, alla pubblicità del gioco.
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