27 Settembre 2020 - 09:08

Astro: “Il Governo abbia il coraggio di ammettere il proprio disegno a favore del prodotto Vlt”

Le ultime dichiarazioni che tutti abbiamo udito alla Radio dal sottosegretario al MEF, On. le Baretta sono tanto chiare quanto incoerenti rispetto a quanto da sempre affermato, dal medesimo, in

31 Maggio 2016

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Le ultime dichiarazioni che tutti abbiamo udito alla Radio dal sottosegretario al MEF, On. le Baretta sono tanto chiare quanto incoerenti rispetto a quanto da sempre affermato, dal medesimo, in sedi istituzionali e pubbliche: la soluzione al “problema” del gioco lecito sarebbe l’esclusione dei bar e dei tabacchi dal novero delle location abilitate all’installazione degli apparecchi (newslot).

Infatti proprio in questi giorni, il sottosegretario con delega ai giochi Pier Paolo Baretta ha affermato che la riduzione dovrebbe riguardare “almeno il 30% delle attuali macchine in distribuzione, quindi si dovrebbe arrivare ad un totale di 250.000 rispetto alle 400.000 circa attuali, a partire dal 1° gennaio 2017 per arrivare al 2019… dobbiamo riuscire a fare questo passaggio, perché dobbiamo ammettere che negli ultimi anni si è un po’ esagerato”.

“Per quanto riguarda la localizzazione delle macchinette – ha proseguito Baretta – la mia personale opinione, ed è quella sulla quale sto muovendomi, è quella di una drastica riduzione fino quasi a togliere dai bar ai tabacchi qualsiasi macchinetta, perché è anche più difficile controllare per esempio il divieto ai minori, quindi la soluzione più seria è togliere le macchinette dal bar e dai tabacchi”.

L’effetto di questa “soluzione” – commenta l’associazione Astro – è, in realtà, devastante, sotto tutti i profili:

  1. Ordine pubblico e legalità.
  2. Salute pubblica, ludopatia, gioco patologico.
  3. Industria – indotto occupazionale.
  4. Commercio
  5. Erario “speciale”, ovvero prelievo sul giocato.
  6. Erario “ordinario”, ovvero la normale tassazione sul reddito di impresa
  7. Esposizione risarcitoria derivante dalla sopravvenuta invalidità delle convenzioni.

AS.TRO non è disposta a “disquisire” su metodi attuativi di un progetto che – indipendentemente dalle finalità che possono renderlo appetibile – va contro gli interessi dei contribuenti italiani, dell’economia, delle imprese, dei territori, della salute pubblica, spianando la strada a colossali interessi della criminalità sul controllo capillare dei pubblici esercizi destinati a tornare allo stato “brado” del 2003, con i videopoker nel ripostiglio.

La posizione di AS.TRO è (e resta) tanto ferma quanto contraria ad ogni ipotesi di “concentrazione” dell’offerta di gioco, tramite apparecchi, ai soli ambienti dedicati.

La contrarietà espressa è talmente inequivoca, costante, e non soggetta a “distinguo” che per AS.TRO costituisce mission associativa primaria e pertanto prioritaria rispetto a qualsiasi altra esperienza o partecipazione.

A chiosa dei necessari chiarimenti espressi, si rimarca quanto segue: AS.TRO rappresenta operatori che

  • hanno onorato la riduzione dei compensi di cui alla legge n. 190/2014,
  • hanno sostenuto gli investimenti per il ricambio del pay out,
  • hanno collaborato lealmente con le istituzioni per studiare l’evoluzione tecnologica delle AWP remote.

Se ad essi si è deciso di togliere il mercato e il ruolo imprenditoriale solo per “convogliare 20-25 milioni di persone all’interno di SALE VLT chiuse, buie, e artatamente costruite per ampliare le addiction degli utenti (nella speranza che si rovinino giocando 10 euro al secondo con la speranza di vincerne 500mila), si trovi il coraggio di dirlo agli Italiani, agli psicologici, agli psichiatri, alle comunità di recupero.

In AS.TRO vi sono operatori artefici dell’allestimento e della gestione di centinaia di sale VLT e le criticità del prodotto VLT e dell’ambiente che lo ospita sono pertanto “empiricamente” osservate – censite – monitorate e nei limiti delle competenza, contrastate, ma ciò nonostante l’imbarazzo e la preoccupazione rispetto tale “soluzione di gioco” restano elevatissime.

Si trovi pertanto in coraggio di dire che “è meglio” giocare 10 euro al secondo, piuttosto che un euro ogni 4 secondi, che è meglio promettere mezzo milione di euro al giorno di premio, piuttosto che i cento euro in monete metalliche, che è meglio “spostare la residenza” dentro la sala fumo di una sala illuminata solo dalle lampadine delle VLT , piuttosto che sfidare la sorte al bar col resto del caffè o del panino. Lo trovino (coloro che perseguono l’avversata soluzione), perché gli operatori AS.TRO, dall’alto della loro esperienza sul campo, non possono prestarsi a tal fine.

Il coraggio della proposta c’è stato. Attendiamo di verificare se vi sarà anche quello della “spiegazione”. Nel frattempo AS.TRO ha allestito un corposo dossier inter-disciplinare a mezzo del quale illustrare e provare il reale impatto che provocherebbe la segregazione del gioco legale nei soli ambienti dedicati. Il dossier verrà messo a disposizione delle Istituzioni, della stampa, delle Amministrazioni Comunali e di chiunque altro sia interessato a far luce sull’argomento.

 

PressGiochi