24 Settembre 2020 - 07:18

Asteriti: Azzardo e pubblicità, un binomio inconciliabile

L’Avvocato Asteriti torna a discutere di pubblicità e azzardo ed in particolare sull’uso improprio di alcune terminologie in materia.   “Uno dei punti nodali del dibattito sul gioco d’azzardo è

22 Giugno 2016

Print Friendly, PDF & Email

L’Avvocato Asteriti torna a discutere di pubblicità e azzardo ed in particolare sull’uso improprio di alcune terminologie in materia.

 

“Uno dei punti nodali del dibattito sul gioco d’azzardo è senza dubbio quello relativo alla pubblicità- commenta- Un tema caldo che si arricchisce di sempre nuovi spunti,  pur rimanendo irrisolto. La questione della pubblicità dell’azzardo è sempre in evidenza, rappresentando un aspetto controverso e pieno di implicazioni sia nel campo del gioco d’azzardo che in quello speculare dell’antiazzardo: dal divieto assoluto, alle limitazioni, ad una chiara disciplina regolatoria, alla ‘pubblicità sì ma solo un po’.

Il legislatore ordinario è intervenuto per ben due volte sul tema, la prima con il decreto Balduzzi, in vigore dal primo gennaio 2013, che vieta la pubblicità dei giochi con vincite in danaro nel corso di programmi radiofonici e televisivi rivolti ai minori e sulla stampa agi stessi destinata.

La norma si prestava a facili elusioni, perché consentiva la pubblicità dell’azzardo a qualsiasi ora e in qualsiasi trasmissione non espressamente rivolta ai minori, anche se dagli stessi vista”.

 

“Secondo intervento con la legge si stabilità 210- continua Asteriti- con cui è stata vietata la pubblicità dalla 7 alle 22 sulle reti generaliste, mentre un successivo decreto avrebbe dovuto individuare le reti tematiche su cui poteva essere trasmessa, senza limitazioni di tempo. Attualmente, le reti tematiche, soprattutto sportive, trasmettono pubblicità, soprattutto di siti di scommesse, in maniera massiccia durante la trasmissione di eventi di grande presa su un pubblico di adulti e minori. Vorrei provare a dare un personale contributo al dibattito,  suggerendo al legislatore, come fanno tanti,  una norma che vieti in modo netto, chiaro, senza esitazioni la pubblicità dell’azzardo, ad esempio: ‘Sono vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro su giornali, riviste, pubblicazioni, durante trasmissioni televisive e radiofoniche, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, nonché via internet, che evidenzino incitamento al gioco d’azzardo ovvero esaltazione della sua pratica’.

 

“Una norma- prosegue- come detto, chiara che non si presta facilmente ad essere interpretata in maniera riduttiva o di fatto, abrogativa, come già accaduto per le altre, o addirittura elusa. In realtà la norma da noi proposta esiste già, aggiungendo, per chiarezza e superando la naturale verecondia del legislatore in questo campo, d’azzardo al termine gioco nell’ultima parte”.

 

“Per il resto ci siamo limitati a trascrivere la norma del comma 4- conclude Osvaldo Asteriti- punto a, dell’articolo 7 del decreto legge 158/2012, decreto Balduzzi, convertito in legge 189/2012 e tuttora in vigore. A chi nutrisse dubbi o esitazioni interpretativi, ricordiamo la definizione del termine ‘incitamento’ contenuta sul dizionario Zingarelli come ‘esortazione o stimolo a fare qualcosa’ e contemporaneamente lo invitiamo a guardare qualsiasi pubblicità dei giochi con vincite in denaro su qualunque mezzo di comunicazione, internet compreso. A chi invece obiettasse che ‘così è facile’ o “che così sono tutti bravi” non saprei come replicare”.

 

PressGiochi