29 Settembre 2020 - 16:37

As.Tro. Totem a Bolzano: la recidiva di sequestri è motivo di preoccupazione

“A Bolzano – comunica in una nota l’associazione As.Tro – si assiste da 3 anni a fenomeni che hanno del “teatrale”. Da un lato, la Provincia Autonoma “sfratta” gli apparecchi

02 Dicembre 2016

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“A Bolzano – comunica in una nota l’associazione As.Tro – si assiste da 3 anni a fenomeni che hanno del “teatrale”. Da un lato, la Provincia Autonoma “sfratta” gli apparecchi da gioco lecito dai bar, in applicazione di una propria Legge del 2013 entrata in vigore nel 2015, e dall’altro lato i “bar de-slottizzati” si dotano dei famigerati “totem”, congegni 1000 volte più aggressivi delle AWP e che – a detta di molti (sic !) costituiscono la quinta essenza dell’illegalità nel campo del gioco, un vero e proprio azzardo totalmente sottratto al fisco e privo di qualsiasi controllo o contenimento tecnico.

Fin qui è storia, acclarata ulteriormente dalle “inquietanti” dichiarazioni rilasciate alla stampa dell’assessore provinciale AltoAtesino STOCKER, nell’immediatezza dell’avvenuta comparsa dei totem, circa la “modesta-relativa-irrisoria” pericolosità di questi congegni.

A fine settembre di questo anno il primo “blitz-sequestro” (che in realtà era il seguito di quello avviato a fine agosto) di totem nella provincia di Bolzano, frutto di una iniziativa delle locali forze dell’Ordine e Magistratura, “bissato” qualche giorno fa una operazione-bis di imponenza similare (in termini di congegni “sigillati” e forze dispiegate in campo).

La recidiva non è mai una vittoria, ma semmai una sconfitta della prima “azione repressiva”, a cui è evidentemente mancato il necessario seguito di deterrenza.

L’Italia, di cui Bolzano fa parte, non può vantare su tutto il territorio Nazionale, il medesimo dispiegamento di Forze (di P.G. ma anche di sedi giudiziarie) che vanta la ridottissima (e poco popolosa) Area di confine amministrata col regime giuridico “più speciale e privilegiato” che esista (e che “storicamente” necessita di ridondanti presidi di controllo per monitorare anche le questioni connesse alle “diversità etnico-linguistiche” coabitanti). Da ciò deriva che “nel resto del Paese” non può permettersi di “applicare” solo ai totem un settore della Polizia di Stato, un settore della Guardia di Finanza, un settore della Procura della Repubblica, dedicando aliquote di personale a presidio quotidiano e visivo di aree e numeri di pubblici esercizi 100mila volte più estesi di quelli di Bolzano.

Il compiacimento per la costanza delle Forze dell’Ordine, pertanto, può essere ragionevolmente circoscritto al solo fatto che tra la prima e la seconda “passata” non si è avuta notizia (ancora) di provvedimenti giudiziari di ridimensionamento dell’azione repressiva, a testimonianza della bontà dell’operato istituzionale e della tenacia del controllo posto in essere.

Tuttavia, il fenomeno della “repentina ricomparsa” getta le basi per un “ragionamento-bis”: ma quanto “tolgono” dalle tasche dei Bolzanini quei totem, se nonostante deferimenti all’A.G., sequestri, e sanzioni a 4 zeri, in appena due mesi tornano come prima ? e cosa succede nel resto dell’Italia dove i congegni compaiono con meno “fragore” rispetto a Bolzano, (dove in mezza giornata due pattuglie in moto possono visionare la ex-rete distributiva delle AWP)? Che “modello matematico” si può applicare all’espansione dei totem sul territorio nazionale qualora la rete “generalista” dovesse essere considerata “politicamente scomoda” da confermare come presidio territoriale per il gioco legale?

Se poi si ha cura di “ricordare” che totem sono stati rinvenuti anche all’interno di sale VLT nella provincia di Genova, ovvero in quella regione che il 30 marzo p.v. diventerà territorio “de-slottizzato” per via della legge regionale varata nel 2012, il ragionamento proposto appalesa la sua validità.

Al cospetto di questi dati e di queste proiezioni la “questione gioco lecito” merita una collocazione più ampia di quella che oggi ne caratterizza il dibattito, chiaramente improntata a decifrare quale sia il livello “sostenibile” di impegno “straordinario” di forze di polizia e di magistratura realisticamente collocabile sul territorio per monitorare cosa accade nei 70 mila locali oggi ospitanti le AWP e forse domani privati di tale facoltà, e cosa accade negli ulteriori 250 mila tra bar e tabacchi che potrebbero essere “raggiunti” da una nuova offerta di gioco, molto più remunerativa rispetto a quella AWP che in dette location non ha avuto attrattiva.

Basterebbe ricordarsi “la ragione” per cui è nato l’apparecchio con vincita in denaro “destinato al bar” per adottare la giusta chiave di lettura: emersione – censimento – controllo – affrancamento del commercio di prossimità dalle organizzazioni dedite – sino al 2003 – alla commercializzazione di 800 mila videopoker.

Il gioco patologico è un problema per la salute e per il portafoglio di tanti italiani, ma se guardiamo alle conseguenze tumorali derivanti dal consumo elevato della “salsiccia”, scopriamo che viviamo letteralmente circondati da “piaghe e flagelli”, ma che quotidianamente li affrontano (tutti) con la informazione, la prevenzione, l’incentivazione delle buone pratiche e dei buoni stili di vita.

Comunque – almeno in certe zone – non si può escludere l’adozione futura del distanziometro metrico od orario anche per i salumieri”.

PressGiochi