Geronimo Cardia, PressGiochi MAG gannaio/febbraio 2026 In questo articolo focalizzo quanto da tempo sono stati messi in evidenza i dati preoccupanti sul calo di raccolta che riguarda gli apparecchi, cristallizzato
Geronimo Cardia, PressGiochi MAG gannaio/febbraio 2026
In questo articolo focalizzo quanto da tempo sono stati messi in evidenza i dati preoccupanti sul calo di raccolta che riguarda gli apparecchi, cristallizzato tra l’altro nel bilancio di sostenibilità 2024. Sono giorni, questi, in cui si leggono da più parti notizie su quanto tale andamento sia anche confermato nei numeri del 2025. Si è anche preso atto sia di proposte di emendamento che di ordini del giorno posti all’attenzione delle commissioni parlamentari sulla rimodulazione di preu, pay out e vincita massima. Ed ancora incalza il dibattito per il riordino del fisico che continua ad essere impostato su distanziometri e orari sia pure calmierati ma pur sempre univocamente concepiti per alcune tipologie di giochi. In che direzione stiamo andando?
L’allarme dei dati in calo dal 2018 al 2024
Tra le informazioni esplicitate dal Bilancio di Sostenibilità del comparto del Gioco Pubblico di ACADI – l’Associazione dei Concessionari del gioco pubblico – in Confcommercio Imprese per l’Italia è emersa quella del raffronto dei dati dal 2018 al 2024 che ha visto aumentata la spesa complessiva degli utenti (da 18,9 a 21,4 miliardi) ma ridotta drasticamente quella per gli Apparecchi del territorio (da 10,3 a 8,2 miliardi) e abbattuto il relativo apporto in termini di gettito (da 6,2 a 5,3 miliardi).
Ed ancora, dal 2023 il gettito erariale del 2024 complessivo è diminuito (da 11,8 a 11,6 miliardi), mentre la spesa degli utenti è ancora aumentata (da 20,9 a 21,4 miliardi).
A molti non sta piacendo giustamente la cristallizzazione di questa tendenza: meno tasse e meno salute.
I dati del 2025 lo confermano perché permangono le cause
Ci sono diversi articoli apparsi sui media in questo periodo che cristallizzano che per gli apparecchi nel 2025 la raccolta come la relativa contribuzione erariale si siano ulteriormente contratte (l’erario scende da 4,7 a 4,4 miliardi).
Si tratta di dati che alla fine dell’anno saranno ulteriormente penalizzati dal permanere delle condizioni critiche più volte richiamate, quali l’esistenza delle limitazioni dei distanziometri e degli orari previste fondamentalmente solo per gli apparecchi del territorio, il disequilibrio dei parametri fiscali, di pay out e di gioco rispetto ad altre tipologie di gioco e di canali distributivi senza contare le mancate innovazioni tecnologie sui prodotti impedite dalle paralisi delle gare per la natura espulsiva dei distanziometri.
Emendamenti, ordine del giorno e riequilibrio dei parametri di fiscali e di gioco
Alle cronache risultano emendamenti ed ordini del giorno presentati come ‘rilancio per le awp’, ma che in realtà altro non sono che forme di anticipazione del riequilibrio di quei parametri fiscali per le diverse tipologie di gioco e di prodotto, voluto espressamente dalla delega fiscale nella parte dedicata alla riforma del gioco che, ad oggi, risulta realizzata per la parte relativa all’online.
Negli atti parlamentari si mette sul tavolo l’ipotesi dell’adeguamento del payout, che è volto a restituire al prodotto il giusto peso del suo intrattenimento individuato originariamente, che necessariamente (per come a monte concepito il sistema di tassazione) presuppone un proporzionato riallineamento dell’aliquota fiscale del preu rispetto a quella prevista ad inizio convenzione di concessione.
Ci spiegano che anche il proposto riallineamento del livello della vincita va nella direzione di restituire al prodotto quell’equilibrato tasso di intrattenimento perso nel corso del tempo.
E nel frattempo i numeri continuano a scendere.
Tra le cause scatenanti questa continua emorragia bisogna aggiungere certamente i continui aumenti dell’aliquota fiscale subiti dagli apparecchi negli ultimi anni. Si tratta di aumenti di aliquota che, avvenuti in concomitanza della continua diminuzione della base imponibile (spesa dei giocatori), hanno determinato l’effetto che per lungo tempo non si sia avuta la percezione della possibile inversione di tendenza di carattere generale della diminuzione del gettito complessivo dei giochi che oggi spaventa molti e costringe a rivedere le stime.
L’unico a sollevare un problema di “sistema” è stato l’Ufficio Parlamentare di bilancio nel 2018, lungamente inascoltato. Le misure è vero che presuppongono formalmente minori entrate, ma non vi è chi non veda che esse sono funzionali ad uno sblocco della situazione per un’inversione di tendenza.
Il riordino del territorio e le difficoltà a sganciarsi da distanze e orari
Questi sono i giorni in cui si discute anche molto del dibattito in corso in Conferenza delle regioni sulle modalità tecniche di realizzazione della riforma del territorio.
Stupisce che ancora si parli di possibili distanziometri e di possibili limitazioni di orari sia pure su livelli calmierati (con la previsione di luoghi che siano autenticamente sensibili e con orari almeno apparentemente sostenibili).
Stupisce anche che si possa parlare poi di un sistema distanze “tra punti”, sovrapposto a quello delle distanze “da luoghi sensibili” soprattutto se lo si fa pensando di così evitare concentrazioni di offerta, quando è arcinoto che eventuali concentrazioni di offerte in ristretti spazi di territorio derivano unicamente dall’effetto, se non escludente, certamente marginalizzante dei distanziometri espulsivi.
Ma lo stupore nasce soprattutto perché ormai è impossibile pensare che ci sia ancora qualcuno che, per tutelare la salute degli utenti, ritenga non solo scientificamente ma anche politicamente spendibile ed utile il ragionamento di mettere una distanza ed una limitazione di orari per la sola tipologia dei giochi degli apparecchi. E ciò quando ormai si ha la consapevolezza piena che le tipologie di giochi sono più di trenta e che ci sono diversi canali distributivi. Senza contare il modo parallelo dell’offerta illegale.
I prodotti safe, l’importanza del riordino del territorio, la tempistica degli effetti
La mancanza di una visione organica e la mancanza di una iniziativa organica per il contrasto al DGA sono la principale causa dello stato di fatto registrato dai dati a consuntivo degli ultimi anni: la spesa degli utenti aumenta, il gettito erariale diminuisce.
Qualcuno potrebbe dire: errare è umano, perseverare…
E allora, perché invece non prevedere una sostituzione di queste misure con prodotti safe che, nel pieno rispetto della privacy, sfruttino la tecnologia per riconoscere tratti somatici di possibili minori o condotte di gioco astrattamente problematiche o compulsive, per richiamare l’attenzione dell’esercente per i controlli consentiti dalla legge e dell’utente con una messaggistica adeguata e qualificata proposta dagli esperti?
Senza riordino del territorio il sistema complessivo ne risentirebbe in modo importante, non si andrebbe da nessuna parte e continuerà ad ampliarsi lo spazio già siderale tra on line e territorio, con tutte le conseguenze del caso.
Immaginando che il riordino del territorio sarà approvato a breve, comunque gli effetti potranno cominciare ad essere avvertiti solo dopo la verifica sul campo dei nuovi sistemi, che potranno essere messi a terra solo a seguito dell’assegnazione delle concessioni, a loro volta solo dopo l’indizione delle nuove gare. Ci vorranno mesi, almeno un altro anno. Almeno. E nel frattempo?
Conclusioni
Mentre va monitorato il dibattito sulle modalità tecniche di attuazione del riordino del territorio, cercando di evitare le ipocrisie retaggio del passato, non si possono perdere di vista le sorti delle misure ponte che, se approvate, potrebbero tentare di anticipare in qualche modo gli effetti di riequilibrio, peraltro voluti dal legislatore della delega.
Il tutto nel principale interesse pubblico, non solo del mantenimento dei livelli di gettito erariale ma anche, e soprattutto, di tutela della salute degli utenti, per le questioni sopra ricordate in tema di riequilibrio della natura di intrattenimento di un prodotto come quello degli apparecchi da troppo tempo tar-tassato (trattino separatore non casuale).






