21 Settembre 2020 - 21:09

Apparecchi da gioco. Un settore diviso tra fermento ed attesa

Mentre il mondo del gioco pubblico italiano è in fermento per l’inaugurazione della 27ima mostra degli apparecchi da intrattenimento e da gioco che prenderà il via domani a Rimini Fiera,

17 Marzo 2015

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Mentre il mondo del gioco pubblico italiano è in fermento per l’inaugurazione della 27ima mostra degli apparecchi da intrattenimento e da gioco che prenderà il via domani a Rimini Fiera, pende come una spada di Democle sul comparto delle newslot la sentenza – anch’essa attesa per domani – del Tar del Lazio che dovrà decidere sulla legittimità della norma, inserita in sede di legge di Stabilità, che ha applicato al comparto degli apparecchi a vincita un’addizionale da 500 milioni di euro da versare nel corso del 2015 senza stabilire nemmeno nei dettagli come il settore avrebbe dovuto suddividersi la tassa. A ricorrere in sede amministrativa sono stati tutti i concessionari di Stato a cui si sono unite diverse realtà associative come Conami, Sapar, i gestori legati al Coordinamento nazionale Agge ed altri che oltre alla norma contestano il modus operandi dei concessionari di rete nella redistribuzione dell’una tantum.

Ad aumentare la pressione sul mondo del gioco, l’attesa presentazione del testo definitivo della Delega fiscale che si occuperà di riorganizzare in maniera stabile e definitiva il comparto nel tentativo di porre soluzione al problema del gioco patologico. All’iniziale proposta di sostituzione di tutto il parco macchine newslot con apparecchi molto più simili alle video lotterie, ha preso il posto, nelle frequenti dichiarazione del sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta, responsabile della redazione del provvedimento, la proposta di introdurre apparecchi connessi da remoto le cui caratteristiche tecniche potrebbero essere molto più vicine a quelle delle awp. Nel frattempo molte realtà associative come SGI, in collaborazione con Astro e Acmi, si stanno organizzando per supportare il governo in questa “rivoluzione” del parco macchine con l’obiettivo di attuare un percorso nazionale che coinvolga tutti i player interessati.

Il lavoro che stanno svolgendo le numerose associazioni di categoria legate alla filiera è veramente enorme. Sarebbe criminale da parte del governo non ascoltare un’intera classe imprenditoriale italiana che reclama la propria salvezza e attuare la tanto attesa riforma per risolvere – come auspicato da tutte le parti interessate – il problema sociale del gap, senza garantire, allo stesso tempo, le imprese nazionali attive in un settore che va si regolato ma mai proibito.

PressGiochi