08 Agosto 2026 - 17:19

App store e tutela dei minori, la Commissione UE: “Apple e Google devono valutare e mitigare i rischi sistemici, comprese le app di gioco d’azzardo”

La Commissione europea ribadisce che le grandi piattaforme online, come Apple App Store e Google Play, hanno responsabilità rafforzate nella protezione dei consumatori e, in particolare, dei minori. È quanto

31 Luglio 2026

La Commissione europea ribadisce che le grandi piattaforme online, come Apple App Store e Google Play, hanno responsabilità rafforzate nella protezione dei consumatori e, in particolare, dei minori. È quanto emerge dalla risposta fornita dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen a un’interrogazione degli eurodeputati Nicolás González Casares e Laura Ballarín Cereza, incentrata sulle pratiche di monetizzazione aggressive nei videogiochi mobili e sulla tutela dei minori.

Nella risposta, pubblicata il 30 luglio, la Commissione ricorda che il Digital Services Act (DSA) impone alle piattaforme online di dimensioni molto grandi obblighi aggiuntivi proprio in ragione della loro ampia diffusione e influenza. I gestori di servizi come Google Play e Apple App Store “devono almeno una volta l’anno individuare, valutare e mitigare con diligenza i rischi sistemici presenti sulle loro piattaforme, compresi gli effetti negativi sul benessere dei minori”.

Bruxelles richiama inoltre le linee guida del DSA dedicate alla protezione dei minori, che prevedono misure specifiche per evitare che i giovani utenti siano esposti a pratiche commerciali in grado di compromettere privacy, sicurezza e tutela personale. Tra gli esempi citati figurano “metodi che rendono le transazioni finanziarie poco trasparenti o potenzialmente fuorvianti, come le valute virtuali”.

Le richieste di informazioni a Apple e Google

La Commissione evidenzia anche le attività di vigilanza già avviate nei confronti dei principali store digitali. Nel settembre 2025 Bruxelles ha chiesto ad Apple App Store e Google Play informazioni dettagliate sulle modalità con cui individuano contenuti fraudolenti e sulle misure adottate per contrastare le truffe finanziarie, comprese le applicazioni che imitano servizi bancari, di investimento o di trading.

Successivamente, nell’ottobre 2025, la Commissione ha richiesto ulteriori chiarimenti sulle misure adottate per impedire che i minori siano esposti ad applicazioni dannose, “come le app di gioco d’azzardo”, nonché sull’efficacia dei sistemi di classificazione per età utilizzati dalle piattaforme.

A livello nazionale, viene inoltre ricordato il procedimento avviato dall’autorità tedesca Bundesnetzagentur nei confronti della piattaforma Steam per possibili violazioni del DSA legate al videogioco Plantation Simulator.

Loot box e meccaniche simili al gioco d’azzardo sotto osservazione

La risposta affronta anche il tema delle cosiddette loot box e delle altre meccaniche di monetizzazione presenti nei videogiochi. La Commissione conferma che la valutazione d’impatto in corso sul futuro Digital Fairness Act sta esaminando se siano necessari ulteriori interventi normativi per contrastare pratiche come le funzionalità che simulano il gioco d’azzardo (gambling-simulating features), le loot box e i sistemi pay-to-win e pay-to-progress, oggi ampiamente diffusi nel settore videoludico.

Parallelamente, anche la revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori punta a garantire un’applicazione più rapida, incisiva e deterrente della normativa europea, rafforzando così la protezione dei giovani consumatori, in particolare nell’ambiente digitale.

L’interrogazione sul caso Age of Origins

L’interrogazione parlamentare prendeva spunto dal caso del videogioco mobile Age of Origins, accusato di utilizzare sistemi di monetizzazione manipolativi, dark pattern, pubblicità ingannevole e meccaniche che simulano il gioco d’azzardo per incentivare la spesa degli utenti. I parlamentari chiedevano inoltre se Apple e Google, in qualità di piattaforme soggette al DSA e designate come gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act (DMA), dovessero assumersi una responsabilità maggiore quando traggono profitto dalla distribuzione di applicazioni che impiegano sistemi di monetizzazione potenzialmente dannosi per i minori.

Pur senza annunciare nuove indagini specifiche sul caso, la Commissione conferma che il tema rientra tra le priorità dell’attività di vigilanza sul DSA e che le future iniziative legislative potrebbero introdurre strumenti ulteriori per limitare le pratiche considerate più rischiose nei videogiochi destinati anche ai minori.

PressGiochi