26 Settembre 2020 - 10:54

Apertura anno giudiziario. Mafia interessata ad azzardo e videogiochi

A dettare legge, sono ancora vecchi boss che dal carcere continuano ad impartire ordini. I clan chiedono il pizzo, si occupano del fiorente traffico dello spaccio di stupefacenti, puntano i loro interessi sul gioco d’azzardo e su video giochi.

26 Gennaio 2015

Print Friendly, PDF & Email

Nel nisseno anche se la mafia non ricorre più alle armi continua ad essere pericolosa. E’ infiltrata negli appalti pubblici, mira alla loro gestione, punta ai palazzi del potere. A dettare legge, sono ancora vecchi boss che dal carcere continuano ad impartire ordini. I clan chiedono il pizzo, si occupano del fiorente traffico dello spaccio di stupefacenti, puntano i loro interessi sul gioco d’azzardo e su video giochi. Boss vecchio stampo che si avvalgono soprattutto a Gela di bande di minorenni pronti a mettersi a disposizione della mafia. E’ quanto emerge dalla relazione illustrata dal presidente della corte d’appello di Caltanissetta Salvatore Cardinale in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario.

Il periodo preso in esame, è stato caratterizzato da intimidazioni, minacce, insinuazioni e delegittimazioni varie rivolte a magistrati, funzionari pubblici e rappresentanti di organizzazioni private, specie quelli più esposti sul campo dell’antimafia e della lotta all’illegalità.

La situazione non è diversa al Nord. Secondo quasi tutte le relazioni dei magistrati chiamati ad inaugurare l’anno giudiziario 2015 la mafia si è insediata al nord, ha conquistato centri nevralgici, ha stabilito alleanze con le istituzioni locali, controlla appalti, smista milioni di euro, è penetrata nei settori del credito, della edilizia, del turismo.

PressGiochi