«Il settore dei giochi e delle scommesse è un esempio emblematico. Le verifiche condotte dall’Unità hanno rilevato carenze nel contributo delle reti di vendita fisica all’iter segnaletico, anche per l’assenza
«Il settore dei giochi e delle scommesse è un esempio emblematico. Le verifiche condotte dall’Unità hanno rilevato carenze nel contributo delle reti di vendita fisica all’iter segnaletico, anche per l’assenza di adeguate iniziative formative e di controllo da parte dei concessionari. Sulla scorta di tali evidenze, a dicembre 2025 l’Unità ha organizzato un seminario aperto alla partecipazione di autorità pubbliche e operatori privati per sensibilizzare il settore sul corretto adempimento degli obblighi segnaletici».
Lo ha dichiarato Enzo Serata, direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), nel corso della presentazione del Rapporto Annuale 2025.
Nel suo intervento, Serata ha evidenziato come nel 2025 la UIF abbia ricevuto circa 162.000 segnalazioni di operazioni sospette (SOS), in aumento dell’11,5% rispetto all’anno precedente. La crescita è stata trainata soprattutto dalle segnalazioni legate a truffe e frodi informatiche, fenomeni che continuano a espandersi anche grazie alla diffusione dei servizi digitali e delle transazioni online.
“I prestatori di servizi per le criptoattività – ha segnalato il direttore – hanno fornito un contributo segnaletico crescente; poiché in attuazione del regolamento MiCA molti di essi appaiono orientati a localizzarsi in altre giurisdizioni europee, ne dovrà essere vagliata l’operatività in Italia ai fini della costituzione di un punto di contatto centrale e degli obblighi di invio diretto delle SOS alla UIF. Laddove ciò non sia possibile, sarà necessario rafforzare la collaborazione con le altre FIU della UE per acquisire indirettamente informazioni sull’operatività sospetta compiuta in Italia.
In linea con gli anni precedenti, si è assistito all’aumento dei dati strutturati nelle SOS riferiti ai soggetti, alle operazioni e ai rapporti censiti. L’incremento degli elementi rappresentati arricchisce il contesto di analisi e amplia i collegamenti con altre evidenze presenti negli archivi dell’Unità. I soggetti obbligati, tuttavia, sono chiamati a un’attenta e consapevole selezione dei dati da segnalare, evitando il ricorso ad approcci automatici. I fattori di rischio tradizionali individuati dall’Analisi Nazionale dei rischi – tra i quali corruzione, estorsione, evasione fiscale, narcotraffico, reati societari, gioco d’azzardo, traffico illecito di rifiuti, truffa e usura – assumono nuoveconnotazioni a seguito dell’innovazione finanziaria e tecnologica: l’aumento delle transazioni online, l’espansione dei servizi digitali, l’innovazione nei servizi di pagamento e l’affermarsi dell’intelligenza artificiale hanno trasformato i rischi esistenti, contribuendo ad accrescere la complessità delle attività criminali.
In un ampio spettro di fenomeni di riciclaggio le analisi condotte hanno evidenziato collegamenti con contesti di criminalità organizzata. Il crescente impatto della trasformazione digitale è confermato dall’incremento delle segnalazioni riconducibili a truffe e frodi informatiche, che nel 2025 hanno riguardato circa 31.600 SOS. Nel 2025 si è registrato un incremento delle segnalazioni relative a sfruttamento sessuale di minori (263 rispetto alle 145 del 2024). Tali SOS spesso evidenziano trasferimenti di importo contenuto effettuati in criptoattività verso indirizzi associati a piattaforme online, utilizzate per la diffusione di materiale illecito. In considerazione della particolare gravità del fenomeno, tali segnalazioni sono oggetto di un trattamento dedicato da parte dell’Unità, anche attraverso la sperimentazione di strumenti di machine learning. Le criptoattività risultano sempre più utilizzate a fini di riciclaggio; diverse analisi hanno evidenziato trasferimenti su reti decentralizzate di proventi illeciti, spesso legati a reati informatici, nonché operazioni verso indirizzi riconducibili a piattaforme di gioco online non autorizzate. Sono stati anche rilevati schemi operativi complessi potenzialmente lesivi dell’integrità e della trasparenza dei mercati finanziari.”
Nel Rapporto Annuale 2025 la UIF rileva che resta sostanzialmente stabile il contributo dei professionisti alle segnalazioni di operazioni sospette, pari al 6,4% del totale e quasi interamente riconducibile ai notai. In crescita, invece, l’apporto dei prestatori di servizi di gioco.
Le segnalazioni provenienti dagli operatori del comparto sono infatti passate da 9.547 nel 2024 a 10.817 nel 2025, con un incremento del 13,3%, confermando una maggiore partecipazione del settore al sistema di prevenzione antiriciclaggio.
Nonostante il miglioramento del contributo segnaletico, la UIF evidenzia la permanenza di rischi significativi nel comparto del gioco, riconducibili soprattutto a limiti nella tracciabilità delle operazioni e nella profilatura della clientela.
Gli approfondimenti svolti dall’Unità hanno individuato concentrazioni operative anomale in specifici punti vendita e sale dedicate. In particolare, sono emerse frequenti riscossioni in contante di ticket vincenti e la presenza di gruppi di soggetti collegati tra loro, elementi che potrebbero indicare fenomeni di interposizione fittizia o l’utilizzo delle vincite come strumento per giustificare disponibilità finanziarie di origine illecita.
Secondo la UIF, in alcuni casi tali condotte potrebbero essere state agevolate dagli stessi esercenti attraverso l’omessa o non corretta applicazione degli obblighi di identificazione della clientela previsti dalla normativa antiriciclaggio.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il crescente ricorso alle criptoattività. L’analisi delle segnalazioni ha infatti evidenziato trasferimenti verso indirizzi digitali riconducibili a piattaforme di gioco online non autorizzate a operare sul territorio nazionale. La UIF sottolinea che tali operazioni rappresentano un indicatore di rischio elevato e possono assumere rilevanza penale in quanto riconducibili alla partecipazione a sistemi di gioco abusivi ai sensi dell’articolo 4 della legge 401 del 1989.
Le evidenze raccolte confermano quindi come il settore del gioco continui a rappresentare uno degli ambiti maggiormente monitorati nell’attività di prevenzione e contrasto al riciclaggio, soprattutto alla luce dell’evoluzione tecnologica e della crescente diffusione di strumenti di pagamento digitali e criptoattività.
Il comparto degli operatori di gioco – I controlli e le iniziative dell’Unità
Gli accertamenti ispettivi condotti dall’Unità negli ultimi anni hanno evidenziato diffuse carenze negli assetti preordinati alla collaborazione attiva con riferimento a regolamentazione interna, adeguata verifica e monitoraggio transazionale.
In sede di adeguata verifica e profilatura della clientela, non è stato dato sufficiente rilievo a fattori di rischio ricorrenti come, ad esempio, i volumi operativi dei clienti, il ricorso significativo a operazioni in contanti anche frazionate, pregresse segnalazioni alla UIF ovvero richieste da parte di pubbliche autorità. In molti casi l’attribuzione di un rischio più elevato non ha determinato l’adozione di misure di verifica rafforzata. Sono risultati assenti i contributi all’iter segnaletico da parte della rete di vendita, stanti la mancanza di controlli adeguati e di efficaci iniziative di formazione da parte dei concessionari. È emerso un cospicuo utilizzo di ricariche in contanti e mezzi assimilabili (quali voucher e on-shop), anche per alimentare conti di gioco, in alcuni casi in assenza di ontrolli sul rispetto dei limiti all’utilizzo del contante previsti dall’art. 49, co. 1, del D.lgs. 231/2007. Si rendono necessarie ulteriori iniziative per migliorare il processo di selezione delle segnalazioni, affidato a logiche prevalentemente oggettive, e per elevarne la qualità. Elemento critico è la mancata adozione, da parte dei concessionari di gioco, di indicatori idonei a cogliere legami operativi non giustificati tra giocatori o tra questi ultimi e i punti vendita.
Il ricorso a sistemi avanzati per la rilevazione delle anomalie, orientati alla valorizzazione anche del profilo soggettivo dei giocatori, potrebbe favorire un
miglioramento qualitativo della collaborazione attiva. L’Unità ha organizzato a dicembre 2025 un seminario per approfondire i profili critici sopraesposti e per sensibilizzare il settore sul corretto adempimento degli obblighi segnaletici, cui hanno partecipato rappresentanti degli operatori e delle altre autorità
competenti. Sono emerse proposte utili per coinvolgere efficacemente la rete di vendita nel processo segnaletico.
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