29 Settembre 2020 - 13:32

Antiriciclaggio. Uif mette all’indice i Bitcoin

Bitcoin messe all’indice dall’Ufficio italiano di informazione finanziaria (Uif) della Banca di Italia. Con una nota del 30 gennaio l’Uif fornisce le istruzioni agli intermediari abilitati su come gestire la

09 Febbraio 2015

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Bitcoin messe all’indice dall’Ufficio italiano di informazione finanziaria (Uif) della Banca di Italia. Con una nota del 30 gennaio l’Uif fornisce le istruzioni agli intermediari abilitati su come gestire la diffusione delle cosiddette valute virtuali.

Il Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 che non fa uso di un ente centrale: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali come la generazione di nuova moneta e l’attribuzione di proprietà dei bitcoin. La rete Bitcoin consente il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete; i dati necessari ad utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di “portafoglio” digitale, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca.
L’Uif sottolinea che le valute virtuali non hanno corso legale e non forniscono alcun tipo di tutela per il consumatore. Inoltre i prestatori di valute virtuali non sono riconosciuti come soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio. Per questo motivo il pericolo è che lo strumento virtuale sia veicolo di condotte criminali. Pertanto l’Uif invita i destinatari degli obblighi antiriciclaggio di individuare le operatività connesse con valute virtuali rilevandone gli elementi di sospetto. A questo proposito non ha perso tempo Unionefiduciaria che con una nota inviata ai suoi associati raccomanda di verificare le richieste di sottoscrizione di mandati fiduciari da parte di mandati attivi o di mandati aventi a oggetto l’intestazione di società o enti che risultino operanti nel settore delle valute virtuali, o con conti espressi in queste valute. Allo stesso modo, stessa soglia di vigilanza dovrà essere posta in essere con riferimento all’assunzione di incarichi in qualità di trustee. Nella nota Unionefiduciara rimarca che «non potranno essere ad alcun titolo, in conto proprio o nell’interesse dei fiducianti, accettati pagamenti mediante valute virtuali». L’Uif ha sottolineato che le monete virtuali inizialmente utilizzate all’interno di comunità virtuali soprattutto per i giochi online oggi sono utilizzate per acquisti anche presso alcuni esercenti commerciali ma non rappresentano le comuni valute a corso legale, non sono regolamentate e non sono emesse o garantite da una banca centrale.

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