25 Settembre 2020 - 12:05

Angelozzi (Acadi): “Favorevoli a eliminare le slot in numerosi punti vendita”

“Siamo favorevoli alla riduzione del numero delle slot e alla loro eliminazione da numerose tipologie di punti vendita come ristoranti, alberghi, circoli privati o stabilimenti balneari. E condividiamo anche il

26 Luglio 2016

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“Siamo favorevoli alla riduzione del numero delle slot e alla loro eliminazione da numerose tipologie di punti vendita come ristoranti, alberghi, circoli privati o stabilimenti balneari. E condividiamo anche il divieto di presenza nei bar e nelle tabaccherie-ricevitorie che abbiano dimensioni inferiori ai 20 metri quadri”.

Lo afferma Guglielmo Angelozzi, presidente di Acadi, in una intervista rilasciata ieri a Milano-Finanza, in merito alla possibilità di ricontingentare gli apparecchi da gioco sul territorio come proposto dal Governo in conferenza Unificata. Per Angelozzi, infatti, “la diffusione di apparecchi in piccoli esercizi rischia di confondere l’attività principale con quella di gioco, e questo può favorire l’ induzione al gioco, mettendo a rischio in particolare i minori”.

 

Insomma, i principali operatori del settore sembrano essere ben consapevoli che ci sia bisogno di una stretta e che questa avrà effetti benefici, perché potrà dare maggiore credibilità e fiducia al comparto e combattere l’ offerta illegale. È di qualche giorno fa la relazione della commissione Antimafia che stima in circa 5 miliardi l’ anno i flussi che sfuggono al controllo dello Stato grazie ad apparecchi di vecchia generazione manomessi. Flussi che spesso alimentano i circuiti criminali.

«Tra le iniziative legislative già approvate nell’ ultima legge di Stabilità che potranno aiutare sensibilmente la lotta all’ illegalità ed evitare l’ accesso al gioco da parte dei minori ci sono le slot di ultima generazione a controllo remoto che non potranno più essere manomesse e consentiranno di verificare l’ età del consumatore prima di abitare l’ apparecchio, con sistemi di accesso mediati dall’ esercente», aggiunge Angelozzi.

 

Ma il taglio delle macchine andrà attuato stando ben attenti a non mettere a rischio la stabilità delle imprese. Un obiettivo che hanno ben chiaro in mente anche al governo, considerando che da slot e videolottery arriva la fetta più grande delle entrate fiscali che ogni anno confluiscono nelle casse dell’ Erario provenienti dal settore dei giochi.

L’ anno scorso, degli 8,8 miliardi complessivi incassati dallo Stato grazie ai giochi, ben 5,1 sono arrivati proprio dall’ attività che fa capo agli apparecchi da intrattenimento, che hanno avuto una raccolta complessiva di 48,38 miliardi. Ovvero più della metà degli 87,7 miliardi che gli italiani hanno puntato nel 2015 su giochi e scommesse, ottenendo indietro più dell’ 80% sottoforma di vincite.
Ad intervenire sulla questione lo stesso sottosegretario all’economia PairPaolo Baretta che chiarisce che “Dal taglio del numero delle slot non ci sarà alcun calo per le entrate, perché abbiamo già compensato la flessione con l’ aumento del preu (il prelievo erariale unico, ndr) previsto dalla legge di Stabilità 2016». Per le slot l’ aliquota è passata in particolare dal 13 al 17,5%, mentre per le videolottery il ritocco è stato dal 5 al 5,5%, con un beneficio per l’ Erario di circa 1,2 miliardi.

L’ idea è passare da un prelievo sulle macchine, a prescindere dall’ utilizzo, come oggi, a una tassazione sul margine netto effettivo, ovvero quel che resta degli incassi dopo le spese e le vincite pagate ai
giocatori”.

La manovra, non dovrebbe modificare il gettito e potrebbe essere realizzata con la prossima legge di Stabilità dell’ autunno, rendendo il sistema più equo. “Entro quella data – continua Baretta – dovrebbe essere chiaro anche il quadro definitivo per il taglio e il riordino delle slot sul territorio. Benché governo e operatori siano allineati, a tirare il freno, questa volta, sono gli enti locali. Le regioni, finora, hanno autonomamente legiferato sulle regole da imporre agli operatori nella diffusione sul territorio della macchinette da gioco, e non sembrano intenzionate a rinunciare alle proprie prerogative”.
PressGiochi