23 Ottobre 2020 - 12:58

Anche nelle scelte peggiori, l’Italia resta un modello

Esattamente come in Italia, il presidente spagnolo Pedro Sanchez ha inserito nel programma di Governo la lotta al gioco d’azzardo con l’intenzione di partire proprio dal divieto di pubblicità e sponsorizzazioni al settore.

18 Settembre 2020

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Esattamente come in Italia, il presidente spagnolo Pedro Sanchez ha inserito nel programma di Governo la lotta al gioco d’azzardo con l’intenzione di partire proprio dal divieto di pubblicità e sponsorizzazioni al settore.

 

Il governo socialista è oggi pronto a implementare le nuove restrizioni pubblicitarie al gioco online. Lo prevede un nuovo progetto di regio decreto sulle Comunicazioni commerciali per gli operatori di gioco che ha ricevuto l’approvazione dalla Commissione europea a luglio. Il decreto eliminerà circa il 90 per cento della pubblicità attualmente consentita vietando l’accoglienza di bonus e sponsorizzazioni sportive e limitando gli annunci ad uno spazio temporale di quattro ore.

 

Il ministro dei consumatori, Alberto Garzon, ha annunciato che il decreto entrerà in vigore ad ottobre. Il provvedimento stabilisce nuovi vincoli pubblicitari e adotta misure di gioco responsabile e di tutela dei consumatori a cui gli operatori del gioco online devono attenersi.

 

Guardando al modello italiano, e prendendo spunto dalle stesse linee guida AGCOM che sono state chiamate a dare attuazione alle disposizioni generali contenute nell’articolo 9 del decreto Dignità, la Spagna ha adottato piccole aperture come la possibilità di concedere una finestra pubblicitaria ‘notturna’ o continuare a dare il via libera alle comunicazioni b2b con le testate di settore.

 

Esattamente come in Italia si impone lo stop alle sponsorizzazioni con lo sport, alla trasmissione di pubblicità durante gli eventi, all’uso di personaggi noti per le comunicazioni, all’introduzione di messaggi di allerta e a cambi di denominazioni.

 

Ma per alcuni aspetti si va oltre, come nel caso dei divieti di annunci nei motori di ricerca senza però prevedere nulla per quanto riguarda le pubblicità illegali che, come accade in Italia, potrebbero comparire in quegli stessi motori di ricerca.

 

La nuova normativa spagnola è stata in questi giorni oggetto di uno studio di Vixio Regulatory Intelligence che ha valutato l’impatto che avrà sul settore e sugli stessi giocatori. Considerazioni che qui in Italia già conosciamo a menadito.

 

Il decreto avrà un effetto diretto sulla capacità del settore di generare reddito, oltre a porre ostacoli agli accordi accessori con altre industrie, come i media e gli enti sportivi. La Commissione nazionale dei mercati e della concorrenza (CNMC) ha rilevato che nel mese di novembre 2019, la maggior parte degli annunci di giochi d’azzardo sono stati trasmessi in televisione dopo le 21:00, con i tassi più alti tra le 23:00 e l’01:00. Ora gli annunci saranno consentiti solo dall’1,00 alle 5,00.

 

Il campionato di calcio spagnolo rischia di perdere circa 80 milioni di euro a causa del divieto di sponsorizzazioni. Otto squadre nella prima divisione e due nella seconda divisione hanno accordi di sponsorizzazione con operatori di gioco d’azzardo, mentre molti altri club hanno qualche altra forma di sponsorizzazione.

 

Il nuovo decreto in Spagna crea un futuro incerto per l’industria del gioco d’azzardo online, che vale quasi 750 milioni di euro e contribuisce con importi significativi alle casse statali. Anche gli affiliati e gli altri fornitori legati alla catena dei ricavi degli operatori saranno duramente colpiti dal decreto. Gli operatori dovranno studiare la situazione al fine di trovare modi per connettersi e mantenere i clienti, garantendo al contempo il rispetto della legge, in particolare dato che la responsabilità delle infrazioni ricadrà su di loro.

 

 

Anche l’effetto sui giocatori è degno di nota. La ridotta visibilità degli operatori autorizzati potrebbe potenzialmente spingere i giocatori verso operatori offshore, che non sono tenuti a seguire queste norme. Molti osservatori hanno messo in dubbio la gravità del nuovo decreto e la proporzionalità delle misure rispetto a quanto il decreto si propone di realizzare.

Negli studi effettuati dal Piano Nazionale sulla Droga (EDADES) la percentuale della popolazione che dimostra dipendenza dal gioco d’azzardo è rimasta stabile negli anni tra lo 0,3% e lo 0,5%. Gli
operatori SELAE e ONCE sono esenti dalle restrizioni. SELAE ha inoltre stipulato accordi di sponsorizzazione con due federazioni sportive, opportunità che ora sarà vietata agli operatori privati.

 

 

Impossibile non notare come un numero crescente di mercati del gioco d’azzardo europei regolamentati sta introducendo livelli più elevati di restrizioni pubblicitarie o addirittura divieti. Oltre all’Italia, nel 2018, il Regno Unito, la Svezia e il Belgio, hanno discusso l’implementazione di norme pubblicitarie più restrittive e possibili divieti. È probabile che un effetto domino continui a diffondersi in tutta l’Europa .

 

 

 

Ma cosa prevede nel dettaglio la norma spagnola?

Il decreto impone severe restrizioni alle opportunità di pubblicità e sponsorizzazione per gli operatori. La Direzione generale per la regolamentazione del gioco d’azzardo (DGOJ) è autorizzata ad adottare misure aggiuntive per attuare le restrizioni.
● La pubblicità su radio, televisione e piattaforme di video online (come YouTube) è limitata dalle ore 1:00 alle 5:00. L’eccezione inclusa nella bozza iniziale per la messa in onda degli annunci durante il live gli eventi dopo le 20:00 è stata rimossa.
● Il decreto amplia la definizione di pubblicità per includere sistemi di diffusione sonora, riviste, giornali, opuscoli e altri materiali simili. Gli annunci sono consentiti solo se specifici per l’industria del gioco d’azzardo (cioè relativamente alle riviste di settore).
● La sponsorizzazione di squadre e campionati sportivi, sia su maglie, divise o all’interno di strutture, è vietata. Il decreto stabilisce un periodo transitorio di tre mesi.
● Sarà vietato anche l’uso di celebrità o personaggi pubblici, reali o fittizi.
● Gli operatori non sono più autorizzati a offrire bonus di benvenuto ai nuovi clienti. Le promozioni possono essere offerte solo ai giocatori che hanno un conto aperto da almeno un mese, hanno verificato la propria identità e hanno effettuato almeno tre depositi.
● La riproduzione gratuita è consentita solo sulla pagina web dell’operatore e disponibile solo dopo che un giocatore si è registrato.
● Gli annunci non possono essere visualizzati nei motori di ricerca a meno che non venga utilizzata una lingua specifica per i giochi a distanza e le scommesse.
● Esiste un divieto generale di pubblicità web a meno che la pagina web non appartenga all’operatore o le pagine web orientate al settore del gioco d’azzardo. I prodotti di gioco d’azzardo annunciati nella pagina web o nell’app .es dell’operatore non sono considerati pubblicità.
● I social media e le piattaforme di scambio video possono essere utilizzati solo se esistono meccanismi per garantire che gli annunci non siano visti da minori, la possibilità per gli utenti di bloccare gli annunci, strumenti per consentire agli annunci di essere visti solo da coloro che seguono e sono registrati con l’operatore .
● Gli operatori saranno ora tenuti ad aderire alle restrizioni pubblicitarie a livello di comunità autonoma oltre che a livello nazionale.
● La nuova bozza cambia il linguaggio da gioco “responsabile” a gioco “sicuro”.
● Gli annunci pubblicitari devono contenere un messaggio di avviso per essere riprodotti in modo responsabile. Il DGOJ può adottare misure per richiedere messaggi sui pericoli del gioco compulsivo o problematico.
● I minori non possono essere presi di mira, né direttamente né indirettamente, e deve essere incluso un messaggio in cui si afferma che il gioco d’azzardo è consentito solo ai minori di 18 anni.

 

 

 

CD – PressGiochi

Fonte immagine: https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2018/06/11/news/la_spagna_di_sa_nchez_paese_dell_accoglienza-198753174/