19 Settembre 2020 - 08:23

Amusement e dl Agosto. Avv. Benelli: “Occorre prima distinguere il gioco da intratteniemnto con l’azzardo legale”

“Nel settore c’è un problema che bisogna eliminare alla base – esordisce l’avvocato Cino Benelli alla domanda sulla novità normativa introdotta in estate nel Decreto Agosto -. “Occorre separare tutto

10 Settembre 2020

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“Nel settore c’è un problema che bisogna eliminare alla base – esordisce l’avvocato Cino Benelli alla domanda sulla novità normativa introdotta in estate nel Decreto Agosto -. “Occorre separare tutto ciò che è gioco d’azzardo dal gioco senza vincita in denaro. La regolamentazione deve essere diversa. Le autorità preposte al controllo dei due settori devono essere diverse. Non è possibile assimilare un videogioco con un comma 6.

La regolamentazioni finora è sempre stata la stessa, senza rispettare quanto stabilito dalla direttiva Bolkestein ovvero che gli apparecchi senza vincita in denaro, a differenza degli apparecchi con vincita, sono inclusi nella cosiddetta liberalizzazione. Il gioco non a vincita in denaro deve avere regole meno stringenti perché non implica quei rischi anche in termini di ordine pubblico e salute che implica il gioco d’azzardo lecito. Per il gioco senza vincita non è richiesta la concessione, ma sia le regole tecniche che il presidio sanzionatorio è lo stesso per entrambi i settori. Punto di vista confermato anche dalla stessa Corte di appello di Firenze.

Fermo restando che per la ticket redemption ci debba essere una maggiore attenzione perché questi apparecchi a premio potrebbero trasformarsi in strumenti di azzardo, ma aldilà di questo, non è possibile né ragionevole sostenere una assimilazione. Inoltre viola le leggi europee”.

 

Così l’avvocato Cino Benelli nella conferenze call organizzata da PressGiochi.

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Pubblicato da PressGiochi su Giovedì 10 settembre 2020

 

 

Benelli non condivide la delega di agosto conferita ad ADM. “Dovrebbe essere il Mise ad occuparsi di questo comparto. Si fa come i gamberi, si sta tornando indietro. Non c’è una prospettiva di riforma anche perché il monopolio deve stare nell’ambito di quella delega che gli dice di fare regole tecniche ma la regolamentazione e il presidio sanzionatorio rimangono gli stessi. Questo intervento è insoddisfacente. Non c’è nel legislatore alcuna consapevolezza della diversità oggettiva dei due comparti che sono diversi”.

 

“Queste regole tecniche non saranno immediatamente applicabili, perché dovranno essere notificate a Bruxelles, quindi minimo un anno di tempo sarà necessario. Credo che questo intervento sia insufficiente perché se non si mette mano alla riforma dei settori, distinguendoli, è un grosso problema. Basti pensare alla riforma del gioco pubblico prevista nel Decreto dignità. Mi sembra che i sei mesi sono ampiamente trascorsi con un nulla di fatto. Anche la delega del 2014 che prevedeva il Codice dei giochi non ha avuto seguito, stessa cosa per le regole Giorgetti sulle ticket redemption. Domina l’inerzia. Le istituzioni non dialogano tra di loro e nel frattempo le regioni disciplinano il gioco pur non potendolo fare”.

 

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