29 Settembre 2020 - 06:32

Altri tre giudici dicono sì al rimborso di Gratta e vinci perdenti

Gratta e vinci indetta lotteria denominata “Buone Feste”   Gratta e vinci annullati perché oggetto di furto Nelle scorse settimane altri tre giudici di pace hanno replicato la sentenza di

27 Ottobre 2016

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Gratta e vinci indetta lotteria denominata “Buone Feste”  

Gratta e vinci annullati perché oggetto di furto

Nelle scorse settimane altri tre giudici di pace hanno replicato la sentenza di Vallo della Lucania dove uno sfortunato giocatore è stato risarcito della spesa effettuata perché all’epoca dei fatti sui tagliandi della lotteria istantanea non erano riportate le indicazioni delle probabilità di vincita e le avvertenze sul gioco responsabile. Ultimamente è accaduto a Cava de’ Tirreni, Mercato san Severino e Salerno.

Il primo caso ha riguardato il ricorso di un giocatore che per 60 volte ha tentato la sorte con i «grattini» e altrettante volte è rimasto bocca asciutta; nel secondo invece i tentativi di vincita andati a vuoto sono stati ben 250 mentre nel terzo la somma investita nell’azzardo è stata di 650 euro. Tutti «capitali» che la società Lotterie Nazionali dovrebbe restituire. Perché? Perché sui tagliandi non era scritta la probabilità di vincita della scommessa e perché mancavano gi avvertimenti connessi alla ludopatia: prescrizioni stabilite dal decreto Balduzzi del 2013 e correttamente messe in atto solo a partire dal 2016 (le giocate contestate risalgono infatti tutte al 2015).

A tal proposito l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva già inviato una nota precisando che:

  1. Le informazioni sulle probabilità di vincita sono sempre state consultabili sulla base di quanto previsto dalle normative di riferimento
  2. Quanto alle probabilità effettive di vincita, queste non sono affatto remote ma cambiano ovviamente in ragione dell’ammontare dei premi. 
  3. Il fatto di poter raccogliere in un certo arco di tempo un notevole numero di tagliandi perdenti è alla portata di tutti. 

Resta il fatto che sembrerebbe verificarsi un’epidemia di sentenze simili.

PressGiochi