10 Giugno 2026 - 21:45

Alea e Forum associazioni familiari sul Linee guida Agcom su ludopatia: “Il ‘gioco responsabile’ non diventi una forma di pubblicità”

Un richiamo a una regolamentazione più rigorosa della comunicazione sul gioco d’azzardo, con particolare attenzione ai rischi legati al concetto di “gioco responsabile” e alla presenza sempre più diffusa delle

08 Maggio 2026

Un richiamo a una regolamentazione più rigorosa della comunicazione sul gioco d’azzardo, con particolare attenzione ai rischi legati al concetto di “gioco responsabile” e alla presenza sempre più diffusa delle scommesse nel mondo dello sport. È questo il messaggio emerso dalla conferenza stampa di presentazione del documento inviato ad AGCOM nell’ambito della consultazione sulle nuove Linee guida sulla comunicazione del gioco responsabile promosso dall’Associazione Alea del sociologo Maurizio Fiasco e dal Forum delle Associazioni Familiari.

Ad aprire l’incontro è stato l’Onorevole Paolo Ciani, che ha evidenziato il rischio di un progressivo cambiamento culturale attorno al fenomeno del gioco d’azzardo. “Spesso il linguaggio fa cadere in inganno. Il tema della ludopatia e del gioco d’azzardo non va confuso con quello della piacevolezza del gioco”, ha dichiarato, sottolineando come “nel giro di 15 anni si sia passati dalla preoccupazione del decreto Balduzzi alla normalizzazione delle scommesse connesse allo sport”.

Secondo Ciani, il nodo riguarda anche il rapporto tra Stato e introiti erariali: “I decisori pubblici non riescono a fare a meno dei fondi che arrivano dal settore, ma non tutti i modi di fare cassa sono accettabili per una società”.

Nel corso della conferenza, il Forum delle Associazioni Familiari ha posto l’accento sulle conseguenze sociali e familiari della dipendenza da gioco. “Alcune scelte normative finiscono per mettere in crisi l’unità familiare, perché chi sviluppa una dipendenza crea disagio all’intero nucleo”, è stato spiegato durante l’incontro.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla comunicazione pubblicitaria e ai messaggi rivolti ai più giovani. “Serve una comunicazione chiara, sobria e priva di ambiguità, che non finisca per incentivare il gioco. I giovani sono sempre più esposti al mercato delle scommesse e i genitori non possono controllare ogni aspetto della vita degli adolescenti”.

L’intervento più articolato è stato quello di Maurizio Fiasco, che ha illustrato nel dettaglio le osservazioni tecniche presentate ad Agcom. Fiasco ha ricordato il precedente del 2018, quando – dopo il divieto di pubblicità introdotto dal decreto Dignità – le linee interpretative dell’Autorità consentirono comunque la diffusione di quote e scommesse come “mera esposizione di un’offerta commerciale”.

Secondo il sociologo, il concetto stesso di “gioco responsabile” rappresenta un paradigma problematico perché trasferisce la responsabilità dal mercato al singolo consumatore. “Il problema di questo dispositivo semantico e pratico è che sposta il focus dalla costruzione dell’offerta, dal marketing e dalla diffusione capillare del gioco alle sole scelte individuali”, ha spiegato.

Fiasco ha paragonato il meccanismo a quello di altri settori industriali ad alto impatto sociale: “È come attribuire la responsabilità dell’inquinamento ai cittadini che si ammalano anziché al sistema produttivo che genera il rischio”.

Sul tema è intervenuto anche Remigio Del Grosso di Adusbef, secondo cui il messaggio “gioca responsabilmente” rischia di trasformarsi in “uno scudo linguistico che protegge l’intero sistema da un’assunzione di responsabilità più ampia”.

Del Grosso ha inoltre sottolineato come, dal punto di vista dei soggetti più fragili, “il danno prodotto dal gioco legale e da quello illegale finisca spesso per essere identico”. Da qui la richiesta di “superare la retorica del gioco responsabile” per costruire “un linguaggio fondato sulla prevenzione, sulla consapevolezza e sulla responsabilità condivisa tra istituzioni, operatori e società civile”.

Ad intervenire anche Gabriele Melluso di Assoutenti che ha richiamato l’attenzione sugli effetti sociali e sulle tutele dei consumatori. “Il gioco d’azzardo patologico non è solo un problema economico, ma un costo sociale che coinvolge famiglie intere e genera sovraindebitamento diffuso”, ha dichiarato Melluso, sottolineando la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e assistenza. Il presidente di Assoutenti ha inoltre denunciato una riduzione degli spazi di confronto istituzionale: “Dal 2020 ad oggi abbiamo visto indebolirsi i tavoli di lavoro condivisi e un progressivo arretramento delle garanzie per i consumatori”. Melluso ha poi richiamato con forza il tema della pubblicità nel calcio: “Milioni di giovani vengono esposti durante gli eventi sportivi a messaggi continui legati alle scommesse. È una forma di comunicazione che non può essere sottovalutata e che richiede interventi più incisivi da parte dell’Autorità”.

Le associazioni promotrici del documento hanno chiesto formalmente un’audizione ad AGCOM, ribadendo che le future regole sulla comunicazione del gioco non possano essere definite esclusivamente nel confronto tra Autorità e concessionari, ma debbano coinvolgere anche il mondo sociale, scientifico e dei consumatori.

PressGiochi