Giungono alle battute finali i ricorsi contro l’Albo dei Pvr: si è appena conclusa l’udienza di merito di fronte alla Sesta Sezione del Consiglio di Stato e al termine di
Giungono alle battute finali i ricorsi contro l’Albo dei Pvr: si è appena conclusa l’udienza di merito di fronte alla Sesta Sezione del Consiglio di Stato e al termine di una lunga udienza il Collegio ha mandato i ricorsi in decisione. I giudici dovranno sciogliere una serie di nodi, anche perché i soggetti che hanno intentato i ricorsi – una ventina in totale – sono molti diversi tra di loro. Oltre agli stessi Pvr, ci sono infatti dei concessionari (anche dei top player come Sisal e Eurobet). Alcuni di questi poi non hanno partecipato al bando dell’online proprio a causa delle regole introdotte con l’Albo. Qualora il Collegio accogliesse le loro ragioni, valuterebbero nuove azioni legali. Nell’udienza di questa mattina inoltre, sono stati discussi nel dettaglio i dubbi di costituzionalità dell’art.13 del decreto di riordino (la norma che ha previsto l’adozione dell’Albo), e in particolare del limite di ricarica di 100 euro.
Al centro della vicenda c’è appunto l’Albo dei Pvr, previsto dal decreto di riordino del gioco online e pubblicato a ottobre 2024 dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’Albo detta una disciplina dei Punti Vendita e Ricarica, stabilisce ad esempio quale attività possano svolgere questi esercizi (essenzialmente favorire l’apertura e la ricarica dei conti di gioco) e vieta di operare in esclusiva per un unico concessionario. Tra le norme più contestate, quella che detta il limite di 100 euro per le ricariche in contanti, e quella che vieta a circoli e associazioni di operare come Pvr.
La disciplina dell’Albo era immediatamente applicabile, sarebbe quindi dovuta entrare in vigore nello stesso ottobre 2024, quindi in una fase in cui non si era ancora svolta la gara per il rinnovo delle concessioni e gli operatori esercitavano in regime di proroga. Questo è sostanzialmente l’unico aspetto che ha censurato il Tar Lazio: con le sentenze del febbraio 2025 ha infatti stabilito che l’Albo dovesse entrare in vigore solo con la partenza delle nuove concessioni. Di conseguenza, i giudici di primo grado hanno infatti ritenuto assorbite per carenza di interesse tute le altre censure, a iniziare da quelle contro il limite di ricarica e contro l’esclusione di circoli e associazioni.
Contro la sentenza hanno presentato appello sia gli operatori, sia l’Adm, nel corso del giudizio si è svolta la gara per il rinnovo delle concessioni, circostanza che ha fatto sorgere qualche dubbio anche nei giudici di Palazzo Spada. Con una serie di ordinanze del dicembre 2025, il Collegio ha chiesto alle parti di chiarire se la gara si sia svolta e se l’Albo sia entrato in vigore, visto che Adm non ha corretto le norme transitorie contenute nella determina di ottobre 2024.
Anche gli operatori contestano i termini differenti per l’entrata in vigore dell’Albo e per lo svolgimento della gara. Negli appelli sottolineano infatti come il Tar abbia riconosciuto che la rete dei Pvr sia fondamentale per i concessionari dell’online. Gli operatori, per partecipare al bando, dovevano presentare un piano industriale senza però che la regolamentazione dei Pvr, appunto un aspetto fondamentale, fosse stata definita in modo chiaro. E poi, ancora, c’erano le norme sul limite di ricarica e sull’esclusione di determinati esercizi: aspetti che hanno contestato un po’ tutti i ricorrenti, ma che assumono un peso particolare per quegli operatori che poi hanno deciso di non partecipare alla gara. Il bando infatti si è concluso, mentre sui ricorsi sull’Albo si stanno concludendo adesso e i giudici possono ancora intervenire su queste norme. Se la sentenza fosse favorevole, gli operatori “esclusi” potrebbero sfruttarla per avanzare nuove richieste, come il risarcimento del danno o la riapertura dei termini. Si attende quindi la decisione del Consilio di Stato che presumibilmente verrà depositata nell’arco di due mesi.
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