È fissata per domani, 24 settembre 2026, la nuova udienza di merito davanti alla Sesta Sezione del Consiglio di Stato sui ricorsi relativi alla disciplina dell’Albo dei Punti Vendita Ricariche
È fissata per domani, 24 settembre 2026, la nuova udienza di merito davanti alla Sesta Sezione del Consiglio di Stato sui ricorsi relativi alla disciplina dell’Albo dei Punti Vendita Ricariche (PVR). Si tratta di un passaggio atteso da mesi e destinato a fare chiarezza sull’applicazione della regolamentazione dei PVR alla luce del nuovo quadro concessorio del gioco online.
La controversia arriva a questa udienza dopo un primo passaggio davanti a Palazzo Spada l’11 dicembre 2025. In quell’occasione i ricorsi erano stati discussi nel merito, ma il Collegio aveva successivamente scelto di non pronunciarsi immediatamente, disponendo con un’ordinanza interlocutoria ulteriori approfondimenti.
Il contenzioso nasce dalla disciplina introdotta nell’ambito del riordino del gioco a distanza e, in particolare, dalla determinazione direttoriale ADM del 25 ottobre 2024, con cui è stato istituito l’Albo dei Punti Vendita Ricariche.
Tra gli aspetti contestati dai concessionari figurano le modalità di funzionamento della rete PVR e, in particolare, il limite di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti effettuate dai giocatori. La disciplina prevede inoltre il versamento annuale di 100 euro per l’iscrizione all’Albo.
La prima decisione è arrivata dal TAR Lazio, che nel 2025 ha accolto in parte le contestazioni, stabilendo che la disciplina dell’Albo non potesse trovare immediata applicazione nei confronti dei concessionari ancora operanti in regime di proroga tecnica. Secondo il giudice amministrativo, l’efficacia delle nuove disposizioni era collegata all’entrata in vigore delle nuove concessioni.
La decisione è stata impugnata davanti al Consiglio di Stato sia attraverso i ricorsi dei concessionari sia attraverso l’appello dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il contenzioso ha quindi assunto una portata più ampia, coinvolgendo non soltanto le singole disposizioni dell’Albo, ma anche il rapporto tra la regolamentazione dei PVR e il nuovo sistema concessorio dell’online.
Il passaggio decisivo si è verificato nell’udienza dell’11 dicembre 2025. Il Collegio aveva trattenuto le cause in decisione, ma aveva poi ritenuto necessario acquisire ulteriori elementi prima di pronunciarsi.
Con l’ordinanza interlocutoria del dicembre 2025, il Consiglio di Stato aveva chiesto in particolare di chiarire se la gara per le nuove concessioni dell’online fosse effettivamente conclusa, se la disciplina relativa ai PVR fosse tornata a essere pienamente efficace e quale fosse la posizione concreta dei concessionari ricorrenti: se avessero ottenuto una nuova concessione, se continuassero a operare in proroga oppure avessero cessato l’attività.
Il punto assumeva rilievo anche ai fini dell’interesse attuale dei ricorrenti. Il Collegio aveva infatti osservato che la difesa di ADM partiva dal presupposto della perdurante inefficacia delle misure, presupposto che sarebbe venuto meno nel caso in cui la procedura per le nuove concessioni fosse effettivamente conclusa.
A gennaio 2026 la Sesta Sezione ha quindi fissato per il 24 settembre la nuova udienza di merito, chiedendo alle parti di aggiornare il quadro alla luce degli sviluppi intervenuti nel frattempo.
Nel frattempo il quadro concessorio è effettivamente cambiato: la procedura per le nuove concessioni online si è conclusa e le nuove concessioni hanno preso il posto del precedente regime. È proprio questo mutamento della situazione di fatto a rendere particolarmente rilevante la discussione di domani.
Il Consiglio di Stato dovrà quindi confrontarsi con una situazione diversa da quella esistente al momento della decisione del TAR e della precedente udienza di merito. Tra gli elementi da verificare resta il rapporto tra la nuova situazione concessoria e le disposizioni dell’Albo, oltre alla permanenza dell’interesse dei diversi ricorrenti alla decisione sulle questioni sollevate.
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