L’incremento delle entrate derivanti dal gioco pubblico è una conseguenza del fisiologico andamento del mercato legale e non una scelta volta ad aumentare i consumi di gioco. È quanto ha
L’incremento delle entrate derivanti dal gioco pubblico è una conseguenza del fisiologico andamento del mercato legale e non una scelta volta ad aumentare i consumi di gioco. È quanto ha affermato la sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, rispondendo in Aula all’interrogazione presentata dai deputati del Movimento 5 Stelle Emma Alifano, Michele Gubitosa e Raffaele Raffa, con cui si chiedevano chiarimenti sulle previsioni contenute nel disegno di legge di assestamento del bilancio 2026.
Nel suo intervento, Albano ha ribadito che la strategia perseguita negli ultimi anni è stata quella di contrastare il gioco illegale attraverso il rafforzamento del mercato regolamentato.
“Negli ultimi anni l’obiettivo primario è stato quello dell’emersione e del contrasto del mercato illegale. Su questo, ovviamente, si è sentita l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per orientare la domanda di gioco, sino a vent’anni fa soddisfatta prevalentemente da una pervasiva offerta illegale da parte delle organizzazioni criminali, verso un’offerta pubblica e legale disciplinata dalla legge e gestita mediante il modello delle concessioni statali, attraverso la selezione e la qualificazione degli operatori, è stata regolamentata l’offerta, con contribuzione alle entrate dello Stato per effetto di una incisiva fiscalità.”
La sottosegretaria ha inoltre sottolineato come qualsiasi intervento di riduzione dell’offerta debba tenere conto del rischio di favorire nuovamente il mercato clandestino.
“Ferma restando naturalmente l’esigenza di tutela della salute pubblica, delle famiglie e dei soggetti vulnerabili, un eventuale sottodimensionamento eccessivo e forzato dell’offerta pubblica, se non proporzionato alla domanda esistente da parte dei giocatori e se non accompagnato da adeguate ed efficaci politiche sociali ed educative che orientino i comportamenti e le preferenze del pubblico verso differenti tipologie di intrattenimento, rischierebbe di ricondurre i medesimi giocatori nell’ambito dell’offerta illegale.”
Rispondendo alle critiche contenute nell’interrogazione, Albano ha infine escluso che l’aumento delle entrate da gioco rappresenti un obiettivo perseguito dal Governo.
“L’incremento delle entrate da gioco rappresenta, per quanto ho già detto, una conseguenza del fisiologico andamento del mercato del gioco legale che apprezzabilmente riconduce alla legalità un settore economico che altrimenti presenterebbe profili di oscurità e di evasione fiscale e non costituisce certo un obiettivo di espansione dei consumi d’azzardo. Quindi l’incremento non è un obiettivo di espansione dei consumi d’azzardo.”
L’onorevole Emma Alifano si è dichiarata non soddisfatta della risposta del Governo. Secondo la deputata del Movimento 5 Stelle, “negli ultimi anni lo Stato non ha mai avviato attività di contrasto reale all’azzardo. Anzi, ha ridotto i fondi per contrastare la ludopatia e ha annullato l’Osservatorio nazionale sul gioco. Nulla viene fatto di concreto da parte del Governo” e, a suo giudizio, anche la risposta fornita dalla sottosegretaria Albano confermerebbe questa impostazione.
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