18 Settembre 2020 - 16:40

Agliata: “Nel disegnare la nuova Awp ci siamo occupati di salvaguardare il valore aggiunto di questo settore che è il lavoro”

“L’evoluzione tecnologica delle attuali AWP è un tema che interessa il settore da diversi anni ma di recente ha assunto un profilo più importante e sensibile rispetto al passato. Come

15 Giugno 2015

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“L’evoluzione tecnologica delle attuali AWP è un tema che interessa il settore da diversi anni ma di recente ha assunto un profilo più importante e sensibile rispetto al passato. Come tutti noi sappiamo – ha dichiarato Giovani Agliata coordinatore della sezione costruttori di AS.TRO, e componente del tavolo tecnico interassociativo di Sistema Gioco Italia, questo percorso é stato avviato già a marzo dello scorso anno con l’articolo 14 della Legge Delega Fiscale, ma oggi l’attuazione della legge delega sta creando al settore di produzione delle AWP non poche preoccupazioni, preoccupazioni che sono state sottoposte al rappresentante del Governo incaricato del tema, ricevendone interessanti ed importanti spunti.

Mi sento quindi di ringraziare il sottosegretario On.le Baretta per aver ricevuto AS.TRO e per aver subito esposto, sin dai primi momenti di dialogo, l’intenzione del Governo di salvaguardare quanto di buono aveva fatto l’industria delle AWP in Italia. In particolare evidenzio la sensibilità costantemente mostrata verso la salvaguardia delle aziende di produzione, i rispettivi bacini occupazionali e la capacità di creare giochi a vincita limitata destinati ai locali anche generalisti. Mi sento di ringraziare il sottosegretario anche per la fiducia riposta nelle imprese del comparto, nel momento in cui le ha investite della “possibilità” di proporre un modello tecnologico compatibile con le esigenze istituzionali ma anche con lo sviluppo industriale.

Questa chiara sollecitazione é stata accolta ed ha creato subito due momenti importanti:

– Il primo é stato rappresentato dall’immediata convergenza di tutte le aziende di produzione aderenti ad AS.TRO e ad ACMI verso una idea tecnica unitaria, con condivisa architettura tecnologica.

– Il secondo é stato la creazione del T.T.I. all’interno del Sistema Gioco Italia, il cui Presidente Massimo Passamonti ha sicuramente ricoperto un ruolo fondamentale per costituirlo ed organizzarlo, finalizzato a proporre alle Istituzioni una soluzione confindustriale valida.

Il modello, poi, ha incontrato anche l’adesione dei gestori di AS.TRO, ai quali la soluzione é parsa subito idonea per rinsaldare la posizione di quella figura di gestore organizzato, strutturato e ben orientato a investimenti mirati all’evoluzione della propria azienda. La prima conclusione del mio intervento, pertanto, é questa: una proposta tecnica condivisa dai produttori di AS.TRO e di ACMI, approvata dai gestori AS.TRO, non solo già esiste, ma é già stata “progettata” ed é attualmente a disposizione di T.T.I. e S.G.I.

L’attività di progettazione del modello tecnico é stata ispirata dal concetto di “abilitazione del gioco da remoto”. Non é stato facile per me e per tutti i miei colleghi ed i rispettivi tecnici con cui collaborano tradurre questo semplice principio in un congegno “integrato” che mantenesse inalterate tutte le caratteristiche di gioco delle AWP attuali, da cui dipendono sia i risvolti erariali, sia le performance imprenditoriali delle aziende di gestione.

Ci sono voluti mesi di lavoro, ma alla fine il modello é stato delineato e, se le altre componenti di S.G.I. lo valuteranno positivamente, potrà formalmente essere presentato come una autentica proposta di filiera. Mi sento di garantire ai produttori, ai gestori e alle Istituzioni che il lavoro svolto é stato serio e puntuale e si sono raggiunti tutti gli obiettivi prefissati:

– Prevenzione del gioco patologico e tutela dei minori;

– Implementazione della sicurezza attraverso un processo di verifica di ogni singolo congegno

– Assoluta tracciabilità di ogni apertura del congegno, senza nessun abbattimento dell’operatività gestionale, in modo da garantire anche al gestore il controllo dei propri manutentori;

– Verifica dello stato di collegamento alla rete da parte di ispettori, addirittura senza la necessità di allontanare l’utente eventualmente dedito al gioco;

– Mantenimento dell’attuale modello industriale di acquisto del prodotto e di utilizzo da parte dell’acquirente;

– Abbassamento dei costi di gestione del congegno attraverso un sistema di uso più razionale delle periferiche;

– Tempistiche di realizzazione – progettazione – insediamento nei locali assolutamente in linea con gli indirizzi legislativi;

Alla luce di questi elementi mi auguro vivamente che detto modello possa essere condiviso e che eventuali interessi di parte possano essere sacrificati per ottenere un risultato di pregio per l’evoluzione del settore.

Vorrei mettere in evidenza un punto che rivela la centralità del nostro lavoro per tutto il sistema gioco lecito italiano: Il GESTORE di AWP non era una figura prevista per legge; infatti nel 2004 gli atti normativi hanno sancito solo l’esistenza del concessionario, del produttore e del punto vendita.! E’ il mercato che immediatamente ha decretato la necessità di una figura che portasse la connessione nei punti vendita, che sostenesse finanziariamente e operativamente sia i rischi della rete commerciale (fidelizzazione, furti, immobilizzazione di capitali, allestimento dei punti vendita, ecc. ecc.), sia la sensibilità del percorso delle monete, dalla cassetta dei congegni al conto corrente del concessionario. Il prodotto, quindi, ha generato una categoria di 2.000 aziende che hanno investito dal 2004 ad oggi diversi miliardi di Euro e che, ad oggi, annoverano 40.000 persone solo tra gli addetti alla gestione operativa dei congegni all’interno dei punti vendita.

Nel disegnare il nuovo congegno – ha concluso Agliata – ci siamo occupati di sicurezza, di garanzie per l’erario e il giocatore, di evoluzione tecnologica e bonifica delle prassi di mercato, eliminando la circolazione dei software di gioco residenti sin dall’origine negli hardware. Ma ci siamo anche occupati di mantenere saldo il ruolo dei 40.000 dipendenti che nell’attuale ITALIA non possono restare a casa, salvaguardando quel valore aggiunto di questo settore che é il LAVORO”.

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