10 Luglio 2026 - 16:52

AGIC: il riordino del gioco fisico è indispensabile per garantire stabilità al settore, investimenti e maggiore tutela dei giocatori

Il riordino del gioco fisico consentirebbe innanzitutto di superare il regime delle continue proroghe, introducendo un nuovo sistema concessorio e rivedendo l’attuale disciplina delle distanze dai luoghi sensibili, oggi frammentata

09 Luglio 2026

Il riordino del gioco fisico consentirebbe innanzitutto di superare il regime delle continue proroghe, introducendo un nuovo sistema concessorio e rivedendo l’attuale disciplina delle distanze dai luoghi sensibili, oggi frammentata su base regionale e ritenuta di dubbia efficacia. Ciò permetterebbe di adeguare la normativa all’evoluzione del mercato, salvaguardando i livelli occupazionali, il patrimonio di competenze della filiera e il gettito erariale.

Per Agic, l’Associazione Gioco e Intrattenimento in Concessione che riunisce i quattro concessionari del gioco lecito italiani (Brightstar Lottery, Eurobet, Lottomatica e Flutter SEA), il completamento del riordino del gioco fisico rappresenta un passaggio imprescindibile per assicurare certezza normativa e prospettive di sviluppo all’intera filiera del gioco pubblico. Dopo aver accolto con favore la riforma del comparto del gioco a distanza, l’associazione sostiene la necessità di estendere il riordino anche alla rete retail, comprendente scommesse, apparecchi da intrattenimento (AWP e VLT) e bingo.

Il riordino offrirebbe inoltre alle imprese la possibilità di pianificare strategie industriali di lungo periodo, favorendo investimenti in innovazione, tecnologia e sicurezza, oltre a rafforzare il presidio di legalità a tutela di consumatori ed esercenti. Un ulteriore obiettivo è quello di uniformare la regolamentazione su tutto il territorio nazionale, superando il sistema dei “distanziometri” regionali che, secondo l’associazione, non ha prodotto risultati significativi nel contrasto al gioco patologico, ma ha contribuito alla chiusura di punti vendita e allo spostamento dell’offerta verso le periferie, con effetti negativi sulla sicurezza pubblica, sull’occupazione e sulle entrate fiscali.

Per AGIC, il completamento della riforma consentirebbe anche di riaprire la strada alle gare per l’assegnazione delle nuove concessioni e di rafforzare nel comparto retail gli strumenti di tutela e prevenzione già previsti per il gioco online.

L’associazione ribadisce infine che il gioco pubblico regolamentato rappresenta il principale presidio per intercettare comportamenti a rischio e indirizzare i giocatori verso percorsi di tutela, sottolineando come tale funzione possa essere svolta efficacemente solo mantenendo forte e competitiva l’offerta legale, evitando che venga progressivamente sostituita da quella illegale.

ECONOMICS

Il mercato del gioco italiano è stato in passato, ed è ancora, un punto di riferimento normativo ed organizzativo a livello europeo. Ha affrontato con successo un periodo di forte espansione arrivando a rappresentare un comparto strategico per il Paese, nonché il più grande mercato del gioco a livello europeo, non solo per il contributo fiscale, ma anche per il ruolo di presidio del mercato legale e di contrasto all’offerta non autorizzata.
Nel 2025 il GGR totale del settore (Gross Gaming Revenue, che indica la spesa degli italiani al netto delle vincite che vengono erogate) è stato 21,6 miliardi generando entrate erariali per un valore di 11,5 miliardi, l’1,8% del totale delle entrate tributarie dello Stato.
Le entrate derivanti dal settore del gioco pubblico rappresentano un asset importante e costante nel tempo per poter finanziare politiche strutturali del Paese.

Un mercato del gioco ben regolato è anche un mercato in grado di competere efficacemente con l’offerta illegale. Solo un’offerta legale competitiva può attrarre la domanda verso il mercato regolato, dove lo stato garantisce controlli, tutela e gettito. Guardando al gioco online, il confronto europeo evidenzia, secondo una elaborazione di MDF Partners, una relazione positiva tra qualità del quadro regolatorio e livelli di channelling. L’Italia si colloca tra i paesi con i più elevati livelli di canalizzazione verso il mercato regolato, a conferma della solidità del proprio modello regolatorio.

Necessità di un riordino organico per il settore dei giochi italiano

Il quadro normativo che disciplina il settore dei giochi legali in Italia, dopo un’iniziale centralizzazione delle regole e della gestione delle concessioni in capo all’allora AAMS, da oltre un decennio risulta assai complesso e frammentato, anche in virtù della stratificazione di norme regionali e regolamenti comunali che, intervenendo per ragioni di salute pubblica, hanno via via integrato e superato le norme centrali.
L’assetto normativo del settore ha vissuto infatti un progressivo superamento di una disciplina centralizzata ed organica, gradualmente sostituita da interventi normativi a carattere locale da parte di Regioni e Comuni, volti a limitare la localizzazione e gli orari di esercizio dei punti di vendita, creando di fatto una diffusa frammentazione delle misure normative.
La sovrapposizione e l’eterogeneità di queste normative locali, costituisce oggi un ostacolo all’indizione delle gare del settore retail, come anche stabilito dal Consiglio di Stato, impedendo l’individuazione di criteri che possano orientare la gestione e la programmazione del gioco, nonché la stessa progettazione della rete territoriale dei punti fisici.
In assenza di un riordino organico del settore dei giochi, il legislatore è stato costretto a ricorrere, ormai da 10 anni, all’utilizzo di proroghe necessarie alla prosecuzione della gestione del servizio pubblico. Infatti sia il settore delle scommesse che quello del bingo sono in proroga da oltre 10 anni, mentre la concessione degli apparecchi è scaduta nel 2022.
La Legge di Bilancio 2023 ha determinato e allineato il regime delle proroghe per tutte le tipologie di gioco in pluri- concessione retail fino al 31/12/2024, prorogate a loro volta – sino al 31 dicembre 2026 – dalla Legge di Bilancio 2025.
Allo stato attuale, il Governo – nell’ambito dell’esercizio della delega in capo al MEF – ha approvato in via definitiva esclusivamente il primo decreto di riordino sui giochi a distanza (Decreto legislativo n.41 del 25 marzo del 2024), volto a costituire il quadro regolatorio nazionale della disciplina dei giochi pubblici ammessi in Italia, in particolare quelli online, con esclusione di quelli a rete fisica e delle case da gioco, per i quali resta ferma la disciplina vigente.
Nel 2025 si è svolta la gara per le nuove concessioni alla quale hanno aderito 52 operatori che hanno versato, per ogni concessione, un importo di 7 milioni di Euro. Le nuove concessioni online sono operative dal 13 maggio 2026.

Alla luce di ciò, e a seguito del riordino del gioco online, il passo successivo, nell’ambito della delega conferita al MEF, dovrebbe essere – secondo l’associazione dei concessionari – quindi l’ancor più necessario intervento normativo volto al riordino organico del settore dei giochi.
Richiamato da più parti sia a livello istituzionale che giudiziale, un quadro regolatorio stabile consentirebbe di rafforzare al contempo la tutela dei giocatori, il contrasto al gioco illegale, la sostenibilità economica della filiera e la salvaguardia delle entrate erariali, oltre che lo svolgimento delle nuove gare per le concessioni.
Completare il riordino significherebbe quindi entrare in un contesto di modernità e maggiore sicurezza, considerando che le attuali regolamentazioni risalgono ai primi anni del 2000.

 

PressGiochi

 

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