“La corposa delibera Agcom con la quale è stato approvato l’atto integrativo delle linee guida per le campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo, merita un approfondita analisi
“La corposa delibera Agcom con la quale è stato approvato l’atto integrativo delle linee guida per le campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo, merita un approfondita analisi da parte delle associazioni che hanno fattivamente partecipato alla relativa consultazione pubblica”.
Sono queste le parole di Remigio Del Grosso, rappresentante dell’Associazione consumatori e utenti ADUSBEF, che commenta la nuova delibera Agcom sulle linee guida per le campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo. Del Grosso esprime apprezzamento per il superamento del termine “ludopatia” e per l’attenzione alle comunicazioni dei concessionari, ma perplessità sul coinvolgimento dello IAP nel monitoraggio.
“Tuttavia, – continua – la mia personale prima impressione è che si tratti di un incoraggiante passo avanti dell’Autorità vigilante verso l’obiettivo di
tutelare i cd. giocatori vulnerabili, anche attraverso corrette iniziative di comunicazione, informazione e diffusione del gioco sicuro e responsabile.
Al riguardo, desidero sottolineare con soddisfazione l’accoglimento della richiesta delle associazioni dei consumatori di sostituire, nel titolo e nell’intero testo del nuovo atto di indirizzo, l’espressione «ludopatia» con «disturbi da gioco d’azzardo» (DGA), in coerenza con l’articolo 9, comma 1-bis, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87.
Decisamente rassicurante, inoltre, l’intenzione dell’Autorità di intervenire in tempi brevi “sulle forme di comunicazione che, pur presentandosi come informative, possono assumere in concreto una funzione promozionale o elusiva del divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro. Ciò riguarda, in particolare, l’utilizzo — anche sulle maglie dei giocatori dei campionati maggiori o su altri supporti connessi agli eventi sportivi — di segni distintivi riconducibili ai concessionari accompagnati da denominazioni o estensioni quali, non esclusivamente, «.live», «.sport» o «.news», idonee a rinviare a siti
web formalmente informativi ma suscettibili di rafforzare la visibilità del marchio e l’associazione con l’offerta di gioco”.
Esprimo, invece, tutti i miei dubbi sul ruolo di monitoraggio e controllo delle campagne informative che si vorrebbe assegnare allo IAP, un istituto che a mio avviso non è abbastanza indipendente dal mondo pubblicitario e che ha sempre rifiutato di inserire nel Consiglio Direttivo rappresentanti dei consumatori.
In attesa di poter verificare sul campo i risultati concreti del nuovo atto di indirizzo, esprimo il mio apprezzamento per l’impegno profuso dalla relatrice del provvedimento Commissaria Giomi ed anche per la recente presa di posizione del Ministro Giorgetti che ha recentemente chiesto alla Guardia di Finanza ed alla stessa Agcom una particolare attenzione sulle forme di comunicazione utilizzate dalle società di betting per mantenere visibilità nel mondo del calcio, attraverso sponsorizzazioni legate a portali di informazione, risultati, statistiche e intrattenimento sportivo che richiamano i relativi marchi” conclide Del Grosso.






