22 Gennaio 2026 - 12:04

Agcom contro Google: atteso il parere dell’AG della Corte di Giustizia UE sulla pubblicità del gioco d’azzardo online

Si attendono nei prossimi giorni le conclusioni della causa promossa da AGCOM contro Google in merito alla diffusione di contenuti di promozione del gioco d’azzardo attraverso YouTube, questione ora al

24 Novembre 2025

Si attendono nei prossimi giorni le conclusioni della causa promossa da AGCOM contro Google in merito alla diffusione di contenuti di promozione del gioco d’azzardo attraverso YouTube, questione ora al vaglio della Corte di giustizia dell’Unione europea.

La controversia prende avvio dal provvedimento adottato dall’Autorità il 19 luglio 2022, con il quale AGCOM ha irrogato a Google Ireland una sanzione pecuniaria per violazione dell’art. 9 del cosiddetto Decreto dignità. Tale norma vieta in modo assoluto qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo di comunicazione.

Secondo AGCOM, tramite cinque canali YouTube, un noto content creator pubblicava centinaia di video a cadenza giornaliera, attraverso i quali venivano promossi numerosi siti di gioco con vincite in denaro. I canali offrivano anche abbonamenti a pagamento gestiti direttamente da YouTube e invitavano gli utenti, anche minorenni, a inviare video delle proprie vincite per ottenere una remunerazione e una successiva pubblicazione.

Per l’Autorità, il creator non era un semplice utente della piattaforma, poiché aveva aderito al Programma Partner di YouTube (YPP), ottenendone benefici economici e visibilità. Di conseguenza, AGCOM ha:

  • comminato a Google una sanzione amministrativa di 750.000 euro;
  • ordinato la rimozione di 630 video;
  • imposto un ordine di ‘notice & stay down, volto a impedire il riproporsi di contenuti analoghi.

Google ha impugnato il provvedimento dinanzi al TAR Lazio, che ha annullato la sanzione. AGCOM ha quindi proposto appello davanti al Consiglio di Stato, il quale, rilevando la rilevanza di profili di diritto dell’Unione, ha sollevato un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia.

Questioni pregiudiziali

Primo quesito

Se, in base all’articolo 1, paragrafo 5, della direttiva 2000/31/CE, il regime di responsabilità degli hosting provider di cui all’articolo 14 della direttiva medesima sia applicabile alle attività relative alla pubblicizzazione online di giochi o scommesse con vincite di denaro nonché alla pubblicizzazione del gioco d’azzardo.

Il Consiglio di Stato chiede alla Corte di Giustizia se la Direttiva 2000/31/CE, e in particolare il regime di responsabilità attenuata per gli hosting provider previsto dall’art. 14, sia applicabile anche alla pubblicità online del gioco d’azzardo. La normativa italiana vieta in modo assoluto tale pubblicità per ragioni di tutela della salute pubblica, e nel caso concreto a Google viene contestata la diffusione su YouTube di contenuti che promuovono siti di gioco. L’art. 1, par. 5, lett. d) della Direttiva esclude dal suo ambito le attività relative al gioco d’azzardo, ma resta da stabilire se questa esclusione riguardi anche la pubblicizzazione online o solo la fornitura dei servizi di gioco. Google sostiene che l’esclusione non tocca il regime di responsabilità degli hosting provider, richiamando documenti della Commissione e il nuovo Digital Services Act. Il Consiglio di Stato osserva però che la direttiva include tra le “attività online” anche la pubblicità e che, quindi, l’esclusione potrebbe estendersi anche alla pubblicizzazione del gioco. Se così fosse, il giudice nazionale dovrebbe individuare un diverso criterio di responsabilità per gli hosting provider. Per questo viene sottoposto alla Corte il quesito sulla corretta interpretazione dell’art. 1, par. 5, in relazione all’applicabilità dell’art. 14 alla pubblicità del gioco d’azzardo.

Secondo quesito

Laddove la Corte di giustizia risponda in senso affermativo al primo quesito (id est ritenendo che la direttiva 2000/31/CE si applichi anche alla responsabilità degli hosting provider per la pubblicizzazione di giochi o scommesse con vincite di denaro nonché alla pubblicizzazione del gioco d’azzardo), si invita la Corte di giustizia medesima a pronunciarsi, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, anche sul seguente quesito:

Se il regime di responsabilità di cui all’articolo 14 della direttiva 2000/31/CE, sia applicabile ad un hosting provider quale Google con riferimento ai contenuti pubblicati dai titolari dei canali YouTube con cui Google abbia concluso l’accordo di partnership commerciale sopra descritto.

Il secondo quesito nasce solo se la Corte di Giustizia riterrà applicabile l’art. 14 della Direttiva e-Commerce anche alla pubblicità online del gioco d’azzardo. In tal caso il Consiglio di Stato chiede se Google, per i contenuti pubblicati sui canali YouTube dei partner commerciali, possa davvero essere considerato un hosting provider passivo, cioè meramente tecnico e neutrale, e quindi beneficiario della responsabilità limitata prevista dall’art. 14. La Corte ha più volte chiarito che tale regime non vale per gli hosting provider che svolgono un ruolo attivo, ossia che conoscono o controllano i contenuti o ne ottimizzano la diffusione. Nel caso di YouTube, Google stipula contratti di partnership, effettua verifiche sui contenuti dei canali, condivide i ricavi pubblicitari e riscuote gli abbonamenti degli utenti, svolgendo quindi attività ulteriori rispetto al semplice hosting. Secondo il Consiglio di Stato, ciò suggerisce un ruolo non neutrale e dunque la qualificazione come hosting provider attivo, che escluderebbe l’applicazione dell’art. 14. Da qui il quesito alla Corte: se il regime di responsabilità attenuata dell’art. 14 possa valere anche quando Google ha concluso tali accordi di partnership con i creatori di contenuti.

PressGiochi

Fonte immagine: CORTE DI GIUSTIZIA DELL' UNIONE EUROPEA CJEU CURIA

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