15 Gennaio 2026 - 03:43

ADM al centro della lotta al gioco illegale. Mori (ADM) a PressGiochi: “Un sistema integrato che unisce analisi, tecnologia e prevenzione”

Il gioco illegale in Italia muove ogni anno miliardi di euro, sottraendo risorse allo Stato, alimentando circuiti economici opachi e minacciando la sicurezza dei cittadini. Secondo un recente studio della

12 Dicembre 2025

Il gioco illegale in Italia muove ogni anno miliardi di euro, sottraendo risorse allo Stato, alimentando circuiti economici opachi e minacciando la sicurezza dei cittadini. Secondo un recente studio della Luiss Business School in collaborazione con l’associazione Agic, il valore del gioco illegale è compreso tra i 20 e i 25 miliardi di euro di raccolta annua, pari a oltre 3 miliardi di euro di spesa dei giocatori e a circa 2 miliardi di euro di mancate entrate per l’erario. Un fenomeno sommerso e in continua evoluzione, che si insinua nei canali digitali, nei social network e nelle piattaforme non autorizzate, dove il rischio è particolarmente alto nei giovani tra i 18 e i 34 anni e tra soggetti vulnerabili, che nel 26% dei casi finiscono su piattaforme non autorizzate. Queste dinamiche espongono minori e giocatori a rischi altissimi di dipendenza, truffe e sfruttamento economico. Senza dimenticare che gli effetti del gioco illegale danneggiano il mercato e gli operatori autorizzati.

Oggi il contrasto al gioco illegale non si limita più alle azioni repressive, ma si fonda su un approccio integrato che combina analisi dei rischi, cooperazione interistituzionale, tecnologie avanzate e campagne di prevenzione rivolte ai più giovani.

Di fronte a una minaccia così diffusa e dinamica, il Co.PRe.G.I. – il Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale presieduto da ADM, rappresenta il fulcro di un sistema che unisce analisi, prevenzione e azione. Un coordinamento interistituzionale che, grazie a nuove tecnologie e strategie condivise, mira non solo a reprimere le condotte illegali, ma anche a prevenire la diffusione del gioco irregolare, proteggendo le fasce più fragili e garantendo un ambiente di gioco pubblico più sicuro, trasparente e responsabile.

Lo scopriamo incontrando la Dott.ssa Claudia Mori, Dirigente dell’Ufficio Investigazioni della Direzione Antifrode dell’ADM.

Quali sono oggi le principali strategie messe in campo dal Co.PRe.G.I. per contrastare il gioco illegale in Italia?

“Il Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale (CoPReGI), presieduto dal Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e composto da rappresentanti di vertice di Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato, agisce come un centro nevralgico che connette vigilanza, analisi e operatività.
L’Agenzia, grazie alla preziosa collaborazione delle Forze di polizia, ha rafforzato le proprie strategie di contrasto al gioco illegale attraverso l’ampliamento dei soggetti destinatari delle verifiche ispettive e l’intensificazione delle attività di controllo su tutto il territorio nazionale. Parallelamente, è stato potenziato il coordinamento tra le strutture centrali e quelle territoriali dell’Agenzia, al fine di assicurare un’azione sinergica e coerente nelle attività di vigilanza e repressione, oltre che una più efficace analisi e valutazione dei rischi.

In questo contesto operativo, e nell’ambito di una più ampia riforma organizzativa dell’Agenzia, si inserisce anche lo sviluppo della Rete Nazionale Antifrode (RNA): un sistema voluto dall’attuale governance, concepito per ottimizzare i processi decisionali a diversi livelli gerarchici, migliorare la circolazione di dati e informazioni e rendere più efficiente sia il coordinamento sia le attività operative. La RNA, quindi, nasce come un’infrastruttura dinamica: coordina informazioni, accelera decisioni e rende simultanea l’azione tra centro e territorio. È così che la lotta al gioco illegale diventa più rapida, precisa e capillare”.

Dal punto di vista operativo, quali strumenti avete potenziato per individuare e bloccare le offerte di gioco rivolte ai minori?

“La prevenzione e il contrasto del gioco minorile rappresentano una priorità strategica nell’ambito dell’attività di presidio del comparto dei giochi riservata all’Agenzia. Gli strumenti messi in campo per impedire l’accesso dei minori alle offerte di gioco operano su diversi livelli, integrando interventi normativi, tecnologici e di vigilanza.

Nel comparto del gioco online, i concessionari sono tenuti a promuovere pratiche di gioco responsabile, garantendo l’inibizione dell’accesso ai soggetti minorenni. A tale scopo, sono previste procedure di verifica anagrafica particolarmente rigorose, che prevedono l’acquisizione di documenti identificativi e, in alcuni casi, l’utilizzo di sistemi di riconoscimento biometrico o facciale nella fase di registrazione e apertura del conto di gioco.

Per quanto riguarda invece, la rete fisica, gli esercenti sono obbligati a verificare l’età dei clienti mediante l’esibizione di un documento di riconoscimento valido, con divieto assoluto di accesso ai minori. In caso di violazione, la normativa prevede l’applicazione di sanzioni amministrative e la sospensione dell’attività.

Sul piano operativo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inoltre intensificato la propria partecipazione a campagne di controllo congiunte con le Forze di polizia, volte al contrasto del gioco minorile, anche al di fuori delle attività ordinarie del CoPReGI”.

Quanto è importante il coordinamento tra ADM, forze dell’ordine e operatori legali per rendere più efficace il contrasto al gioco non autorizzato?

“Il coordinamento fa la differenza. Un fenomeno che muta continuamente non può essere affrontato da un singolo attore. Agenzia, Forze di polizia e operatori di settore costituiscono una rete di legalità.

Il coordinamento non è solo una buona pratica: è ciò che trasforma la vigilanza in strategia, la repressione in prevenzione.

L’attività di contrasto al gioco illecito, infatti, non può limitarsi a interventi repressivi: deve fondarsi su una costante cooperazione operativa e strategica tra i diversi attori istituzionali. Solo attraverso un flusso continuo di informazioni, la condivisione di analisi di rischio e il coordinamento delle attività di controllo è possibile intercettare tempestivamente le nuove forme di illegalità, sempre più evolute e digitali.

In questo contesto, il contributo degli operatori legali assume un ruolo decisivo. La loro presenza sul territorio e la gestione di piattaforme di gioco pienamente tracciabili rappresentano un presidio fondamentale di legalità, che consente all’Agenzia di monitorare in tempo reale i flussi di gioco e di garantire il rispetto delle regole.

L’obiettivo condiviso da tutti gli attori del settore deve restare quello di ridurre progressivamente gli spazi per l’offerta illegale, favorendo un ambiente di gioco pubblico sicuro, responsabile e trasparente, in grado di coniugare tutela del giocatore, legalità e sostenibilità economica del comparto”.

In che modo l’uso di tecnologie avanzate, come intelligenza artificiale e analisi dei big data, potrebbe cambiar l’attività di investigazione e prevenzione nel settore del gioco illegale?

“L’intelligenza artificiale non sostituisce l’investigatore, ma rappresenta un alleato strategico per il contrasto alle frodi e alle condotte illegali nel gioco pubblico, sia online sia nella rete fisica.

L’implementazione di tecnologie avanzate quali l’intelligenza artificiale e l’analisi dei big data costituiscono, infatti, un mutamento paradigmatico nell’ambito delle attività di investigazione e prevenzione delle condotte illecite nel settore del gioco. Tali tecnologie, mediante l’elaborazione di ingenti volumi di dati relativi alle attività di gioco, consentono l’individuazione di anomalie invisibili all’occhio umano in breve tempo”.

Avete riscontrato nuove forme di gioco illegale, magari legate a canali online o social media, e come si sta muovendo il Co.PRe.G.I. per affrontarle?

“Il gioco illegale ha cambiato indirizzo: non si trova più solo nelle c.d. ‘bische’, ma anche online, nei feed dei social e nelle chat private. Negli ultimi anni , infatti, si è registrata la diffusione di nuove forme di gioco illegale legate ai canali digitali e ai social media, che rappresentano sfide inedite per le autorità di vigilanza. Portali privi di concessione promuovono la propria attività sui social, spesso utilizzando impropriamente loghi e simboli ufficiali, risultando accessibili anche ai minori.

Per fronteggiare queste nuove forme di illegalità, l’Agenzia adotta una strategia integrata di prevenzione e controllo. Vengono individuati e inibiti i portali privi di autorizzazione, mentre strumenti informativi aggiornati permettono ai cittadini e agli operatori di consultare l’elenco dei siti legalmente operanti e di quelli sottoposti a provvedimenti di inibizione, garantendo maggiore trasparenza e sicurezza nel sistema del gioco pubblico”.

Ritiene sia importante affiancare alle attività investigative anche iniziative di comunicazione, informazione e prevenzione verso famiglie e giovani?

“Nessun algoritmo è efficace quanto una buona campagna di sensibilizzazione. La prevenzione inizia nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi dove il gioco viene percepito come ‘innocuo’.

Spiegare i rischi, sfatare i miti, parlare ai ragazzi nella loro lingua significa ridurre la platea potenziale dell’illegalità. La comunicazione, se fatta con intelligenza e continuità, può prevenire più violazioni di quante ne possa scoprire un’ispezione”.

 

Cristina Doganini – PressGiochi MAG