01 Ottobre 2020 - 02:30

Acogi. Cifone: “Rinvio del bando prevedibile. E’ urgente un intervento sistemico per proteggere occupazione e consumatori”

Il bando 2016 che avrebbe dovuto resettare tutto il sistema del gioco pubblico in Italia subirà un ritardo. “Sembra alquanto strano – ha dichiarato il presidente di Acogi Ugo Cifone

18 Maggio 2016

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Il bando 2016 che avrebbe dovuto resettare tutto il sistema del gioco pubblico in Italia subirà un ritardo.

“Sembra alquanto strano – ha dichiarato il presidente di Acogi Ugo Cifone – che qualcuno si stupisca di questo rinvio visto che l’Acogi aveva già previsto diversi mesi fa ed in tempi non sospetti. D’altra parte l’aver riproposto con la legge di stabilità del 2015 la ‘sanatoria bis’ è stato un chiaro sintomo che la gara prevista in origine per giugno-luglio 2016 sarebbe inevitabilmente slittata. Lo Stato ancora una volta non riuscirà a dirimere un contenzioso ormai atavico e continuerà ad offrire il fianco ad attacchi prevedibili”.

“Su questo- continuano da Acogi- il nostro presidente Cifone, dissente da chi ritiene che questo slittamento della gara possa essere strumentalizzato ed utilizzato da qualche operatore estero per denunciare nuove discriminazioni in quanto non può considerarsi tale situazione un pretesto, ma la realtà di fatti evidentemente discriminatori”.

“D’altronde – ha proseguito lo stesso Cifone – il nostro Stato è abituato a concepire discriminazioni in questo settore salvo poi cercare soluzioni in corner per salvare capre e cavoli. Obiettivo primario resta quello di fare cassa: basta guardare le sanatorie fiscali che hanno pesato sulle tasche dei lavoratori perché i bookmaker hanno solo anticipato le somme e che, decontestualizzate da altri interventi legislativi dovuti, quali l’indulto penale per tutti i titolari dei Ctd che hanno aderito alla sanatoria, e l’indulto amministrativo sulle sanzioni applicate ai Ctd che al loro interno avevano installato le slot, sono state concepite non per porre rimedio ad orrori, pardon, errori commessi dallo Stato in danno di società discriminate con tanto di riconoscimento in CGE, ma solo per aumentare gli introiti statali. Senza dimenticare i concessionari che hanno sborsato cifre ingenti per ottenere le concessioni e che giustamente reclamano tutela. Come può uno Stato che concepisce bandi riparatori e sanatorie fiscali – conclude il presidente di Acogi – contemperare i propri interessi monetari con la salute pubblica? Come può un Stato in piena crisi economica che non offre garanzie ai suoi cittadini di un lavoro sicuro preoccuparsi del problema ludopatia? Ormai occasioni di gioco nel nostro Paese sono in ogni angolo di strada e l’utopia per il cittadino disperato che pensa di risolvere i suoi problemi con una vincita al gioco è all’ordine del giorno”.

PressGiochi