23 Gennaio 2021 - 11:12

Acadi: “Nel 2020 previste perdite per -50% per VLT, -40% per AWP, -30% per bingo, -20% per lotterie, -5% per scommesse”

“L’emergenza COVID-19 ha reso ancora più impercorribile ad oggi la strada delle procedure selettive (a legislazione vigente ancora programmate tra il dicembre 2020 ed il giugno 2021), per l’incertezza dei

12 Novembre 2020

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L’emergenza COVID-19 ha reso ancora più impercorribile ad oggi la strada delle procedure selettive (a legislazione vigente ancora programmate tra il dicembre 2020 ed il giugno 2021), per l’incertezza dei parametri economici, che si aggiunge all’impossibilità di mettere a terra i punti della rete distributiva in alcune Regioni (ad esempio Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo) che hanno attivato massivamente i “distanziometri” di fatto espulsivi. I valori di raccolta dei diversi giochi sono estremamente negativi per tutti i prodotti, anche dopo le riaperture post lockdown. Il consuntivo 2020 prevede -50% per le VLT, -40% per le AWP, -30% per il bingo, -20% per il comparto lotterie, -5% per le scommesse, con effetti diretti sulle entrate erariali, ridotte di oltre 3 miliardi rispetto al preventivo della Legge di Bilancio 2020”.

Ad affermarlo è l’associazione ACADI nella memoria presentata al Senato nel corso della discussione presso le Commissioni competenti del Dl Ristori.

Richiesta ACADI:

Per il settore del gioco pubblico sono necessari interventi che aiutino le aziende a non entrare in crisi di liquidità (con relativi impatti occupazionali rilevanti) e misure di salvaguardia non limitate solo ad alcuni comparti come e attualmente previsto dal cosiddetto dl ristoro.

1. Il DL Ristoro numero 137 del 2020 ha escluso alcuni Codici Ateco del settore. In particolare, il codice 92.00.01 ed il codice 92.00.02, quest’ultimo utilizzato da moltissime piccole e medie aziende. L’esclusione non appare motivata in alcun modo nella relazione tecnica e comunque si pone palesemente non giustificata.

2. Per quanto riguarda il sostegno alla liquidita delle aziende del comparto, misura già utilizzata nella crisi di marzo, è assolutamente necessario prevedere rateizzazione dei versamenti del PREU, anche per la impossibilità, per i concessionari in primis, di recuperare le ingenti risorse trattenute dalla filiera fin dalle prime misure di fine ottobre. Inoltre, va superato il meccanismo degli acconti sul PREU maturato precedentemente perché la rete è chiusa dal 24 ottobre e quindi si chiederebbe di pagare imposte per raccolte di gioco non esistenti.

3. Un terzo intervento necessario è certamente la sterilizzazione degli aumenti PREU già previsti per il gennaio 2021. Il settore e stato tra i primi a chiudere a marzo, tra gli ultimi a riaprire a luglio, tra i primi a subire riduzioni di orario più pesanti a metà ottobre, tra ti primi ad essere richiuso adesso ed è evidente che il settore non avrebbe la forza di subire ulteriori riduzioni di compensi sull’eventuale raccolta effettuata (come noto infatti gli aumenti di tassazione riducono i compensi per l’esercizio delle concessioni pattuite con lo Stato).

4. A tal proposito una necessaria misura di ristoro per contenere i molti danni occupazionali che sta creando la situazione potrebbe essere rappresentato da un ritorno dei livelli di tassazione sulle vincite degli apparecchi del 2019, a partire dal primo gennaio 2021.

5. Inoltre, per dare un ulteriore concreto presidio all’esclusione dei minori dal gioco pubblico e rafforzare le opportunità di più generale efficienza dei controlli di pubblica sicurezza, potrebbe sostituirsi al meccanismo di accesso al gioco con tessera sanitaria il controllo obbligatorio all’ingresso delle sale per tutti gli avventori di un documento di identità valido.

6. In questo quadro appare assolutamente irrealistico immaginare il bando di nuove gare per il gioco pubblico così come attualmente previsto, anche per l’impossibilità di mettere a terra i punti di gioco eventualmente assegnati per i distanziometri espulsivi degli enti del territorio. E in vista di un riordino generale del settore – in cui risolvere tutti i problemi del territorio (i.e. distanze ed orari espulsivi) che dovrebbe recuperare l’Intesa della Conferenza Unificata raggiunta nel 2017 ma ancora non attuata – è assolutamente necessario, come già richiesto dal Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un periodo di proroga di 36 mesi delle attuali concessioni, con previsione di oneri di proroga minimi e coerenti con gli affidamenti in corso, con l’effettivo andamento della raccolta degli specifici prodotti, con lo stato emergenziale delle sospensioni di attività in corso al punto da prevedere un periodo di non onerosità della proroga di 18 mesi. È evidente che ci si trovi in un chiarissimo caso eccezionale, come peraltro recentemente riconosciuto dal legislatore ad una specifica verticale distributiva.

7. Inoltre, dovrebbe essere prevista la non debenza (o, in caso di avvenuto versamento, restituzione sotto la forma di credito di imposta o compensazione con altri versamenti dovuti all’erario) dei canoni concessori (ordinari o di proroga) attualmente previsti in proporzione alle mensilità nelle quali non si è potuta esercitare l’attività a causa dei provvedimenti di chiusura imposti per l’emergenza epidemiologica, in linea col principio già introdotto con il decreto-legge 18\2020.

8. Andrebbe poi prevista la riduzione del prelievo erariale sul gioco del Bingo per favorire la crescita del montepremi, quindi il numero di partite a parità di spesa dei giocatori, garantendo in tal modo il mantenimento degli attuali livelli occupazionali delle sale.

9. Ed ancora occorrerebbe prevedere anche per le imprese del comparto del gioco pubblico l’estensione del credito d’imposta sui canoni di locazione ad uso produttivo per tutti i periodi dell’anno 2020 nei quali risulti sospesa l’attività per le limitazioni anti Covid indipendentemente dal volume di ricavi registrato nel periodo d’imposta precedente.

10. Importante sarebbe, infine, la rimodulazione del “prelievo salva sport” sulle scommesse e riordino dei contributi alle discipline sportive derivanti dal gettito erariale delle scommesse, che nei fatti rappresenta l’unica forma di aumento di tassazione inflitto ad un comparto che si sia registrata al mondo in quest’anno di crisi pandemica.

PressGiochi