30 Settembre 2020 - 20:27

A.G.C.A.I.: “Necessario garantire permanenza del gestore e doppio regime autorizzatorio-concessorio”

L’appena conclusasi Enada 2015 si è rivelata per l’A.G.C.A.I. l’occasione propizia per ribadire l’essenzialità della permanenza della figura del gestore e del mantenimento del doppio regime autorizzatorio e concessorio a

23 Marzo 2015

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L’appena conclusasi Enada 2015 si è rivelata per l’A.G.C.A.I. l’occasione propizia per ribadire l’essenzialità della permanenza della figura del gestore e del mantenimento del doppio regime autorizzatorio e concessorio a tutt’oggi vigente opponendosi, pertanto, alla bozza del decreto delegato che, in contrasto con le linee guida dettate dalla Delega Fiscale propendenti per la permanenza di tale doppio regime (testualmente: “… fermo restando il modello organizzativo fondato sul regime concessorio e autorizzatorio …”), è incline a favorire l’esistenza del solo regime concessorio con contestuale abolizione del regime autorizzatorio.
Quest’ultima decisione – spiega in una nota l’Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento – appare senza dubbio paradossale soprattutto se si considera che, nel corso degli anni, è stato proprio il gestore il soggetto che, con il proprio operato ispirato a legalità e trasparenza, ha garantito un’efficiente gestione di tutto il settore dei giochi di intrattenimento assicurando, contestualmente, rilevanti entrate nelle casse statali come sostenuto testualmente dallo stesso sottosegretario Baretta nelle varie interviste rilasciate “… L’Italia ha conseguito, nell’ultimo decennio, risultati importanti di contrasto all’illegalità, diventando un modello di riferimento internazionale…”.
Nonostante ciò risulta incomprensibile come l’odierno legislatore sembra non essere a conoscenza di quanto di buono fatto in passato dai gestori, dimostrando così la sua completa estraneità alla materia del gioco e lasciando dedurre che la nuova normativa, contraddittoria e inconcepibile, sia scritta dalla mani di chi intende perseguire il solo obiettivo di concentrare gli interessi economici dell’intero comparto nelle mani di pochi eletti (sistema concessorio come condizione primaria)!! Tutto questo succede provocando la sfiducia e la delusione di tutte quelle realtà imprenditoriali che, con grandi sacrifici ed investimenti, hanno dato vita al mondo del gioco di intrattenimento conseguendo numeri importanti: 5.700 aziende con una forza lavoro di 180.000 addetti.
Nel corso della tre giorni riminese, l’A.G.C.A.I. ha acquisito nuove importanti adesioni al proprio movimento associativo che, giorno dopo giorno, si sta palesando, agli occhi di tutti gli operatori del settore, foriero di iniziative e idee dai più condivise e contestualmente ha voluto far sentire forte il grido di lotta che ormai l’accompagna quotidianamente nell’azione di contrasto ad un provvedimento legislativo che, incurante delle gravi conseguenze che potrebbe provocare ai danni di oltre 5000 aziende italiane, ha come scopo quello di riordinare la disciplina dell’intero comparto del gioco cancellando totalmente dalla filiera la figura del gestore.
Nel corso della riunione tenutasi a Rimini, l’A.G.C.A.I., in sintonia con quanto sostenuto dalla F.N.G.P. (tra l’altro è intervenuto nella riunione il Presidente dott. Ezio Filippone), ha ribadito a gran voce,la necessaria permanenza del gestore nella filiera del gioco d’intrattenimento in virtù delle primarie funzioni dallo stesso svolte quale garante della trasparenza e della sicurezza della raccolta di gioco e del versamento di quanto dovuto all’erario. L’A.G.C.A.I., inoltre, ritiene imprescindibile che il soggetto in questione, data l’importanza delle funzioni attribuitigli, debba assumere le vesti giuridiche di imprenditore al fine di poter assicurare quell’organizzazione di mezzi e persone necessaria per coprire al meglio il ruolo a lui devoluto. Altrettanto indispensabile è che la titolarità del provvedimento abilitativo (nulla osta di esercizio) rimanga in capo al gestore consentendo così allo stesso di allacciare le sue macchine alla rete pubblica ovvero di gestirle all’interno dei locali ove ne è concessa l’allocazione direttamente oppure con quegli esercenti con cui c’è un vincolo contrattuale.
Occorre portare avanti e difendere con tutte le forze queste idee perché solo se queste verranno inserite nel prossimo decreto delegato potremmo garantire la permanenza delle nostre realtà aziendali … il legislatore può e deve ascoltarci!!!

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