27 Settembre 2020 - 12:42

A.g.c.a.i. : “Decreto delegato: nulla di fatto. Tutto come prima. Al momento meglio così!”

L’unico motivo di un fallimento normativo che ha visto come primo attore ufficiale il Sottosegretario Baretta, ma che sostanzialmente ha avuto come regista alcuni potenti concessionari del gioco, è stato

27 Giugno 2015

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L’unico motivo di un fallimento normativo che ha visto come primo attore ufficiale il Sottosegretario Baretta, ma che sostanzialmente ha avuto come regista alcuni potenti concessionari del gioco, è stato quello di perseguire in tutti i modi un testo legislativo che, nel corso dei mesi e nonostante i tanti confronti succedutesi, è rimasto sempre invariato non tenendo mai conto delle istanze e delle proposte avanzate dalle altre parti in causa, e cioè non solo le Associazioni di settore ma anche gli enti pubblici territoriali, le organizzazione no-slot nonché esponenti parlamentari.

L’obiettivo primario che si voleva raggiungere – spiegano dall’Agcai – è stato quello di scrivere una legge che portasse l’intero mercato nelle mani dei Concessionari e in quelle di poche multinazionali estere estromettendo, così, dal comparto dei giochi di intrattenimento e abilità le oltre cinquemila aziende italiane ad oggi operative, oltre a voler spazzare via tutti i regolamenti regionali e comunali senza voler instaurare un dialogo costruttivo e reale con niente e con nessuno.

Molto probabilmente vi era la convinzione di non trovare alcuna resistenza dall’altro lato, di avere strada spianata nel perseguire i propri obiettivi; ma fortunatamente così non è stato: hanno dovuto fare i conti con gli enti pubblici che non intendono in alcun modo rinunciare ai poteri legislativi ormai riconosciutigli, con le associazioni dei produttori e gestori che, a denti stretti, hanno difeso il proprio ruolo nella filiera del gioco e, più in generale, hanno voluto garantirsi la continuità nell’offerta legale di gioco pubblico che, con grande competenza e sacrifici, hanno saputo costruire nel corso degli anni. In caso di approvazione del decreto, avendo oramai la quasi certezza di essere sfrattati dalla filiera, la nostra Associazione si è già dichiarata pronta a scendere in piazza con pubbliche manifestazioni di protesta e ad avviare le altra iniziative (ricorso all’Anti-trust e alla Corte di Giustizia europea).

Se da un lato riconosciamo la difficoltà dell’operato a cui è stato chiamato l’On.le Baretta e il ruolo a dir poco scomodo che lo stesso ha occupato negli ultimi mesi, dall’altro, se ci è concesso di muovere delle critiche nei confronti del Sottosegretario, ci permettiamo di far presente che l’On.le avrebbe senza dubbio portato a compimento il progetto di riordino normativo, con il placet di tutte le parti in causa, solo se avesse tenuto conto concretamente delle idee, dei progetti, delle esigenze che gli sono state illustrate da chi quotidianamente vive il settore dentro e fuori le aziende (GESTORI E PRODUTTORI), da chi lo regolamenta direttamente sul territorio (REGIONI E COMUNI).

L’On.le Baretta si è quasi sempre mostrato disponibile al confronto con le altre parti in causa ma, puntualmente, non ha mai trasferito nella bozza del decreto nessuna delle idee propostegli, se non quella relativa all’addizionale per avere l’interesse a garantirsi l’entrata erariale; è sintomatico di ciò il fatto che le varie bozze succedutesi nei mesi hanno visto solo piccoli e insignificanti cambiamenti sebbene, nei vari incontri tenutisi alla presenza del Sottosegretario, siano state trattate questioni rilevanti e siano state richieste modifiche di fondamentale importanza per la sopravvivenza delle imprese del settore.

Ora, messa alle spalle, questa fase di totale confusione e disorientamento per l’intero settore è tempo di guardare avanti memori degli errori fatti nel passato; consapevoli della necessità di dover comunque procedere ad un riordino dalla disciplina dell’intero settore, auspichiamo che, nell’immediato futuro, il Sottosegretario Baretta o chi per lui possa essere più vicino alle idee e alle esigenze di chi ha dato vita a questo settore (Produttori e Gestori) e non assecondi solo ed esclusivamente le richieste di alcuni Concessionari.

L’obiettivo che vogliamo perseguire, d’altronde, è quello di preservare la permanenza degli operatori nel mercato del gioco di intrattenimento e abilità e di soddisfare in maniera legale una domanda che, se resta nella sfera dell’equilibrio, non è assolutamente in grado di generare un pericolo sociale.

PressGiochi