30 Settembre 2020 - 03:43

9° Rapporto sui diritti dell’infanzia: l’11,5% dei ragazzi gioca online

Tra i nativi digitali: l’11,5% dei ragazzi intervistati gioca regolarmente d’azzardo online; il 13% scommette online, sul calcio per il 77% e su altri sport per il 10,4%; il 29%

09 Giugno 2016

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Tra i nativi digitali: l’11,5% dei ragazzi intervistati gioca regolarmente d’azzardo online; il 13% scommette online, sul calcio per il 77% e su altri sport per il 10,4%; il 29% gioca anche nei centri scommesse (in genere gli adolescenti dai 17 ai 19 anni) e punta per l’88% sul calcio.

Lo svela il 9° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2015-2016 alla cui redazione hanno contribuito 134 operatori delle 91 associazioni del network.

Il Rapporto fornisce una fotografia aggiornata sullo stato dell’arte delle politiche per l’infanzia fornita da coloro che tutti i giorni lavorano con e per i bambini/ragazzi, e ponendo al centro dell’osservazione i diritti delle persone di minore età.

Sono 2.293.778 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni che vivono in Italia, di questi 186.450 sono stranieri. Trascorrono le loro giornate con il telefonino in mano (il 92,6%); fanno uso di alcol, tabacco e cannabis (63,4%), conoscono il sexting, l’11,5% di loro gioca d’azzardo on line e oltre il 50% ha subito azioni di bullismo e/o cyberbullismo; 7.000 di loro vivono in comunità, con molte incertezze sul loro futuro dopo il compimento del 18esimo anno. Studiano, ma molti di loro abbandonano dopo la scuola dell’obbligo, soprattutto gli alunni disabili. Il 2,2%, infatti entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano, e non sono inseriti in un percorso di formazione. L’Istat ne ha contati addirittura 2 milioni nel 2014, circa il 24% dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Certo è che l’Italia è anche tra i paesi europei con il più alto tasso di dispersione scolastica: il 15% dei ragazzi tra 18 e 24 anni ha conseguito al massimo il titolo di scuola media. Nel 2015, l’8,4% degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni ha partecipato ad associazioni culturali, ricreative o di altro tipo; e il 9,7% ha svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (nel 2014 erano l’8,6%).

Gioco d’azzardo: dai dati dell’Osservatorio sulle Tendenze e Comportamenti , rilevati su un campione di circa 4.000 giovani su tutto il territorio nazionale, emerge che tra i nativi digitali: l’11,5% dei ragazzi intervistati gioca regolarmente d’azzardo online; il 13% scommette online, sul calcio per il 77% e su altri sport per il 10,4%; il 29% gioca anche nei centri scommesse (in genere gli adolescenti dai 17 ai 19 anni) e punta per l’88% sul calcio.

Molti i progressi avvenuti in questi anni, ma le 143 raccomandazioni rivolte alle Istituzioni e contenute nel documento fanno riflettere su come il cammino sia ancora lungo.

Tra le modifiche proposte, alcune riguardano per le comunicazioni commerciali: si prevede l’impegno a evitare la pubblicità dei giochi d’azzardo, limitandone la presenza “all’interno dei programmi direttamente rivolti ai minori”; va però prevista analoga misura anche nelle interruzioni pubblicitarie immediatamente precedenti e successive. Si segnala inoltre che tra le modifiche in atto, vi è anche quella della composizione del Comitato di applicazione, la quale presenta innovazioni che rischiano di modificare negativamente l’attuale sistema.

 

Nell’8° Rapporto CRC avevamo dato spazio, tra le dipendenze, anche alla dipendenza da Internet , per sottolineare il fatto che un abuso  delle nuove tecnologie può avere ugualmente conseguenze e incidere negativamente su un sano sviluppo dei minori. Così come si rilevava con preoccupazione l’aumento del gioco d’azzardo anche tra persone di minore età, soprattutto online, sebbene la legge vieti la partecipazione dei minori ai giochi con vincita di denaro e l’ingresso dei minorenni nelle aree destinate ai giochi pubblici per adulti.

Gli aderenti alla campagna “Mettiamoci in gioco”avevano accolto con favore la previsione nella Legge di Stabilità di misure per il contenimento della promozione del gioco d’azzardo, ma hanno ribadito la necessità di avere, al più presto, una legge quadro per  tale settore. In particolare, si sottolinea che la suddetta Legge ha destinato una quota di 50 milioni di euro, a partire dal 2015, fra le risorse destinate al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, per la prevenzione, cura e riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza dal gioco d’azzardo. La Legge di Stabilità 2016 ha rinnovato l’impegno in tal senso, presso il Ministero della Salute, con un nuovo fondo di 50 milioni di euro per il gioco d’azzardo patologico, a decorrere dal 2016.

Nell’interrogazione parlamentare del febbraio 2016, si è chiesto al Ministro della Salute se siano state ripartite e in che modo tali risorse economiche e se siano state già avviate le attività di ricerca e controllo nell’ambito delle tematiche riguardanti il gioco d’azzardo, così come previste dall’Accordo quadro sottoscritto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dall’Istituto Superiore di Sanità. Sarebbe auspi-cabile sollecitare iniziative analoghe e specifiche per le persone di minore età.

Pertanto il Gruppo CRC raccomanda:

  1. Al Ministero della Salute di incentivare campagne informative rispetto ai danni derivanti dalle sostanze psicotrope e dal fumo e percorsi educativi indirizzati agli adolescenti;
  2. Al Parlamento di riprendere l’iter per una regolamentazione complessiva del fenomeno del gioco d’azzardo, al fine di approvare una legge quadro che tuteli la popolazione in generale e, in particolare, le fasce più esposte e quindi i minori, attraverso il divieto di pubblicità e la distanza minima delle sale gioco e dei centri scommesse dalle scuole e dai centri di aggregazione giovanile.

PressGiochi