01 Ottobre 2020 - 15:00

Ungheria. EGBA: “La GJUE ricorda che gli Stati membri devono rispettare il diritto comunitario”

Ieri, la CGUE non solo ha messo in discussione alcuni aspetti della legge di gioco ungherese, ma la sua sentenza ha anche fornito una serie di conclusioni che sono ampiamente

12 Giugno 2015

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Ieri, la CGUE non solo ha messo in discussione alcuni aspetti della legge di gioco ungherese, ma la sua sentenza ha anche fornito una serie di conclusioni che sono ampiamente applicabili, quali quelle relative alla tassazione, la necessità di fornire un’offerta regolamentata e attraente e l’obbligo di notificare in Ue la legislazione di gioco.
Maarten Haijer, segretario generale dell’EGBA ha dichiarato: “La sentenza della CGUE è un monito per l’Ungheria e per gli altri Stati membri e ricorda loro che la legislazione nazionale sul gioco d’azzardo deve rispettare i requisiti del diritto comunitario. In particolare, la legislazione deve essere effettiva e affrontare in primo luogo gli obiettivi perseguiti. Le restrizioni possono essere giustificate solo se servono a combattere i problemi reali degli Stati membri, per esempio in materia di criminalità legata al gioco o di dipendenza patologica. La sentenza odierna si aggiunge al crescente corpus giurisprudenziale della Corte di gistizia sul gioco d’azzardo ed sui limiti entro i quali gli Stati membri devono fissare la loro politica in materia”.
Il caso in questione riguarda un emendamento alla legge ungherese sui giochi d’azzardo realizzati nel 2012, che ha vietato l’offerta di slot machine nelle sale giochi (consentendo loro l’attività solo nei casinò).

La Corte di giustizia conferma che:

I divieti legati a regole tecniche devono essere notificati alla CE: “le disposizioni della legislazione nazionale che vietano l’operazione … costituiscono «regole tecniche » ai sensi di tale disposizione, le bozze di legge devono essere comunicate …” alla Commissione europea (par. 100)
La CGUE conferma che le tasse possono costituire una restrizione alla libera prestazione dei servizi: “… una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nella causa principale, che, senza prevedere un periodo transitorio, introduce un aumento di cinque volte delle tasse… costituisce una restrizione alla libera prestazione dei servizi, garantita dall’articolo 56 TFUE a condizione che sia tale da vietare, ostacolare o rendere meno attraente l’esercizio della libera prestazione dei servizi … “(para.42)

La Corte ha inoltre abbracciato la necessità di avere un’offerta attraente e regolata come pre-requisito per attirare il consumatore: “Per conseguire tale obiettivo di canalizzazione in circuiti controllati, gli operatori autorizzati devono fornire un’offerta affidabile, ma allo stesso tempo attraente, alternativa ad un’attività vietata … “(par. 70).

Sarà rimessa ora al Tribunale dell’Ungheria di valutare il caso e tener conto delle conclusioni CGUE.

PressGiochi