25 Settembre 2020 - 11:32

Rendiconto 2015. Petrini (Pd): “Entrate dai giochi tornano ai massimi livelli (8,8 mld)

La Commissione finanze della Camera dei deputati sta discutendo per i profili di propria competenza il Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2015 e l’assestamento del bilancio dello

27 Luglio 2016

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La Commissione finanze della Camera dei deputati sta discutendo per i profili di propria competenza il Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2015 e l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2016.

 

Il relatore di commissione, Paolo Petrini del Pd, ripercorrendo gli interventi del Rendiconto, ha dichiarato che “Per quanto concerne, in particolare, l’andamento delle entrate tributarie, nel 2015 evidenzia, rispetto al 2014, un aumento sia delle imposte sul patrimonio e sul reddito di 14,6 miliardi (+6 per cento), sia delle tasse ed imposte sugli affari di 3,8 miliardi (+2,4 per cento). Risultano in diminuzione, invece, le imposte sulla produzione, sui consumi e dogane di circa 2 miliardi (-5,8 per cento).

 

Per quanto riguarda le entrate da Monopoli – che, a partire dal 2013, sono contabilizzate nel bilancio dello Stato conseguentemente alla incorporazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli dello Stato (AAMS), nell’Agenzia delle dogane – diminuiscono di circa il 5 per cento. Le entrate da Lotto aumentano invece del 6,7 per cento, mentre le lotterie e le altre imposte gravanti sui giochi diminuiscono rispettivamente del 14 e del 2,7 per cento. le Complessivamente, le entrate da giochi fanno registrare una significativa crescita (6 per cento) rispetto all’anno precedente, ritornando – dopo un quinquennio segnato da ripetute flessioni – al massimo livello di gettito (8,8 miliardi) toccato nel 2009.

 

 

PressGiochi

 

 

Il Rendiconto generale dello Stato è lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica (costituito dall’anno finanziario) adempie all’obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria.
Il rendiconto generale dello Stato è costituito:
a)    dal conto del bilancio, articolato nel conto consuntivo dell’entrata e, per la parte di spesa, nel conto consuntivo relativo a ciascun Ministero, con l’esposizione dell’entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento;
b)    dal conto del patrimonio, con le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato.

 

Il disegno di legge di assestamento costituisce invece il mezzo   attraverso il quale è possibile aggiornare, a metà esercizio, gli stanziamenti del bilancio dello Stato, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell’esercizio scaduto al 31 dicembre precedente.

 

Più in particolare, con il disegno di legge di assestamento le previsioni di bilancio sono adeguate in relazione:
a)    per quanto riguarda le entrate, all’eventuale revisione delle stime del gettito;
b)    per quanto riguarda le spese aventi carattere discrezionale, ad esigenze sopravvenute;
c)    per quanto riguarda la determinazione delle autorizzazioni di pagamento (in termini di cassa), alla consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell’esercizio precedente.

 

Per quel che concerne le previsioni di entrata, poiché esse sono il   frutto di una valutazione di carattere tecnico, eventuali modifiche possono essere determinate dall’evoluzione della base imponibile e dagli effetti derivanti dall’applicazione della normativa vigente.
In riferimento alle variazioni di spesa, la legge di assestamento   presenta il medesimo vincolo che sussiste per il bilancio di previsione, cioè il rispetto della legislazione sostanziale vigente: non possono pertanto essere modificati, in sede di assestamento, gli stanziamenti di spesa direttamente determinati da norme vigenti.