13 Marzo 2026 - 03:00

Osservatorio Partite Iva, nel 2025 516 nuove attività nel settore lotterie, scommesse e case da gioco

Nel corso del 2025 sono state aperte 500.341 nuove partite Iva, con un incremento dello 0,4% rispetto al 2024. Rispetto al 2024, l’incremento degli avviamenti ha riguardato solamente le persone

12 Febbraio 2026

Nel corso del 2025 sono state aperte 500.341 nuove partite Iva, con un incremento dello 0,4% rispetto al 2024.

Rispetto al 2024, l’incremento degli avviamenti ha riguardato solamente le persone fisiche (+1,5%) e le società di capitali (+2,6%), mentre si notano sensibili cali di aperture per le società di persone (-7,4%), e per i “non residenti e le altre forme giuridiche” (-23,2%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, il confronto con l’anno precedente evidenzia che in oltre la metà delle Regioni si è riscontrato un incremento nel numero delle nuove aperture: gli aumenti più consistenti degli avviamenti sono stati registrati in Sicilia (+11,5%), Molise (+11,2%) e Calabria (+6,8%). Tra i territori in cui invece si registra un calo delle nuove aperture rispetto al 2024 emerge la Basilicata (-6,9%), seguita dalla Provincia autonoma di Trento (-3,7%) e dal Lazio (-3,3%).

La classificazione per settore produttivo evidenzia che il settore delle attività professionali ha fatto registrare il maggior numero di nuove aperture di partite Iva (16,6%), seguito dal settore del commercio (16%) e dalle costruzioni (9,6%). Tra i primi dieci settori, che fanno registrare nel complesso oltre l’84% dei nuovi avviamenti nel 2025, gli aumenti più significativi rispetto all’anno precedente riguardano il settore delle attività per la salute umana e di assistenza sociale (+16%), il settore delle altre attività di servizi (+11,1%) e il settore delle attività amministrative e dei servizi di supporto alle imprese (+5,8%); di contro, le flessioni più marcate si sono registrate nel settore del commercio (-12,9%), nel settore dell’agricoltura (-7,6%) e in quello delle costruzioni (-7,1%).

Nel 2025, 242.529 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 48,5% del totale delle nuove aperture di partite Iva, con un incremento rispetto al 2024 (+3,9%).


Giochi, scommesse e lotterie – Nel quarto trimestre del 2025, in Italia sono state avviate 130 nuove attività nel settore delle lotterie, scommesse e case da gioco.

Analizzando i dati mese per mese, a ottobre 2025 si contano 43 nuove attività, in calo del 30,65% rispetto al mese precedente e del – 10,42% rispetto a settembre 2024.

Nel mese di novembre 2025 le aperture sono state 52, il +20,93 % rispetto al mese precedente, il +23,81% sullo stesso periodo 2024.

A dicembre sono state avviate 35 nuove attività. Questo dato rappresenta una riduzione del -32,69% rispetto al mese precedente.

Analizzando i dati dell’intero anno, possiamo affermare che nel 2025 sono state avviate nel settore delle lotterie, scommesse e case da gioco 516 nuove attività.


 

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 68,5% delle nuove aperture di partite Iva è stato operato da persone fisiche, il 25,1% da società di capitali, il 3% da società di persone e il 3,4% dai soggetti “non residenti” e dalle “altre forme giuridiche”. Rispetto al 2024, l’incremento degli avviamenti ha riguardato solamente le persone fisiche (+1,5%) e le società di capitali (+2,6%), mentre si notano sensibili cali di aperture per le società di persone (-7,4%), e per i “non residenti e le altre forme giuridiche” (-23,2%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 47,1% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,2% al Centro e il 31,1% al Sud e nelle Isole1. Rispetto al 2024, in oltre la metà delle Regioni si è riscontrato un incremento nel numero delle nuove aperture: gli aumenti più consistenti degli avviamenti sono stati registrati in Sicilia (+11,5%), Molise (+11,2%) e Calabria (+6,8%). Tra i territori in cui invece si registra un calo delle nuove aperture rispetto al 2024 emerge la Basilicata (-6,9%), seguita dalla Provincia autonoma di Trento (-3,7%) e dal Lazio (-3,3%).

La classificazione per settore produttivo evidenzia che il settore delle attività professionali ha fatto registrare il maggior numero di nuove aperture di partite Iva (16,6%), seguito dal settore del commercio (16%) e dalle costruzioni (9,6%). Tra i primi dieci settori, che fanno registrare nel complesso oltre l’84% dei nuovi avviamenti nel 2025, gli aumenti più significativi rispetto all’anno precedente riguardano il settore delle attività per la salute umana e di assistenza sociale (+16%), il settore delle altre attività di servizi (+11,1%) e il settore delle attività amministrative e dei servizi di supporto alle imprese (+5,8%); di contro, le flessioni più marcate si sono registrate nel settore del commercio (-12,9%), nel settore dell’agricoltura (-7,6%) e in quello delle costruzioni (-7,1%).

Relativamente all’analisi per settore produttivo: occorre considerare che a partire dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione delle attività economiche ATECO2025 che è direttamente derivata da NACE Rev. 2.1, adottata con Regolamento delegato (Ue) 2023/137 della Commissione, che modifica il Regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. La nuova classificazione ATECO2025 è stata adottata operativamente a partire dal 1° aprile 2025 (così come stabilito dalla Risoluzione 24/E dell’Agenzia delle Entrate dell’8 aprile 2025). Di conseguenza: i dati del primo trimestre 2025 seguivano ancora la classificazione ATECO 2007 aggiornamento 2022; a partire dai dati del primo semestre 2025 pubblicati a settembre 2025 (successivamente alla pubblicazione dei dati del primo trimestre avvenuta a maggio 2025), si fa invece riferimento alla nuova classificazione ATECO2025, con il conseguente aggiornamento dei dati del primo trimestre 2025 già pubblicati.

Da notare che le variazioni percentuali rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente sono calcolate rispetto ai dati delle aperture 2024, pubblicate sul sito in base alla classificazione Ateco2007 aggiornamento 2022. Per maggiori informazioni, è possibile consultare la nota metodologica di ISTAT (Nota-metodologica-1.pdf), riportata anche nella nota metodologica dell’Osservatorio sulle partite IVA.

La distribuzione comprende anche le nuove aperture di partita Iva per le quali è indicato il “domicilio fiscale ignoto”, che rappresentano complessivamente circa lo 0,6% del totale delle nuove aperture nell’anno.

Per quanto riguarda le persone fisiche, la ripartizione per genere mostra la consueta prevalenza della quota maschile, pari al 60,3% dei nuovi avviamenti effettuati da persone fisiche nel 2025. Il 50,2% delle nuove aperture di partite Iva nell’anno è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 29,7% da soggetti appartenenti alla classe di età dai 36 ai 50 anni. Il confronto con il 2024 evidenzia un incremento moderato delle aperture operate dai soggetti appartenenti alla classe più giovane (+3,8%) e trascurabile per la più anziana (+0,5%); le nuove aperture di partita Iva operate da individui appartenenti alla classe di età da 51 a 65 anni calano invece dell’1%. Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che il 21,6% delle nuove aperture di partite Iva è operato da un soggetto nato all’estero, con un incremento percentuale del 3,3% rispetto all’anno precedente.

Nel 2025 242.529 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 48,5% del totale delle nuove aperture di partite Iva, con un incremento percentuale del 3,9% rispetto al 2024. Per quanto riguarda la Base Dati statistica di riferimento per l’Osservatorio partite Iva, si precisa che ogni trimestre vengono elaborati e pubblicati i dati relativi all’ultimo trimestre disponibile in Anagrafe Tributaria e contestualmente vengono aggiornati quelli relativi alle mensilità precedenti dello stesso anno. Alla pubblicazione delle informazioni relative al mese di dicembre, il quadro dei dati relativi all’anno è considerato completo e non viene aggiornato ulteriormente.

 

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