Da oggi 13 maggio entrerà in vigore il limite settimanale per le ricariche in contanti dei conti gioco effettuate nei PVR, i Punti Vendita Ricariche. Gli operatori del settore dovranno
Da oggi 13 maggio entrerà in vigore il limite settimanale per le ricariche in contanti dei conti gioco effettuate nei PVR, i Punti Vendita Ricariche. Gli operatori del settore dovranno quindi adeguare i propri sistemi di controllo per monitorare le operazioni effettuate presso la rete dei Pvr ed evitare il superamento della soglia prevista dalla normativa.
Le nuove regole introducono un limite settimanale alle ricariche in contanti o tramite strumenti non tracciabili, con l’obiettivo di rafforzare i presidi di sicurezza, trasparenza e tutela del giocatore.
Norme già in vigore
Con l’entrata in vigore del nuovo regime concessorio, i concessionari alla sottoscrizione degli schemi di convenzione hanno già provveduto ad adeguarsi a quanto richiesto dal decreto n. 41 del 2024, per quanto riguarda:
Norme prorogate al 13 novembre 2026
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riscontrando tra gli operatori e gli organismi di verifica delle difficoltà tecniche oggettive ha invece prorogato al 13 novembre 2026:
Cosa cambia
La data del 13 maggio rappresenta un elemento di discontinuità soprattutto per l’applicazione del limite dei 100 euro ai Punti vendita Ricarica e per quello che sarà il suo impatto sull’operatività della rete territoriale.
Il limite dei 100 euro:
Il nuovo Protocollo di comunicazione PACG dal 13 maggio 2026 consentirà la trasmissione dei dati relativi alle ricariche dei conti di gioco effettuate presso i Punti Vendita Ricariche (PVR), sia in contanti sia tramite strumenti non idonei a garantire la piena tracciabilità dei flussi finanziari.
Cosa potrebbe accadere?
I PVR svolgono esclusivamente attività di ricarica dei conti di gioco nel rispetto della normativa vigente, con particolare riferimento alla disciplina antiriciclaggio, all’interno di un sistema tracciato e collegato a concessionari autorizzati.
Nel corso degli anni, la rete dei PVR ha rappresentato un presidio rilevante per la canalizzazione dell’utenza verso il circuito legale. L’introduzione del limite dei 100 euro modifica questo equilibrio e può incidere sulle modalità di accesso al gioco online da parte di una quota di utenza.
Se fino a oggi le ricariche in contanti nei PVR erano libere entro il perimetro operativo del sistema, dal 13 maggio il nuovo tetto settimanale impone una soglia di 100 euro, spingendo i giocatori a rivedere le proprie abitudini di pagamento e a ricorrere maggiormente a strumenti elettronici come carte di credito, debito, prepagate, app ed e-wallet.
Una parte dell’utenza più legata al contante potrebbe tuttavia reagire in modo diverso: da un lato attraverso la frammentazione delle ricariche su più conti di gioco, nel rispetto formale delle regole, dall’altro, in alcuni casi, con il possibile abbandono del canale online per la maggiore complessità percepita nella gestione dei pagamenti digitali. In questo scenario si evidenzia il rischio di un impatto negativo sulla rete dei PVR, con una possibile riduzione dei flussi e un progressivo indebolimento della loro funzione di intermediazione.
E l’Albo PVR?
Un ulteriore elemento di incertezza riguarda il contesto regolatorio, ancora oggetto di approfondimento davanti al Consiglio di Stato. La Sesta Sezione ha infatti fissato al 24 settembre la nuova udienza di merito sui ricorsi relativi all’Albo dei PVR. I procedimenti erano già stati esaminati nell’udienza dell’11 dicembre, ma il Collegio, con ordinanza interlocutoria, ha richiesto ulteriori chiarimenti, anche in merito al completamento della procedura e all’effettiva entrata a regime della disciplina.
In primo grado, il TAR Lazio aveva stabilito che l’Albo sarebbe divenuto efficace solo con l’avvio delle nuove concessioni, e il Consiglio di Stato ha quindi chiesto alle parti di chiarire lo stato della procedura. Una questione che resta aperta e che, al momento, mantiene il sistema dei PVR in una fase di incertezza, nonostante l’adesione iniziale all’Albo di oltre 23.000 operatori.
In questo quadro, il settore auspica che la definizione degli strumenti tecnici non si traduca in un’applicazione rigida o automatica di meccanismi sanzionatori, soprattutto nelle fasi iniziali di adeguamento operativo, quando l’intero sistema è ancora in fase di assestamento.
I Numeri che contano…
Nel corso del 2015 sono state effettuate circa 338 milioni di operazioni di ricarica, per un valore complessivo di circa 13,2 miliardi di euro. L’importo medio mensile si attesta poco sopra i 39 euro, con una lieve crescita nel corso dell’anno fino a superare i 41 euro negli ultimi mesi.
Nei punti vendita fisici, la cui rete conta circa 30mila presidi sul territorio, nel 2025 sono state registrate 24.396.290 ricariche, per un importo totale di oltre 1 miliardo di euro.
La struttura dei pagamenti evidenzia una forte concentrazione su pochi strumenti principali: la carta di credito rappresenta il canale dominante, con circa il 60% delle operazioni e oltre la metà del valore complessivo delle ricariche, confermandosi il mezzo più utilizzato sia per frequenza sia per importo movimentato. Le ricariche effettuate presso i punti vendita incidono invece per circa il 7,15% del totale delle operazioni.
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