24 maggio 2019
ore 05:30
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Tuci (Imprenditori Ippici Italiani): “Massimizzare le scommesse valorizzando l’ippica”

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Tuci (Imprenditori Ippici Italiani): “Massimizzare le scommesse valorizzando l’ippica”

L’obiettivo primario per il 2015 deve essere quello di massimizzare i proventi delle scommesse valorizzando le realtà che ancora oggi riescono a coinvolgere spettatori ed appassionati misurandone la presenza con il quantitativo di gioco raccolto sul campo e premiando quegli ippodromi che si sono dimostrati concretamene più virtuosi. Lo ha affermato Enrico Tuci degli Imprenditori Ippici Italiani rivolgendo al Mipaaf varie richieste in vista della Riforma che dovrà rilanciare il settore.

“Il miglior palinsesto possibile – spiega Tuci nella nota – è quello che renderà appetibile al pubblico degli scommettitori la frequentazione delle agenzie, proponendo ogni giorno almeno due ippodromi importanti (trotto e galoppo) dove siano impegnati i cavalli ed i professionisti più conosciuti, con un livello di organizzazione delle corse e di qualità delle riprese televisive di prima fascia.

A tali campi andranno aggiunti da un minimo di due (nei feriali) ad un massimo di quattro campi italiani (nei festivi e nel periodo delle notturne) programmati in modo da incentivare le presenze di pubblico e la raccolta di gioco sul campo. Nei feriali il palinsesto potrebbe essere integrato da due o tre campi esteri in modo da garantire la massima copertura di eventi durante tutto l’orario di apertura delle Agenzie.

Siamo favorevoli a non prevedere corse il lunedì, affidando in quel giorno il palinsesto per la raccolta delle scommesse ai soli campi esteri. Occorre evitare l’appiattimento: la mediocrità non serve a nessuno

L’obiettivo (richiesto a gran voce dagli operatori) è che in alcuni ippodromi si concentrino i migliori cavalli per correre per un montepremi veramente sostanzioso mentre oggi, con montepremi medi a giornata troppo similari, cavalli con un valore tecnico molto più alto si trovano a competere per montepremi mediocri e questo impedisce di ridare valore al mercato del cavallo da corsa e dei puledri.

Consideriamo doveroso, da parte del Mipaaf, la comunicazione ufficiale dello stanziamento 2015 e che il Calendario tenga ben conto delle aree geografiche e del numero dei cavalli in attività senza penalizzare nessuna area come avvenuto in passato.

Occorre poi affrontare la questione dei Premi per gli Allevatori dei Cavalli italiani che corrono all’estero. Dal 2005 al 2013 il fenomeno dei Cavalli Italiani impegnati all’estero è dilagato:

il numero delle Corse effettuate è passato da 186 a 3.371 (+1.812%),il numero delle Vittorie da 37 a 452 (+1.222%), le somme vinte da Euro 1.046.324 ad Euro 7.258.867 (+694%).

Il Premio Allevatori non percepito, pur considerando le somme riconosciute ai pochi cavalli vincitori o piazzati in corse di gruppo o di dotazione particolarmente elevata, ammonta a circa un milione di Euro all’anno. Pertanto, senza attingere dal Montepremi, proponiamo di incrementare il fondo per gli Allevatori dei Cavalli Italiani che corrono all’estero in Corse con dotazione superiore ad Euro 10.000.

Abbiamo richiesto – ha concluso – di sostenere la partecipazione dei cavalli di 2, 3 e 4 anni alle Corse del Circuito Europeo destinando risorse aggiuntive alle prove italiane inserite in questo ambito, considerando questa una strada fondamentale per far crescere il Mercato Europeo a cui ogni Allevatore potrà e dovrà rivolgersi in futuro. Abbiamo richiesto l’attribuzione delle Corse di Selezione esclusivamente a Società di Corse che garantiscano le condizioni idonee sia dal punto di vista tecnico che finanziario/gestionale”.

PressGiochi

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