19 febbraio 2019
ore 14:28
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Stabilità. Acogi denuncia: “Molte attività a rischio chiusura”

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Stabilità. Acogi denuncia: “Molte attività a rischio chiusura”

La Legge di Stabilità, intervenendo anche sulla raccolta delle scommesse sportive, ha dato adito a incertezze e dibattiti che animano queste giornate precedenti alla scadenza del 31 gennaio. L’Acogi se da un lato plaude all’intervento legislativo che di fatto riconosce il ruolo e l’importanza della rete di raccolta di gioco facente capo agli operatori esteri, dall’altro rileva che la disposizione normativa si presenta lacunosa e non tutela la continuità lavorativa della rete.

Degno di nota l’aspetto penalistico: la legge non garantisce che l’adesione alla sanatoria riconosca automaticamente il rilascio della autorizzazione di pubblica sicurezza, e quindi non vi sono certezze che i centri con procedimenti penali pendenti possano effettivamente continuare l’attività, nonostante il versamento anticipato di ingenti somme di denaro per l’adesione a detto condono. Tale affermazione è supportata da quanto espresso dalla Circolare del Ministero degli Interni e dal parere del Consiglio di Stato, secondo cui a poter ottenere l’art. 88 Tulps saranno solo i CTD i cui gestori risulteranno indagati per il reato di cui all’Art. 4 della Legge 401/89 (raccolta abusiva di scommesse), e non gli imputati, ossia coloro i quali sono rinviati a giudizio o sono destinatari di una sentenza passata in giudicato, i quali rischiano la chiusura definitiva dell’attività. L’Acogi pertanto denuncia il disinteresse dello Stato nei confronti di una piaga sociale grave e attuale, come quella della disoccupazione, che la Legge di Stabilità contribuisce ad aggravare, mentre la preoccupazione principale resta esclusivamente quella di fare cassa.

 

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