22 maggio 2017
ore 19:19
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Russo (Acli): “Il Governo non spiega come verrà applicato il divieto al gioco ai giocatori patologici”

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Russo (Acli): “Il Governo non spiega come verrà applicato il divieto al gioco ai giocatori patologici”

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“Sui giochi, il tema vero, per esempio, riguarda la facoltà degli enti locali di applicare le distanze, come sappiamo, dei luoghi sensibili per esempio. È soprattutto quello di stabilire fasce orarie di interruzione del gioco”.

Lo ha dichiarato Antonio Russo, responsabile welfare delle Acli questa mattina a Radio Vaticana.

“Noi su questo abbiamo delle perplessità e lo abbiamo dichiarato più volte, anche nel corso dei mesi scorsi. C’è una serie di altri luoghi sensibili, che secondo noi invece andavano indicati con più precisione”.

Altro nodo, chi segnalerà i soggetti ludopatici?

“Le segnalazioni – continua Russo – verranno fatte ai servizi sociali. Forse sarebbe opportuno che la segnalazione di soggetti patologici venisse fatta all’Unità sanitaria locale (Usl), perché si possa intervenire su questi soggetti. Ma chi farà questo, tanto per capirci? L’altra domanda che ci siamo posti guardando il decreto è come rendere reale il divieto di accesso ai giochi per i giocatori patologici. Perché non basta soltanto conoscerli”.

 

Ad intervenire alla Radio anche il sottosegretario Baretta che ha affermato: “I luoghi di culto e le scuole sono i più diffusi. Quindi, se uno guarda al territorio della propria città o del proprio paese e segna con un cerchio una distanza di 150 metri dai luoghi di culto o dalle scuole, beh, certamente non si può dire che sia una soluzione timida”.

“300 metri non solo da scuole e luoghi di culto ma anche da ospedali, centri per anziani, centri di aggregazione giovanile, strutture sanitarie, sale da ballo. È chiaro che a quel punto si fa prima a dire ‘No, togliamo il gioco di mezzo’. Ma noi siamo molto preoccupati a prendere una decisione drastica che non sia il controllo, perché comunque non dimentichiamoci che ci sono l’illegalità e la malavita dietro l’angolo”

Sulla pubblicità, ha spiegato Baretta, “L’ideale sarebbe che ci fosse un’abolizione completa della pubblicità, però, diversamente dai tabacchi dove c’è una regola europea, qui non c’è nessuna regola europea; tant’è che io propongo che il governo italiano apra un negoziato con l’Europa per favorire una soluzione condivisa in tutti i Paesi dell’area euro, che arrivi a chiudere e impedire la pubblicità”.

 

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