14 novembre 2018
ore 19:25
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Piemonte. Sapar: “Al posto degli apparecchi spenti, sono già comparsi totem illegali”

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Piemonte. Sapar: “Al posto degli apparecchi spenti, sono già comparsi totem illegali”

Si è svolta oggi davanti al Consiglio Regionale del Piemonte la manifestazione indetta da SAPAR, Associazione Nazionale Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, contro la Legge Regionale n. 9/2016 e applicata a partire dal 20 novembre scorso.

“L’applicazione della Legge Regionale, di fatto, ha espulso il gioco a moneta dal 94% del territorio piemontese, colpendo pesantemente il settore e mettendo, così, a rischio numerosi posti di lavoro. Pertanto, da una parte, chiediamo alla Regione Piemonte di fermare temporaneamente l’applicazione della Legge in oggetto, anche per non essere discriminati verso le altre Regioni d’Italia (in cui il gioco non ha questi vincoli) e di attendere una normativa nazionale chiara e certa; dall’altra chiediamo altresì di aprire un tavolo di confronto con le associazioni di categoria con l’intento di modificare alcuni aspetti della Legge stessa” ha commentato Alessia Milesi Presidente Delegazione Piemonte di SAPAR.

 

Nel corso della mattinata, una delegazione di 20 associati guidata da Raffaele Curcio,  Presidente di SAPAR, è stata ricevuta in Regione per un’audizione nel corso della quale sono state ribadite le ragioni dell’Associazione contro l’applicazione della legge elettorale ed è stato segnalato che laddove sono stati tolti gli apparecchi per il gioco lecito sono già comparsi totem illegali, non a norma con il rischio che i giocatori entrino nella spirale del gioco illegale, magari controllato dalla malavita.

 

Durante la manifestazione, che ha visto la partecipazione di circa un migliaio di persone, l’Associazione Nazionale che raggruppa i gestori di apparecchi per il gioco lecito ha ricordato i numeri del settore in Piemonte. Sono 10 le aziende di produzione degli apparecchi che impiegano 300 dipendenti; 300 le aziende di gestione degli apparecchi con circa 2.900 dipendenti e 6.300 esercizi pubblici che detengono gli apparecchi con 18.000 dipendenti coinvolti.

 

Allo stesso tempo, l’applicazione di questa Legge Regionale, che blocca di fatto la  possibilità di giocare nella gran parte degli esercizi commerciali piemontesi, avrà  anche risvolti di tipo sociale.

 

“L’espulsione del gioco a moneta dal territorio, non impedisce ai giocatori problematici di giocare, anzi, lascia campo libero  al gioco illegale, sovente gestito dalla criminalità e non più controllabile dallo Stato. La legge piemontese, ben lungi dal combattere le dipendenze dal gioco, combatte solo gli apparecchi comunemente chiamati “ Slot”, che hanno un costo partita di 1 un euro divisibile anche in partite da 20 centesimi e con una vincita massima di 100 euro con un orario di funzionamento limitato a poche ore al giorno. Incredibilmente” conclude Alessia Milesi Presidente Delegazione Piemonte di SAPAR “la legge lascia senza alcuna regolamentazione tutti gli altri giochi a vincita di denaro”.

 

“Da ultimo, ma non certo per importanza, SAPAR ricorda che il territorio piemontese ospita alcune tra le più importanti aziende nazionali del settore che rappresentano un’eccellenza dell’imprenditoria per la costruzione e l’assemblaggio degli apparecchi. Con l’entrata in vigore della Legge Regionale dovranno procedere a massivi licenziamenti e la stessa sorte toccherà a tanti esercizi commerciali (bar tabacchi, ecc.) per cui la preoccupante riduzione dei ricavi, ormai strutturali, comporterà  forti ridimensionamenti di personale e per molti il rischio di chiusura”.

Piemonte. Le associazioni dei gestori protestano contro la legge regionale sul gioco

PressGiochi

 

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