23 aprile 2019
ore 10:25
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Piemonte. Agcai: “Meglio protestare al Ministero del Lavoro”

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Piemonte. Agcai: “Meglio protestare al Ministero del Lavoro”

Il pericolo maggiore per i lavoratori del comparto di apparecchi di intrattenimento nei pubblici esercizi sono i recessi che da un momento all’altro potrebbero arrivare all’indirizzo di qualsiasi loro azienda da parte dei concessionari.

A maggior  ragione – afferma in una nota l’associazione AGCAI – se i concessionari venissero a sapere che la regione Piemonte stesse cambiando la legge per rimettere le awp nei bar , farebbero gli straordinari per mandare i recessi alle ditte di gestione direttamente interessate affinché nei bar e tabacchi le mettessero loro.

Con tutto il rispetto per i lavoratori che hanno manifestato a Torino ai quali siamo vicini, ignari di una scure molto più tagliente della regione Piemonte (quali i concessionari ), non sarebbe stato più efficace organizzare una protesta sotto il Ministero del Lavoro denunciando la perdita dei posti di lavoro persi durante la riduzione del 35 per cento degli apparecchi che ha decretato la chiusura di tutte quelle aziende che hanno perso tutto il parco macchine o gran parte di esso?

 

Non sarebbe stato meglio chiedere di cambiare la legge affinché non si permettesse più ai concessionari di fare recessi senza che il gestore abbia la possibilità di cambiare concessionario?

 

Allora prima di risolvere il problema con le regioni e comuni si impegnino a risolvere il problema maggiore e cioè quello contrattuale con il concessionario proponendo un contratto nazionale di filiera e che il numero di awp pari a 265 mila sia garantito da un nuovo contingentamento e non da un blocco di mercato.

 

Noi siamo pronti a manifestare con tutti i lavoratori sotto al Ministero del Lavoro e voi ? Subito dopo penseremo a regioni e comuni chiedendo al governo (come c’è scritto nel contratto di governo da loro stessi firmato) di sostituire tutte le macchine sia Vlt che awp (ormai considerata anch’essa d’azzardo) con un apparecchio con più elementi di intrattenimento e di divertimento che non sfoci nel l’azzardo e con costo orario simile a quello di un flipper, che magari venga accettato anche da regioni e comuni affinché non faccino parte di quelli soggetti a distanze e orari in quanto non d’azzardo”.

 

 

PressGiochi

 

 

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