20 giugno 2019
ore 19:53
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Per la tutela dei lavoratori del gioco pubblico parte la petizione Non Siamo Solo Numeri rivolta direttamente a Di Maio

Parte nuovamente la petizione lanciata dall’associazione di lavoratori del comparto del gioco pubblico Non Siamo Solo Numeri. Da ieri, è stata avviata la raccolta firma per la tutela di 150mila lavoratori italiani del settore Gioco di Stato. Come spiega il presidente dell’Associazione di Promozione Sociale, Cristiano Azzolini, “abbiamo deciso di rivolgere la nostra petizione direttamente al Ministro Di Maio, per portare alla sua attenzione un problema occupazionale di rilevanza nazionale. I lavoratori del Gioco meritano di essere tutelati al pari di tutti gli altri lavoratori e l'unico modo per difendere il nostro futuro e il nostro lavoro è quello di farci ascoltare. Chiediamo a tutti i 150mila lavoratori del settore di firmare la petizione e di condividerla, per aiutarci a far valere i ..
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Per la tutela dei lavoratori del gioco pubblico parte la petizione Non Siamo Solo Numeri rivolta direttamente a Di Maio

Parte nuovamente la petizione lanciata dall’associazione di lavoratori del comparto del gioco pubblico Non Siamo Solo Numeri.

Da ieri, è stata avviata la raccolta firma per la tutela di 150mila lavoratori italiani del settore Gioco di Stato.

Come spiega il presidente dell’Associazione di Promozione Sociale, Cristiano Azzolini, “abbiamo deciso di rivolgere la nostra petizione direttamente al Ministro Di Maio, per portare alla sua attenzione un problema occupazionale di rilevanza nazionale.
I lavoratori del Gioco meritano di essere tutelati al pari di tutti gli altri lavoratori e l’unico modo per difendere il nostro futuro e il nostro lavoro è quello di farci ascoltare.
Chiediamo a tutti i 150mila lavoratori del settore di firmare la petizione e di condividerla, per aiutarci a far valere i nostri diritti”.

 

 

A supportare l’iniziativa anche l’associazione nazionale Sapar. “Una cosa positiva (magra consolazione) – spiega l’associazione – di questo accanimento mediatico sul nostro settore è la presa di coscienza di tutti, compresi i lavoratori, che solo facendo sentire forte la nostra voce potremo fare la differenza. Condividiamo volentieri l’appello di Cristiano Azzolini presidente dell’associane di lavoratori del comparto Non Siamo Solo Numeri”.

 

 

Link alla petizione qui: https://bit.ly/2S3cGJs

 

La petizione vuole raggiungere le 15mila firme, e ad oggi ne conta oltre 12mila.

 

 

“Caro Ministro Di Maio, – si legge nella petizione – a giudicare dalle sue parole e dalle sue posizioni in materia di Gioco, probabilmente non ci ritiene abbastanza importanti da ascoltare le nostre ragioni ne tantomeno da far valere i nostri diritti di cittadini italiani.

Ma nonostante Lei ci ritenga sacrificabili, noi lavoratori del Gioco di Stato, vorremmo ricordarle che rappresentiamo il terzo comparto italiano e contribuiamo con il nostro lavoro e le nostre tasse a finanziare le manovre degli stessi politici che hanno deciso di cancellarci, strumentalmente, per acquisire consensi sulla nostra pelle.

Riteniamo di avere il diritto di dirle che l’imposizione di una distanza minima tra i punti di gioco e i punti sensibili – senza specificare quali siano e dove – ovvero il cosiddetto “distanziometro”, la tassazione folle e i limiti sulle fasce orarie incompatibili con la libera impresa, ci stanno mettendo in ginocchio.

Riteniamo di avere il diritto di dirle che ci sentiamo discriminati come cittadini. Si, perchè la guerra mediatica che è stata intrapresa contro il nostro settore, ha prodotto una tale ingiustificata avversione nei nostri confronti, che ha innescato dei veri e propri meccanismi di discriminazione tra cui l’accesso al credito da parte delle banche, che ci trattano come lavoratori di second’ordine.

Di fronte a tutto questo, abbiamo un solo modo di salvaguardare le nostre attività, che portiamo avanti a testa alta con onestà, ed è quello di farci trovare uniti.

Per questo nasce Non Siamo Solo Numeri, un movimento dal basso che vuole informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’accanimento mediatico e legislativo che da anni si abbatte su un settore che comprende 11.139 attività commerciali in modo insensato e irresponsabile.

Per questo attraverso la petizione su Change.org chiediamo direttamente Lei, Ministro Di Maio, l’attivazione di un tavolo di crisi che ci permetta di analizzare e discutere le misure che verranno messe in atto per regolamentare il settore, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

Siamo 150mila lavoratori e dipendenti di bar, tabacchi, ricevitorie, punti scommesse, sale bingo, sale da gioco e siamo pronti a difendere la nostra dignità e il nostro futuro”.

 

 

 

“Il settore del gioco legale – commenta ancora l’associazione Non siamo solo numeri – sta subendo da anni un continuo attacco mediatico e legislativo. Ultimamente, questo contrasto ha assunto toni sempre più accesi da parte degli esponenti del governo che identificano il gioco d’azzardo come il male assoluto da estirpare prepotentemente dalla nostra società. A dispetto della continua pressione psicologica volta a delegittimare il sistema e corrompere l’opinione pubblica, il gioco occupa l’ultimo posto nella lista tra le principali dipendenze patologiche del nostro paese redatta dall’istituto superiore della sanità. È indiscutibile che il problema del gioco patologico vada affrontato con misure volte a garantire la prevenzione dalla dipendenza e l’attuazione di interventi che promuovano il gioco responsabile. Tralasciando i falsi proclami politici le misure finora intraprese dal governo contro la ludopatia, come il distanziometro e il divieto di pubblicità, risultano inefficaci se non addirittura controproducenti. È ora di attuare una concreta azione volta a combattere efficacemente la ludopatia senza che vengano violati i diritti degli impiegati del settore. Infine ci sembra doveroso ricordare che i falsi allarmismi e le iniziative propagandistiche hanno il solo effetto di creare distorsioni nell’opinione pubblica che non corrispondono alla realtà. Realtà già difficile da accettare da quando il governo ha deciso di finanziare le folli promesse elettorali sulla pelle dei lavoratori del settore del gioco”.

 

 

PressGiochi

 

 

 

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