20 ottobre 2017
ore 23:42
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Negro (Astro): “Prevenzione e un’offerta controllata sono gli strumenti per risolvere i problemi legati al gioco”

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Negro (Astro): “Prevenzione e un’offerta controllata sono gli strumenti per risolvere i problemi legati al gioco”

“Quello che puoi fare oggi a Milano non lo puoi fare domani a Rho. In materia di gioco da un giorno all’altro cambiano le regole. Qui ci sono imprenditori preoccupati che danno lavoro a parecchie persone per questo siamo pronti a  dar vita ad un sindacato autonomo dei lavoratori del gioco pubblico”.

Così Mario Negro, presidente onorario di Astro è intervenuto durante l’apertura del tavolo organizzato a Milano dall’Associazione di gestori del gioco dal titolo ‘Gioco in Italia, un settore a confronto”.

 

“Gli italiani – ha ricordato hanno giocato nel 2016 circa 96 miliardi di euro, dei quali 77 sono ritornati ai giocatori. L’effettivamente speso sono 19 miliardi.

Il totale dei pazienti affetti da gioco patologico si aggira intorno alle 12.300 persone e lo Stato spende 50 milioni per la prevenzione e cura di questi soggetti.

Per 50mila esercizi pubblici la slot machine rappresenta un prodotto importante perché permette loro un guadagno di circa 400 euro al mese.

La slot permette di spendere non più di 1 euro a partita, con vincite massime che non superano le 100 euro a partita. Una slot ha mille requisiti prima di essere messa in vendita ed è collegata tramite rete telefonica così che lo Stato può controlla ogni euro che entra ed esce dalla macchina.

Noi pensiamo che per fronteggiare il discorso gioco occorre buonsenso e competenza perché questa industria occupa 150mila persone e lo Stato ricava in termini erariali 12 miliardi all’anno.

Siamo consapevoli delle problematiche legate al gioco, non vogliamo negarle ma siamo altrettanto convinti che attraverso l’attuazione di un buon piano di prevenzione e un’offerta di gioco intelligente e controllata si possano risolvere questi problemi”.

 

 

A partecipare al tavolo anche Lorenzo Verona Vicepresidente Astro.

 

“Tutto è iniziato qualche anno fa il Liguria- ha affermato -. All’inizio non avevamo compreso bene cosa stesse succedendo nel nostro settore poi ho cercato di capire perché a macchia di leopardo si stava legiferando in merito. La prima risposta che ho ricevuto è stata che c’era troppo offerta di gioco.

Tuttavia non ho mai capito perché per ridurre l’offerta si dovesse colpisse solo un prodotto di gioco ovvero le slot machine. Tutto poi è stato coperto dal tema della  lotta alla ludppatia.

Posto che la ratio fosse giusta ho cercato di capirne il metodo; sono andato a vedere i dati che sono purtroppo disastrosi, i malati in cura aumentano e l’illegalità si sviluppa.

Queste norme, l’applicazione delle distanze e l’inserimento delle fasce orarie, non fanno altro che spostare la domanda e quindi la ricchezza da un prodotto a un altro verso il gioco online e l’illegalità. Secondo noi è bene coinvolgere l’industria per cercate punti comuni e tutelare la salute pubblica.

Abbiamo fatto – ha spiegato Verona – quindi  progetti che abbiamo condiviso con molte realtà soffermandoci su alcuni punti:

– normativa più stringente sulla pubblicità;

– formazione e informazione, unici strumenti per lo sviluppo di una cultura del gioco;

– riduzione dell’offerta applicata in maniera orizzontale su titti i prodotti di gioco;

– maggiore cooperazione con le Asl, perché siamo convinti che gli esercenti sono i primi che possono riconoscere l’insorgere della malattia;

–  ridurre fino a un max di 4 slot in un pubblico esercizio;

– inserimento negli apparecchi di un sistema per riconoscere i maggiorenni;

– una visione diversa in materia di distanze.

 

SB – PressGiochi

 

Pastorino (Fit): “Lombardia segua l’esempio della Liguria sulla questione gioco d’azzardo”

 

 Aronica (ADM): “Distanziometri non del tutto inutili, ma occorre riportare la domanda entro i limiti del divertimento”

 

Ciocca (Europarlamentare-LN): “I gestori del gioco forniscono un servizio che viene chiesto e l’unica azione vincente è la consapevolezza”

Cirio (PPE): “Sul gioco con le privazioni non si va da nessuna parte”

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