21 luglio 2017
ore 02:51
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L’ok ai limiti orari in Regione Umbria. Smacchi (Pd): “Non vogliamo compromettere la stabilità dei lavoratori del comparto ma servono regole più stringenti”

Con 15 voti favorevoli lo scorso 6 giugno il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato le modifiche della legge regionale “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, di iniziativa della consigliera Carla Casciari (Pd). La proposta introduce l’equiparazione tra le sale da gioco e le sale scommesse, sottoponendo anche queste ultime ai limiti previsti relativamente alla distanza da punti sensibili come scuole, centri di aggregazione giovanili e luoghi di culto e prevede analogamente il coinvolgimento dei gestori delle sale scommesse nei percorsi di formazione obbligatoria per le sale da gioco e introduce la diffusione di materiale informativo sul rischio del gioco patologico ...
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L’ok ai limiti orari in Regione Umbria. Smacchi (Pd): “Non vogliamo compromettere la stabilità dei lavoratori del comparto ma servono regole più stringenti”

Con 15 voti favorevoli lo scorso 6 giugno il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato le modifiche della legge regionale “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, di iniziativa della consigliera Carla Casciari (Pd).

La proposta introduce l’equiparazione tra le sale da gioco e le sale scommesse, sottoponendo anche queste ultime ai limiti previsti relativamente alla distanza da punti sensibili come scuole, centri di aggregazione giovanili e luoghi di culto e prevede analogamente il coinvolgimento dei gestori delle sale scommesse nei percorsi di formazione obbligatoria per le sale da gioco e introduce la diffusione di materiale informativo sul rischio del gioco patologico anche nelle sale scommesse.

 

Inoltre, a seguito di un emendamento proposto dal consigliere Andrea Smacchi (PD) già nei lavori della Commissione competente, è stato introdotto un articolo che prevede la possibilità per i Comuni, al fine di tutelare la salute e la quiete pubblica, di disporre limitazioni orarie all’esercizio del gioco tramite apparecchi elettronici all’interno delle sale da gioco, delle sale scommesse e degli esercizi pubblici e commerciali nei momenti di massimo afflusso. L’emendamento Smacchi ha rappresentato una sorta di atto di indirizzo, che non specifica orari precisi per non condizionare i comuni, lasciando ad essi la libertà di disporre limitazioni orarie al gioco.

 

Un intervento, questo, che tocca da vicino gli operatori del settore, i quali durante l’esame della proposta sono stati auditi in III Commissione. Abbiamo così deciso di incontrare il consigliere Andrea Smacchi che ha presentato l’emendamento in questione.

“Il settore dei giochi – ha dichiarato Smacchi a PressGiochi – necessità assolutamente di regolamentazioni aggiornate alla luce delle patologie, confermate dagli studi di settore, sviluppate dai giocatori e che hanno prodotto danni gravi al loro equilibrio psico-fisico con ripercussioni familiari e danni economici importanti. Tali regolamentazioni vanno interpretate dagli stessi operatori del comparto come la necessità di normare lo stesso, altrimenti ostaggio di mere logiche di mercato che negli anni ne comprometterebbero la stessa sopravvivenza con gravi ripercussioni sull’attuale  livello occupazionale”.

 

– Come giudica le argomentazioni portate dagli operatori nel corso dell’audizione della SAPAR ?

“Assolutamente condivisibili laddove esse si pongono l’obiettivo della tutela dei giocatori appartenenti alle fasce più deboli e più esposte al rischio di dipendenza patologica da gioco, ovvero i giovanissimi e le persone sole. Nello specifico ritengo importante che le aziende associate abbiano dimostrato un forte senso di responsabilità e consapevolezza verso questo tema prevedendo la creazione di un plafond da utilizzare nelle scuole, secondo le modalità stabilite dalla Giunta Regionale, finalizzato all’organizzazione di corsi di formazione e prevenzione nei confronti del gioco d’azzardo”.

 

– Le ragioni dei gestori vi hanno convinto?

“Hanno convinto nella parte riguardante le proposte di campagne informative mirate a una migliore sensibilizzazione sui rischi del gioco e su una migliore percezione di sé e dei propri limiti da parte del giocatore; ad un’opera seria di contrasto del fenomeno della ludopatia. E’ sempre bene ricordare che l’obbiettivo da condividere e da portare avanti insieme deve mettere le persone e il loro equilibrio psico-fisico avanti alla logica del profitto indiscriminato. Su questo la Regione Umbria si vuole porre all’avanguardia con una forte iniziativa volta alla tutela della salute dei propri cittadini e protagonista in questa battaglia di civiltà, socialità e legalità”.

 

– Come giudica personalmente l’individuazione di distanze dai luoghi sensibili, ritiene sia realmente un disincentivo per chi voglia giocare?

“Certamente, allontanare le sale da gioco dai luoghi sensibili quali scuole, oratori e centri di aggregazione giovanili è un dovere delle Istituzioni a tutela di tutti ma soprattutto di chi sta facendo un suo percorso di educazione , formazione e crescita, quindi bambini e minori in generale”.

 

– Perché ha deciso di proporre l’inserimento di limiti orari al gioco? Tale disposizione è posta come libera scelta del comune umbro e non vale per tutto il territorio regionale, come mai?

“L’esigenza di limitare il gioco in determinate fasce orarie è nata dalle conclusioni di approfonditi studi di settore che hanno accertato un incremento del gioco tra le ore 7.30 e le 9.30, tra le 12 e le 14 e tra le 19 e le 21. Pertanto ritengo che inserire una pausa obbligatoria, forzata, a tutela dell’equilibrio psico-fisico per consentire quindi ai giocatori un tempo obbligatorio da dedicare al riposo, possa essere un ottimo deterrente normativo  per contrastare la ludopatia e le sue gravi implicazioni sociali. Vorrei sottolineare che la limitazione oraria, specificamente quella dalle 7,30 alle 9,30 e la successiva dalle 12 alle 14, va vista come uno strumento di tutela dei soggetti più deboli, cioè i giovanissimi in età scolare che proprio in quegli intervalli temporali si trovano ad entrare o successivamente uscire dai propri istituti. Attualmente le leggi vigenti assegnano ai Sindaci il coordinamento e la regolamentazione degli orari dei pubblici esercizi però nell’ambito di criteri indicati dalle Regioni. A tal proposito il 6 Giugno 2017 dopo un’approfondita discussione avvenuta in Aula, il Consiglio Regionale ha approvato la modifica alla L.R. del 21/11/2014, N.21 (Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico) nella quale si prevede l’equiparazione tra le sale giochi e le sale scommesse, ma ha anche accolto la nostra proposta di dare ai Comuni la possibilità di limitare gli orari di accesso al gioco, in un’ottica comune di contrasto alla diffusione del gioco patologico specialmente tra i soggetti più deboli. In questo senso è opportuno menzionare anche la campagna di sensibilizzazione promossa dall’Assessorato umbro alla Sanità che, attraverso un contest  creativo, ha premiato le idee migliori per “dire no” al gioco d’azzardo”.

 

Avevate valutato gli effetti negativi che potrebbero avere dei limiti orari al gioco e la difficoltà di controllo di tale divieto?

“Riteniamo che questa limitazione non debba essere intesa come una misura volta a compromettere la stabilità dei lavoratori del comparto che sappiamo bene avere un cospicuo indotto ed il cui gettito fiscale è ingente (circa il 40% del gettito erariale annuo), ma riteniamo che il settore dei giochi pubblici necessiti di una regolamentazione per quanto possibile stringente proprio nell’ottica di una giusta ed attenta campagna di prevenzione e di contrasto a questo fenomeno considerato trasversale. Per quanto riguarda la seconda domanda, pensiamo che la responsabilità del rispetto di tali norme sia presumibilmente in capo ai gestori dei pubblici esercizi all’interno dei quali sono presenti gli apparecchi per il gioco, ai quali è richiesta una condotta eticamente corretta ed ispirata alle norme vigenti”.

 

 

Cristina Doganini – PressGiochi

 

 

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